Zoppè di Cadore

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E’ il più alto (1461m.s.l.m.) ed il più piccolo Comune del Cadore, di cui fa parte storicamente da sempre nonostante sia “oltremontano” e si trovi geograficamente in Val di Zoldo. La tradizione vuole che il suo nome derivi da “zópa”, forma dialettale con la quale si indica una zolla di terra. Prima del 1500 non si può parlare di un vero e proprio villaggio anche se i primi riferimenti scritti dove viene citato come “Mons Zupedi”, risalgono al 1155.  Il paese nasce di fatto dall’unione di tre Masi, quindi intorno alle attività silvo-pastorali e all’antica arte del “far carbone” per le fucine dove si lavoravano dei materiali ferrosi: oggi è possibile ritrovare le tracce di queste attività tradizionali nel Museo Etnografico “Al Poiat”, ospitato nella ex latteria, ove il visitatore viene guidato attraverso un percorso tematico alla riscoperta dei lavori e della comunità di un tempo. Al centro dell’esposizione museale è collocata una ricostruzione stilizzata del “Poiat” (carbonaia) all’interno della quale è possibile assistere a proiezioni di documentari audiovisivi. Il Museo è gestito dall’Union di Ladign de Zopè, unica associazione italiana dei carbonai riconosciuta a livello europeo. La chiesa parrocchiale, dedicata a Sant’Anna, viene edificata negli anni 1732-37, di fianco ad una piccola cappella risalente al 1530-40; ristrutturata nel 1896 dopo essere stata danneggiata dall’incendio che aveva distrutto la parte centrale del paese, fu ampliata, con la costruzione del nuovo coro, negli anni ’30 del Novecento. Al suo interno si può ammirare una pala cinquecentesca, attribuita a Tiziano e Bottega, raffigurante Sant’Anna, la Madonna con il Bambino e due Santi, ed un dipinto anonimo del Seicento con Sant’Antonio. Oltre ad alcune opere lignee di Giovanbattista De Lotto, Angelo Gamba Zampol e Dante Moro, vi sono conservati anche due grandi quadri, rispettivamente di Masi Simonetti (il “Transito di S.Giuseppe” – 1930) e di Fiorenzo Tomea (un “Cristo crocifisso” – 1950-55), due importanti artisti del Novecento cui Zoppè ha dato i natali e di cui è possibile vedere altre opere nella sala consiliare del municipio.  Dal paese si diramano molti percorsi, facilmente usufruibili anche da famiglie con bambini e, durante la stagione invernale, con le ciaspe o gli sci da fondo: da segnalare in particolare la strada che porta al Rifugio Talamini e quella che sale al Rifugio Venezia alle pendici del Pelmo. Zoppè di Cadore, infine, è ancora oggi terra di emigrazione, da dove da oltre 150 anni partono i gelatieri che continuano a portare in giro per il mondo e a far conoscere la bontà del gelato artigianale.

INFO
www.comune.zoppedicadore.bl.it
municipio: 0437.791900
ufficio turistico Zoldo Alto: 0437.789145


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Author: NC staff

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