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	<title>NuovoCadore.it &#187; Cronaca</title>
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		<title>Corteo a Venezia per la sanità: 800 manifestanti dal Bellunese</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il corteo a Venezia &#8211; Il Bellunese si mobilita con forza per difendere la propria sanità locale. Di prima mattina, ben dodici pullman sono partiti da Belluno, Cortina, Cadore, Comelico, Agordino e dal Feltrino alla volta della Laguna veneta.
Alla testa del corteo palloncini bianchi, forconi, e cartelli che inneggiano alle pari opportunità di accesso alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3251" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="image" src="http://www.nuovocadore.it/wp-content/uploads/2012/01/image3.jpg" alt="" width="308" height="178" /><span style="color: #000000;"><strong>Il corteo a Venezia</strong> &#8211; <strong>Il Bellunese si mobilita con forza per difendere la propria sanità locale.</strong> Di prima mattina, ben dodici pullman sono partiti da Belluno, Cortina, Cadore, Comelico, Agordino e dal Feltrino alla volta della Laguna veneta.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alla testa del corteo palloncini bianchi, forconi, e cartelli che inneggiano alle pari opportunità di accesso alla sanità in montagna e in pianura. Tutti in gruppi con cappelli che specificano la loro provenienza.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">A palazzo Ferro Fini una delegazione incontra il presidente del consiglio regionale Luca Zaia e il presidente della quinta commissione Leonardo Padrin e i consiglieri regionali Dario Bond, Matteo Toscani, Sergio Reolon.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ai politici in Regione, i rappresentanti del corteo presentano il documento redatto dai comitati con le osservazioni al piano socio-sanitario che vanno nella direzione di garantire alla montagna risorse adeguate e una organizzazione che tenaga conto della specificità e pecularietà dell&#8217;area.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Il sindaco Vaccari sulla sanità</strong> &#8211; &#8220;Abbiamo appreso con sorpresa e stupore &#8211; ha scritto in queste ore in una nota il senatore Gianvittore Vaccari (sindaco di Feltre e presidente Conferenza Sindaci Ulss 2) &#8211; in qualità della delibera del Comune di Belluno per le parti che riguardano la nostra Ulss e le nostre strutture; riteniamo questo un atteggiamento politico ed istituzionale di non rispetto ed arrogante.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Non vengono rispettate altre istituzioni di pari dignità (ulss 2) intervenendo in gestioni altrue e che non competono, arrogante perchè si pensa quale capoluogo di essere tenutario e di poter decidere su tutto il territorio provinciale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fatto ancora più grave se si tiene in considerazione il lavoro paritario messo in atto dai due esecutivi delle Ulss, brutto vizio questo già visto e messo in atto in passato anche recente. Per fortuna sia ha avuto il pudore di non parlare almeno espressamente di unificazione ed improvvida è la presa di posizione sull&#8217;argomento di un medico in pensione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Si potrebbe ritenere che forse Belluno piuttosto che decidere per gli altri dovrebbe valutare gli scandali sanitari che stanno portando alla cronaca nazionale una mala sanità bellunese, come pure affrontare il deficit di bilancio della propria ulss. Noi non vogliamo però giudicare o affrontare &#8211; conclude Vaccari &#8211; questi argomenti perhè a noi estranei&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Toscani (Lega) sulla sanità bellunese</strong> &#8211;  &#8220;Il San Martino di Belluno dovrà necessariamente essere l&#8217;ospedale di riferimento dell&#8217;intera provincia, con un ruolo forte, al pari delle strutture degli altri capoluoghi veneti. Non potrà essere un ospedale di rete, perché questo comporterebbe un&#8217;inaccettabile subalternità rispetto al nosocomio di Treviso. Il che non è nemmeno immaginabile, visto l&#8217;inalienabile diritto dei bellunesi a una sanità di qualità&#8221;. Così il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto Matteo Toscani interviene, con una nota, alla vigilia della manifestazione a Venezia dei comitati bellunesi&#8221;. