Dolomiti Turismo — 07 novembre 2010

Quando ho visto per la prima volta il nuovo logo Dolomiti Unesco, pensavo si trattasse di uno scherzo. Leggendo poi la notizia, mi sono reso conto che si trattava veramente del marchio scelto per rappresentare le nostre montagne nel mondo. Il logo scelto tra oltre 400 proposte e costato 30.000 euro. Da non crederci!

Non serve un occhio particolarmente critico né esperto per vederci il profilo di una città, una metropoli, 4 grattacieli che si innalzano su una sorta di collina. Insomma, tutto tranne che delle montagne, anzi LE montagne, tra le più belle del mondo!

Asettico, freddo, senza anima: spariscono così gli splendidi colori che caratterizzano le Dolomiti, sparisce qualsiasi riferimento alla natura, all’ambiente, in questo logo sparisce tutto ciò che rende uniche le nostre montagne.

Speriamo che i 4 “blocchi” che rappresentano delle cime, identici a palazzi stilizzati, non presagiscano un futuro sfruttamento edilizio.

Bisogna essere pazzi per associare un logo del genere alle Dolomiti!

Se già prima non siamo stati capaci o perlomeno abbiamo avuto grosse difficoltà, a gestire positivamente e ad approfittare dell’enorme occasione offerta dall’Unesco – a favore del turismo e della conservazione delle nostre valli – ora con un logo del genere che ci rappresenterà a livello internazionale, abbiamo raggiunto il “fondo del burrone”.

A questo punto mi domando: perchè questo concorso è stato gestito unicamente dalla Provincia di Trento? In base a quali criteri la Provincia di Trento si è presa il diritto di scegliere il logo delle Dolomiti Unesco? Per quale motivo non sono state coinvolte anche le altre province nelle quali le Dolomiti sono presenti? Perchè la Provincia di Belluno, territorio dove è presente il maggior numero di Dolomiti, non ha avuto voce in capitolo?

Perchè, nell’era di internet e della comunicazione aperta a tutti, non si è pensato ad una votazione popolare, che permettesse alla gente di esprimere con un click la propria preferenza?

Il dibattito è appena iniziato e continuerà su quotidiani, forum e social network. Ma il danno è fatto: sperare in un dietro front della commissione di “esperti” sarebbe troppo. Abituiamoci a convivere con questo logo-obbrobrio.

di Matteo Gracis
giornalista e editore indipendente

amministratore di NuovoCadore.it

> Nel forum c’è un topic dedicato dove poter discutere su questo argomento.

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(6) Readers Comments

  1. è osceno!!!!! veramente la giuria dovrebbe vergognarsi, sicuramente nessuno capisce qualcosa di design (regole ed implementazione), men che meno parlare di marketing e pubblicità… questo logo è l’ennesima prova della incapacità politica di migliorare l’immagine dell’Italia nel mondo, prima Magic Italy, ora questa porcheria… per favore smettetela di regalare i soldi ai vostri cugini, nipoti, parenti, amici ecc. ecc.

    Per la cronaca, nessuno dei primi 3 posti vale qualcosa come logo, sembrano tutti pressi o copiate da siti web di immagini royalty free!

  2. Orrendo, creato da una mente che delle Dolomiti e della sua gente non conosce nulla: scommetto che se i committenti del logo avessero indetto un concorso tra i bambini degli asili della zona Unesco, il risultato sarebbe stato di gran lunga migliore. Vergognosi i committenti e ancor di più quelli della commissione. Tra litigi per la scelta della sede e loghi spanventosi tra un pò perderemo anche il riconoscimento Unesco, sia veramente dei polli da allevamento…

  3. E’ ORRENDO……

    E’ un disprezzo verso le montagne e noi cittadini.

    DOVREBBERO VERGOGNARSI E STRAPPARE SUBITO QUELLA SPECIE DI LOGO OFFENSIVO AL PATRIMONIO DELL’UMANITA’

  4. Pingback: NuovoCadore.it » Gli altri loghi che hanno partecipato al concorso delle Dolomiti Unesco

  5. Pingback: NuovoCadore.it » Dolomiti Unesco: ecco gli altri loghi esclusi

  6. Bhè che dire non piace neanche a me…
    anch’io come molti ci vedo la città introiettata nella montagna. Come da un po’ dal resto succede. Sembra ormai logico, anche a gente di montagna, accettare i modelli urbani come fossero gli unici concreti e coerenti con lo sviluppo. Dovremmo invece come popolo unitario delle dolomiti cominciare a pensare di portare la montagna in città, ed orgogliosi dei valori di montagna (che comunque sfido tutti ad impegnarsi a recuperare perchè, in autocritica, penso si sia oramai dimanticato troppo) cominciare ad assumersi la responsabilità di essere noi esportatori di messaggi utili al mondo (il riconoscimento unesco fra l’altro ci allarga la strada nella dimensione della intrenazionalità). Male quindi questa storia del logo perchè contiene simbolicamente la subalternanza dei popoli delle terre alte rispetto al resto del mondo… male inoltre perchè la determinazione del logo poteva essere per la fondazione un utile mezzo per recuperare credito e consenso e in questo modo si è sottolineata la distanza sempre più profonda fra intellettuali+istituzioni e il popolo che vive ed abita. Voglio comunque invitarci come popolo a non perdere la speranza!!!

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