Cronaca Territorio — 07 febbraio 2011
A27, sì della Regione al passante

Prolungamento dell’A27, la giunta regionale fa proprio il parere (positivo) della commissione regionale Via (valutazione di impatto ambientale) sul progetto «Passante Alpe Adria – Belluno – Cadore ». «Il Passante – si legge in un comunicato della Regione -, opera strategica di interesse nazionale, riguarda il prolungamento dell’asse autostradale da Ponte nelle Alpi a Perarolo di Cadore: 20 km di tracciato, 25 metri di sezione, doppia corsia per senso di marcia. Tre svincoli: in località Pian di Vedoja a Ponte nelle Alpi, a Longarone ed in località Pian dell’Abate a Perarolo di Cadore». L’iter prevede il parere del ministero dell’ambiente, quello della commissione nazionale Via e infine la delibera Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica), ente che ha l’ultima parola. Dopo il Cipe, la gara europea per individuare a chi affidare gestione e realizzazione, prevista in quattro anni. Tra fine 2016 e inizio 2017 l’opera sarà terminata.

Il Passante comporterà un investimento da 1,4 miliardi di euro in project financing. Un piano «che non sta in piedi – afferma Giovanna Detti, ambientalista di “Per altre strade” – né per impatto ambientale, né economicamente ». Ma per alcuni è necessario. «Lo sbocco a Nord del Veneto è un obiettivo che la Regione ha nel dna – concede il presidente Luca Zaia – e il Passante ci consentirà di ragionare in termini più attuali sulle soluzioni. Resto convinto che la Venezia – Monaco abbia una logica, che si imporrà con il tempo a tutti gli attori del territorio interessato». Lo pensa anche l’assessore regionale competente Renato Chisso: «Dello sbocco a Nord la regione, la sua economia e la sua provincia montana hanno bisogno, non da oggi, per esercitare un ruolo strategico ». Il problema resta sempre «verso dove»? Perché quello verso Nord sembra un percorso inaccessibile, almeno a sentire il governatore altoatesino Luis Durnwalder, che solo a citargli l’argomento brandisce l’ascia d’armi germanica. «- taglia corto Durnwalder -Nessuno  potrà mai costringerci ad accettare quell’opera sul nostro territorio». Non resta che passare per l’Austria. «Io però – continua il governatore – di recente ho parlato con Vienna: non ne vogliono sentire parlare neanche loro». Meglio forse, lasciare aperta la via dell’Est. Perciò palazzo Piloni aveva chiesto un’opera ritagliata di tre km, con arresto a Rivalgo (Ospitale di Cadore) e non a Pian dell’Abate (Perarolo), «per consentire la continuazione verso Nord o verso Est – aveva affermato l’assessore provinciale competente Ivano Faoro -; e il raccordo con la viabilità ordinaria della Valbelluna, e anche con quella futura della Sinistra Piave». Ma il comunicato della Regione non sembra tenerne conto.

fonte: Corriere del Veneto

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