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">&#8220;Difficilmente potrò essere presente all&#8217;incontro per motivi di salute &#8211; prosegue &#8211; avrò, comunque, modo di esprimere le mie idee sulla sanità bellunese nelle sedi opportune&#8221;. &#8220;Non sono interessato &#8211; prosegue &#8211; a schierarmi aprioristicamente con quei comitati che vogliono erigersi a unici paladini della sanità bellunese e a rappresentanti esclusivi del territorio e delle sue problematiche. Sono convinto che il futuro del sistema socio-sanitario della nostra provincia sarà deciso non dagli striscioni, dalle manifestazioni di protesta o da chi la spara più grossa sulla stampa, bensì da un serio e attento lavoro in commissione, con il governatore Luca Zaia e con l&#8217;assessore Luca Coletto&#8221;. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">&#8220;Ribadisco &#8211; prosegue Matteo Toscani &#8211; che il piano è soltanto una prima bozza sulla quale ragionare, bozza che peraltro è già stata migliorata d&#8217;ufficio, grazie a modifiche che riguardano proprio la montagna bellunese. Anche i parametri inseriti sono del tutto indicativi. Il numero delle Ulss è un tema che rischia di produrre solo divisioni e contrapposizioni campanilistiche, facendo perdere di vista il vero obiettivo da perseguire in modo unitario: garantire al territorio bellunese un ospedale all&#8217;avanguardia. Diversamente, il rischio che i nostri concittadini siano costretti a curarsi in altre strutture venete sarebbe reale. Non per colpa della Regione, ma a causa delle divisioni, delle polemiche strumentali e delle scelte sbagliate degli stessi bellunesi&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">di Cristian Zurlo</span></p>
<p>Fonte: LaVoceDelNordEst.it</p>
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		<title>Visitava pazienti a pagamento in ospedale: sospeso primario di Cardiologia di Pieve</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:45:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il primario di Cardiologia dell&#8217;Ospedale di Pieve di Cadore (Belluno) è stato sospeso dall&#8217;esercizio dell&#8217;attività sanitaria perché, senza alcuna autorizzazione dell&#8217;Ulss, visitava a pagamento i suoi &#8220;clienti&#8221; in ospedale mentre i pazienti pubblici attendevano mesi in lista d&#8217;attesa. 
La Guardia di finanza di Belluno, su disposizione del gip, ha notificato al medico le misure cautelari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3212" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="20111220_ospedale_pieve_cadore" src="http://www.nuovocadore.it/wp-content/uploads/2012/01/20111220_ospedale_pieve_cadore.jpg" alt="" width="320" height="194" /><span style="color: #000000;"><strong>Il primario di Cardiologia dell&#8217;Ospedale di Pieve di Cadore (Belluno) è stato sospeso dall&#8217;esercizio dell&#8217;attività sanitaria</strong> perché, senza alcuna autorizzazione dell&#8217;Ulss, visitava a pagamento i suoi &#8220;clienti&#8221; in ospedale mentre i pazienti pubblici attendevano mesi in lista d&#8217;attesa. