Pieve di Cadore

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Pieve di Cadore, centro amministrativo e culturale, è uno di quei luoghi nei quali il fascino della natura incrocia, esaltandoli, i motivi di una storia e di un’arte che ne hanno segnato nel tempo la speciale fisionomia. Il paese di Tiziano, l’artista sommo della pittura rinascimentale, ne conserva le tracce: dalla casa natale (nella foto in alto) alla toponomastica diffusa, così come nella bella piazza centrale raccolta intorno alla sua statua ottocentesca e sovrastata dalla elegante mole del Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore. A fianco dell’edificio comunitario, simbolo della vita civile, sorge l’imponente chiesa arcidiaconale di S. Maria Nascente (XI sec.), che risale nella sua fisionomia attuale agli inizi del secolo XIX ed è arricchita da una decorazione interna che accoglie una pala di Tiziano – Madonna con il Bambino e Santi – le tele di Francesco, Marco e Cesare Vecellio, nonché i resti del prezioso Fluegelaltar.

La piazza centrale è circondata da interessanti edifici d’epoca, tra i quali si segnala la casa di Tiziano l’Oratore, risalente al secolo XVI e sede della Fondazione Tiziano e Cadore, importante centro di studi sull’opera del maestro cadorino (si segnala lo studiolo affrescato con il tema delle grottesche). Ai piedi del Municipio un recente intervento di valorizzazione archeologica ha evidenziato i resti di una villa romana del II secolo d. C., il cui pavimento a mosaico è esposto nel Museo Archeologico Cadorino. Scendendo dalla piazza lungo la via Arsenale, superata la piazzetta dell’antica fontana di S. Giovanni Nepomuceno (1793) con sullo sfondo il palazzo Sampieri-Vallenzasca-Policardi, si incontra la casa natale di Tiziano. Proseguendo lungo la discesa si raggiunge il palazzo COSMO, che ospita l’auditorium comunale e il Museo dell’Occhiale. Quest’ultimo conserva una preziosa raccolta di quasi quattromila pezzi, che permettono di ricostruire la storia dell’occhiale dal XIV al XX secolo, facendone il più importante museo del genere al mondo.

Ma camminando per le vie di Pieve e per le sue frazioni si scoprono edifici interessanti per chi voglia conoscere l’architettura religiosa cadorina: come il santuario del Cristo di Valcalda con il suo bel crocifisso; la chiesa di S. Lorenzo a Sottocastello con la sua architettura ancora intatta e gli arredi lignei; i resti dell’antica S. Bartolomeo a Nebbiù, circondata dalla sua cortina, che ospitava sull’altare maggiore il bel polittico di Antonio Rosso (oggi al Museo Jacquemart-André di Parigi). La chiesa di S. Candido di Tai custodisce tre opere di Cesare Vecellio, cugino e collaboratore di Tiziano, inserite in preziosi altari lignei intagliati e dipinti. A Pozzale la chiesa di S. Tommaso Apostolo espone un polittico di Vittore Carpaccio. Merita la fatica di un’escursione fino al colle di S. Dionisio, a oltre 1.800 m. di altezza, dove sorge la chiesetta omonima ricostruita sui resti dei ruderi dell’edificio del 1508, anno della battaglia di Cadore, avvenuta nella piana sottostante.

Il panorama è straordinario: dal fondovalle gli abitati di Tai, Nebbiù, Valle, fino agli Spalti del Toro, le Marmarole, il vicino e grandioso Antelao, il Pelmo, Monte Rite, Cibiana e i suoi monti. Non resta che scendere nel vicino rifugio Antelao, costruito dalla scrittrice partigiana Giovanna Zangrandi. Un’altra passeggiata piacevole è quella fino al parco del Roccolo di S. Alipio, con la sua terrazza panoramica sul lago di Pieve e scoprire la casa di Babbo Natale. Infine da lì merita salire al Forte di Monte Ricco (dove sorgeva l’antico castello), che un recente restauro ha trasformato in un luogo della memoria destinato a divenire spazio culturale.

INFO
www.comune.pievedicadore.bl.it
www.tizianovecellio.it

 

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Author: NC staff

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