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">La Guardia di finanza di Belluno, su disposizione del gip, ha notificato al medico le misure cautelari della sospensione dall&#8217;attività di cardiologo nell&#8217;Ulss di competenza ed il divieto di dimora nel comune di Pieve di Cadore, sede dell&#8217;ospedale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per il medico l&#8217;ospedale sarebbe stato una dépendance dei suoi ambulatori privati, tanto che era sua moglie a prendere le prenotazioni delle visite private da eseguire negli ambulatori dell&#8217;ospedale con le attrezzature sanitarie pubbliche. Il primario adesso deve rispondere di peculato aggravato continuato, truffa aggravata continuata ed interruzione di pubblico servizio. La moglie invece è accusata di concorso nel reato di truffa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Un mese fa sempre i finanzieri avevano arrestato il primario di Ginecologia dell&#8217;ospedale di Pieve di Cadore</strong>, Carlo Cetera,<strong> accusato di intascare mazzette per la procreazione assistita.</strong></span></p>
<p>Fonte: IlGazzettino.it</p>
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		<title>Calalzo di Cadore. Cade nel lago ghiacciato e muore assiderato</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 11:10:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un cadavere è stato recuperato nel lago ghiacciato: quasi sicuramente si tratta del corpo di Enzo Zen, il ferrarese di 57 anni che da domenica 8 gennaio ha fatto perdere le sue tracce, ma sarà il riconoscimento ufficiale a sgombrare ogni dubbio, questa mattina, effettuato dal figlio e dalla compagna. Cosa impossibile ieri anche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3154" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="image" src="http://www.nuovocadore.it/wp-content/uploads/2012/01/image.jpg" alt="" width="250" height="145" /><span style="color: #000000;">Un cadavere è stato recuperato nel lago ghiacciato: quasi sicuramente si tratta del corpo di Enzo Zen, il ferrarese di 57 anni che da domenica 8 gennaio ha fatto perdere le sue tracce</span></strong><span style="color: #000000;">, ma sarà il riconoscimento ufficiale a sgombrare ogni dubbio, questa mattina, effettuato dal figlio e dalla compagna. Cosa impossibile ieri anche per chi conosceva Zen: <strong>il cadavere deve essere stato intrappolato nel ghiaccio da molto tempo, tanto da renderne incerti i lineamenti.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’allarme s’è diffuso ieri: il soccorso alpino era stato chiamato dai carabinieri per le ricerche del ferrarese in zona lago e i soccorritori di Pieve e del Centro Cadore hanno quindi iniziato, attorno alle 14.30, la perlustrazione dello specchio d&#8217;acqua e, verso le 16.30, hanno scorto parte del corpo che emergeva dal lago ghiacciato. Era rannicchiato, dal ghiaccio uscivano un piede, un braccio e parte della testa. Un cordino in mano e lo zaino vicino.<strong> Il corpo si trovava non lontano dalla riva</strong>, ma sotto un costone: <strong>ai piedi del piccolo promontorio dove transita la passeggiata con la ringhiera in legno, che prosegue oltre il Laghetto di Pavano e che porta alle sorgenti di Lagole.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">La prima ipotesi è che l&#8217;uomo abbia perso la vita dopo essere caduto appunto da una trentina di metri più in alto. A meno che non si tratti di un gesto estremo. Saranno i carabinieri a definire la vicenda. Difficile il recupero. Più che battelli e gommoni, vigili del fuoco e soccorso alpino hanno dovuto utilizzare le corde per calarsi fin sulla riva e le motoseghe per tagliare il ghiaccio che ha imprigionato il corpo. Un intervento lungo e complesso per le quattro squadre di vigili (di Pieve, Belluno con i gommoni da rafting e i volontari di Lozzo) e i tecnici Cnsas, assistiti dai carabinieri di Pieve. Sul posto anche il vicesindaco di Calalzo, Gaetano Da Vià che ha fornito un primo, anche se non certo, riconoscimento. Il cadavere sembrava piantato nel ghiaccio: è stato estratto col blocco di ghiaccio che lo circondava, dopo l’autorizzazione fornita dal magistrato di turno, Simone Marcon. Una volta estratto dal lago il blocco col corpo senza vita, si è presentato il problema di come portarlo a riva: dal promontorio non è stato possibile per il peso del blocco, dunque i soccorritori l’hanno spostato lungo la riva del lago, che in questo momento è di circa 30 metri sotto il livello delle sponde.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un lavoro lungo e faticosissimo che ha richiesto quasi un’ora. Raggiunto un punto della riva meno scosceso il blocco di ghiaccio è stato lentamente portato a riva, vicino allo chalet dei pescatori. I carabinieri stanno cercando di ricostruire che cosa sia successo: se si tratta di Zen, non si capisce perchè sia andato al lago (se non per un gesto estremo), dal momento che alla sua partenza aveva detto a chi lo conosceva che sarebbe andato in stazione.<br />
E’ possibile che abbia fatto una deviazione sul suo percorso e che dalla sommità di quella scarpata sia alla fine scivolato: una disgrazia resa inesorabile dall’acqua, dal gelo (alle 18 ieri , si era già a -5). Forse nello zainetto, recuperato accanto al corpo, qualche segno che possa fare luce su questa tragica fine. Ora si attende il riconoscimento ufficiale da parte dei famigliari che ieri sono stati avvertiti a Ferrara e che oggi, di mattino presto, saranno dai carabinieri. <strong>La salma è stata ricomposta nell’obitorio a Belluno, sempre a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà decidere per l’autopsia o meno.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">di Cristina Contento Vittore Doro</span></p>
<p>Fonte: Corriere Delle Alpi</p>
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		<title>Madre perseguita il figlio trentenne</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 08:24:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ha disertato l’interrogatorio davanti al gip senza motivo, se non un improvviso malore. Anna Grazia Peruz, 61 anni, (avvocato Andrea Rui) è accusata di stalking, violazione di domicilio, danneggiamento, lesioni personali e incendio ai danni del figlio e della convivente. I fatti a Calalzo dal novembre 2010 fino a quando non è stata applicata alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3109" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="thumbtrue1323850854105_650_330" src="http://www.nuovocadore.it/wp-content/uploads/2012/01/thumbtrue1323850854105_650_330.jpg" alt="" width="374" height="190" /><span style="color: #000000;">Ha disertato l’interrogatorio davanti al gip senza motivo, se non un improvviso malore. <strong>Anna Grazia Peruz, 61 anni,</strong> (avvocato Andrea Rui) <strong>è accusata di stalking, violazione di domicilio, danneggiamento, lesioni personali e incendio ai danni del figlio e della convivente.</strong> I fatti a Calalzo dal novembre 2010 fino a quando non è stata applicata alla donna la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal figlio, un trentunenne. Misura che ieri il gip ha ritenuto di revocare. <strong>La donna è accusata di aver provocato incendi, fatto minacce, ingiurie, inviato sms, essersi introdotta nel luogo di lavoro, aver recapitato lettere dai contenuti forti.</strong> Sono sei gli episodi contestati nel capo d’imputazione, il primo dei quali in data 27 novembre 2010.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La donna, in «un evidente stato di ubriachezza», dopo essere entrata a casa del figlio gli ha detto: «Ho tirato su un serpente» e mentre parlava cercava di colpirlo con pugni a testa e schiena e di dargli sberle. Dopo sferrò un pugno in pieno volto alla convivente, che si era frapposta tra i due. In due mesi scarsi è stato verificato che l’indagata ha inviato circa 200 sms ai cellulari del figlio e della sua fidanzata. Alcuni dai contenuti espliciti: «Vi taglio la gola», «Assassini», «Hai ucciso tuo padre e vuoi uccidere anche me, ti guarderò bruciare, non sei più figlio mio». A metà dicembre 2011, sempre ubriaca, andò al locale del figlio ingiuriandolo e minacciandolo, costringendo a chiudere il pubblico esercizio. E, una volta chiuso, la Peruz «continuò a sputare sulla porta d’ingresso». A fine mese tentò nuovamente d’incendiare l’appartamento del figlio, appiccando il fuoco a sacchi della spazzatura e ad album fotografici, posti davanti all’ingresso dello stabile. In quell’occasione furono chiamati i vigili del fuoco.</span></p>
<p><span style="color: #888888;">di Federica Fant - Fonte: Corriere Del Veneto</span></p>
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		<title>La Lega resta senza «ossi» a Calalzo Cancellata la cena di Bossi e Tremonti</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:23:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un anno fa a quest’ora, il pentolone era già sul fuoco a bollire lento: schiena, zampe, muso, coda. L’atmosfera era frizzante, i giornalisti bivaccavano sgranocchiando bagigi sui tavoli di legno dell’hotel Ferrovia di Calalzo, di proprietà del consigliere provinciale del Carroccio Gino Mondin. La sera, seduti a tavola rubizzi per il gran contrasto tra il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3090" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="tremontis" src="http://www.nuovocadore.it/wp-content/uploads/2012/01/tremontis.jpg" alt="" width="320" height="264" /><span style="color: #000000;">Un anno fa a quest’ora</span></strong><span style="color: #000000;">, il pentolone era già sul fuoco a bollire lento: schiena, zampe, muso, coda. <strong>L’atmosfera era frizzante, i giornalisti bivaccavano sgranocchiando bagigi sui tavoli di legno dell’hotel Ferrovia di Calalzo, di proprietà del consigliere provinciale del Carroccio Gino Mondin. </strong>La sera, seduti a tavola rubizzi per il gran contrasto tra il caldo di dentro e il freddo di fuori, i maggiorenti della Lega più qualche ospite «quasi» leghista si facevano fotografare sorridenti: i ministri Umberto Bossi e Roberto Calderoli con i figli, il ministro Giulio Tremonti, il presidente della Regione Luca Zaia, il sindaco di Treviso, Gian Paolo Gobbo, il sottosegretario Roberto Calderoli, il costituzionalista Luca Antonini, il consigliere della Rai «reintegrato» Angelo Maria Petroni e il boss della Bpm, Massimo Ponzellini, casa sul passo Giau con vista su Cortina e all’epoca vero astro nascente di una Lega che andava a caccia di un posto al sole nel sistema bancario.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Un anno dopo tutto è cambiato:</strong> la Lega è all’opposizione, Tremonti è sempre nella sua Lorenzago ma si guarda bene dallo scendere a Calalzo e Ponzellini, non più alla guida della Bpm, è finito sotto inchiesta. Insomma, non un anno da ricordare. Sarà per quello che, alla chetichella, dopo qualche anno in cui era diventata tradizione (sia nella versione invernale che in quella light estiva) <strong>la cena degli ossi in Cadore è stata cancellata con una passata di strofinaccio.</strong> «Dopo la brutta avventura di quest’estate, non c’era proprio lo spirito. Ci siamo sentiti per scambiarci gli auguri a Capodanno, ma finisce lì. Tremonti se ne sta a Lorenzago e noi qui», dice un po’ sconsolato il signor Mondin, che in effetti ad agosto aveva fiutato l’aria cambiata: «Io un clima così, qui a Calalzo — aveva detto — non l’ho sentito mai». I ministri erano stati accolti da urla fuori dall’hotel, un comizio in programma in paese era stato cancellato. Insomma: già ad agosto si stava voltando pagina. Nessuno ne vuol parlare ufficialmente. Il coordinatore provinciale, Diego Vello, rientrato dalle vacanze sta sul vago: «Nessuno mi ha detto nulla, ma se si facesse l’avrei saputo », dice. Non sa nulla Matteo Toscani, consigliere regionale: «Lo chieda a Vello», aggiunge. «Peccato», conclude amaro Gino.</span></p>
<p><span style="color: #888888;">di Sara D’Ascenzo - Fonte: CorriereDelVeneto.it</span></p>
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		<title>MUORE COLTO DA MALORE</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:07:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vigo di Cadore (BL), 04-02-12- Mentre stava passeggiando con un amico, a monte dello skilift di Casera Razzo, un uomo di Vigo di Cadore (BL), G.D.R.P., 56 anni, si è accasciato sulla neve, per un improvviso malore.
Subito è stato lanciato l’allarme, passate da poco le 15, e due soccorritori della Stazione del Centro Cadore, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3076" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="logo_CNSAS" src="http://www.nuovocadore.it/wp-content/uploads/2012/01/logo_CNSAS.jpg" alt="" width="283" height="283" /><span style="color: #000000;">Vigo di Cadore (BL), 04-02-12- Mentre stava passeggiando con un amico, a monte dello skilift di Casera Razzo, <strong>un uomo di Vigo di Cadore</strong> (BL), G.D.R.P., <strong>56 anni, si è accasciato sulla neve, per un improvviso malore.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong></strong>Subito è stato lanciato l’allarme, passate da poco le 15, e due soccorritori della Stazione del Centro Cadore, che si trovavano sul posto, lo hanno raggiunto immediatamente con la motoslitta, iniziando le manovre di rianimazione. A loro si è presto unito il personale sanitario dell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, atterrato poco distante. A lungo sono state praticate le procedure per rianimarlo, purtroppo inutilmente, e al medico non è rimasto che constatarne il decesso. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata trasportata al passo con il toboga, per essere affidata al carro funebre in attesa sulla strada.</span></p>
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		<title>Il pm: sospendete il cardiologo</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 11:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vale</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[accusa]]></category>
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		<category><![CDATA[jacopo dalle mule]]></category>
		<category><![CDATA[Pieve di Cadore]]></category>
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		<description><![CDATA[PIEVE DI CADORE. Interrogatorio fiume, ieri mattina, davanti al giudice delle indagini preliminari Aldo Giancotti per il responsabile del reparto di cardiologia dell&#8217;ospedale di Pieve di Cadore, Jacopo Dalle Mule, il primario finito tre mesi fa sotto inchiesta con le ipotesi di accusa di peculato e truffa ai danni dello Stato. 
Il 28 settembre scorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3016" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="20111220_ospedale_pieve_cadore" src="http://www.nuovocadore.it/wp-content/uploads/2011/12/20111220_ospedale_pieve_cadore.jpg" alt="" width="400" height="242" /><span style="color: #000000;"><strong>PIEVE DI CADORE.</strong> Interrogatorio fiume, ieri mattina, davanti al giudice delle indagini preliminari Aldo Giancotti per <strong>il responsabile del reparto di cardiologia dell&#8217;ospedale di Pieve di Cadore, Jacopo Dalle Mule, il primario finito tre mesi fa sotto inchiesta con le ipotesi di accusa di peculato e truffa ai danni dello Stato.</strong> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il 28 settembre scorso il suo ufficio, su mandato della procura della Repubblica di Belluno, fu perquisito dagli uomini delle Fiamme Gialle, da dove furono portati via computer e documentazione varia, tra cui anche alcune cartelle cliniche. Stando a quanto s’è appreso, il primario ha voluto sottoporsi all’interrogatorio, davanti al gip Giancotti, dopo che, nei giorni scorsi, <strong>il sostituto procuratore della Repubblica che si occupa del caso, il dottor Antonio Bianco, ha chiesto la misura cautelare di sospensione dal servizio del professionista cadorino.</strong> Una misura cautelare che viene generalmente richiesta dal pubblico ministero al gip, quando ravvisa il pericolo che l’inchiesta venga in qualche modo danneggiata da almeno uno dei seguenti fattori: il pericolo di fuga (in questo caso da escludere), il rischio di inquinamento delle prove oppure di reiterazione del reato.L&#8217;inchiesta si sta concentrando sul legame tra l&#8217;attività ambulatoriale privata e quella pubblica esercitate dal primario cadorino (la cosiddetta “intra” ed “extra moenia”). Gli investigatori vogliono capire se vi siano state delle presunte irregolarità sull&#8217;applicazione della legge, entrata in vigore qualche anno fa, che ha costretto i medici che hanno doppia attività a dover scegliere: fatturare le prestazioni private per l&#8217;Usl di appartenenza, ricevendo in busta paga l&#8217;indennità di esclusiva, oppure esercitare l&#8217;attività privata in maniera autonoma, rinunciando a quella voce di stipendio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per quasi tre ore, ieri, il primario Dalle Mule ha risposto alle domande del gip Giancotti e del pm Bianco spiegando con decisione la sua linea difensiva, approntata di concerto col suo legale, l’avvocato Sandro De Vecchi. Stando a quanto s’è appreso, <strong>il primario cadorino ha sottolineato di essere al centro di un grosso equivoco, precisando anche di aver fatto sempre pagare il ticket ai pazienti, senza aver avuto alcun vantaggio personale.</strong> Nessuna, inoltre, commistione tra attività ambulatoriale pubblica e quella privata. Da parte sua, ha sostenuto, totale trasparenza. <strong>Al termine, il gip s’è risarvato la decisione.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">di Marco Filippi</span></p>
<p>Fonte: Corriere Delle Alpi</p>
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		<title>Arrestato il primario di Ginecologia di Pieve di Cadore: chiedeva “tangenti” ai pazienti</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 16:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carlo Cetera, primario della Divisione ostetrica e ginecologica dell’ospedale di Pieve di Cadore,  si trova agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Padova da lunedì sera, con l’accusa di concussione aggravata e continuata nonché di interruzione di pubblico servizio.
Due anni, questi i tempi medi di attesa per le coppie che desiderano ricorrere alla procreazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2971" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="guardia-finanza-belluno" src="http://www.nuovocadore.it/wp-content/uploads/2011/12/guardia-finanza-belluno.jpg" alt="" width="180" height="270" /><span style="color: #000000;"><strong>Carlo Cetera, primario della Divisione ostetrica e ginecologica dell’ospedale di Pieve di Cadore,  si trova agli arresti domiciliari</strong> nella sua abitazione di Padova da lunedì sera, <strong>con l’accusa di concussione aggravata e continuata nonché di interruzione di pubblico servizio.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Due anni, questi i tempi medi di attesa per le coppie che desiderano ricorrere alla procreazione assistita in un centro ospedaliero. Coppie che per realizzare il proprio sogno di completare la famiglia con il tanto agognato figlio sono disposte a compiere qualsiasi sacrificio, anche pagare somme rilevanti. E’ proprio facendo leva su questo che <strong>il 62enne padovano</strong>, primario dell’ospedale di Pieve di Cadore, <strong>induceva le coppie a pagare sino a 2.500 euro per ogni singolo tentativo di procreazione medicalmente assistita (p.m.a.).</strong> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Certo che l’angoscia legata ad una maternità’ sempre negata avrebbe convinto soprattutto le aspiranti mamme ad accettare la sua proposta: denaro in cambio di un rapido inserimento nella lista d’attesa pubblica. Accettando di pagare, i tempi d’attesa si potevano ridurre anche a pochi mesi, in un settore in cui le statistiche dicono che ogni settimana di attesa riduce le possibilità di gravidanza in donne che spesso hanno già superato i 40 anni. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">I finanzieri del Comando provinciale di Belluno, coordinati dal Sostituto Antonio Bianco della Procura della Repubblica di Belluno, hanno accertato che la “proposta indecente” veniva normalmente formulata dal medico o al termine del primo colloquio con la coppia o in un successivo incontro appositamente richiesto. Il primario, già nel corso della prima visita, si informava sulle disponibilità economiche dei suoi pazienti; avanzata la richiesta di denaro per “saltare la lista pubblica”, si premurava di incassare il denaro personalmente fissando incontri nei luoghi più disparati, avvertendo le coppie che al telefono non dovevano mai parlare di soldi. Le precauzioni prese dal medico sono però risultate vane visto che dalle intercettazioni telefoniche e dalle successive acquisizioni testimoniali le Fiamme gialle hanno ricostruito un quadro desolante soprattutto se raffrontato al prestigio di cui gode il primario nel campo della procreazione assistita. Il medico non lesinava telefonate alle coppie indecise evidenziando che per loro quella da lui offerta poteva essere l’ultima occasione di avere un figlio, inoltre era solito chiedere incontri presso bar, stazioni, gelaterie, caselli autostradali, parcheggi etc. per incassare le “tangenti” da lui pretese. Durante gli incontri, il medico cercava di schermare le proprie responsabilità con i pazienti raccontando loro, falsamente, che i soldi erano destinati ai biologi della “S.i.s.me.r.” di Bologna ovvero la società specializzata in tecniche di fecondazione assistita che da sempre collabora con il centro di p.m.a. dell’ospedale di Pieve di Cadore attraverso una convenzione con l’Ulss n.1 Belluno. Le indagini hanno però fatto emergere l’estraneità dai fatti illeciti contestati, dell’equipe di medici e biologi della S.i.s.me.r. che con cadenza bimestrale si reca all’ospedale di Pieve di Cadore per supportare l’attività del primario.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> In un caso gli investigatori del nucleo di Polizia tributaria di Belluno hanno anche filmato il passaggio di denaro tra una donna friulana (accompagnata nell’occasione dalla madre) ed il medico all’interno del bar presso la stazione di San Dona’ di Piave (Venezia), dove lo stesso si e’ fatto consegnare 2.000 euro pretesi rigorosamente in contanti.<br />
<strong> Sono sei le coppie che hanno confermato ai finanzieri di aver accettato di pagare, ma molte altre sono quelle che devono ancora rendere testimonianza.</strong> si tratta di coppie molto variegate, spesso reduci da gravidanze naturali concluse male, e composte da avvocati, maestre, operai, casalinghe, gelatai, dipendenti pubblici e broker. Tutti accomunati dalla paura che denunciando il medico avrebbero perso l’ultima chance di diventare “mamma e papa’”. All’esito delle indagini, culminate in tre perquisizioni locali eseguite ieri dai finanzieri bellunesi, il primario è stato tratto in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Belluno. Il medico adesso è chiamato a rispondere di concussione aggravata e continuata nonché di interruzione di pubblico servizio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Guarda <a href="http://youtu.be/yPJBJEy3Pw0" target="_blank">il video con il passaggio del denaro</a>.</span></p>
<p>fonte: Bellunopress.it</p>
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		<title>Lutto cittadino a Calalzo mercoledì, per la morte di Federica</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 12:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Calalzo di Cadore]]></category>
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		<category><![CDATA[incidente]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Carlo]]></category>
		<category><![CDATA[lutto cittadino]]></category>

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		<description><![CDATA[Proclamato il lutto cittadino mercoledì 9 novembre nel Comune di Calalzo di Cadore, a seguito della morte di Federica Da Col; la giovane studentessa travolta dalle auto mentre attraversava sulle strisce pedonali. 
Lo ha stabilito il sindaco Luca De Carlo, con ordinanza nella quale si legge: “in considerazione del gravissimo lutto che ha colpito la nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2808" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="fedrica_da_col" src="http://www.nuovocadore.it/wp-content/uploads/2011/11/375463_2301198243372_1051660298_3707987_1521531182_n.jpg" alt="" width="421" height="283" /><span style="color: #000000;">Proclamato il lutto cittadino mercoledì 9 novembre nel Comune di Calalzo di Cadore, a seguito della morte di Federica Da Col</span></strong><span style="color: #000000;">; la giovane studentessa travolta dalle auto mentre attraversava sulle strisce pedonali. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Lo ha stabilito il sindaco Luca De Carlo, con ordinanza nella quale si legge: “<strong>in considerazione del gravissimo lutto che ha colpito la nostra Comunità per la prematura e tragica scomparsa della giovane concittadina Federica Da Col</strong>;</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> EVIDENZIATO che l’intera Comunità, colpita dalla drammatica notizia e da questa prematura scomparsa, partecipa al dolore dei familiari;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">CONSIDERATO che Federica con la sua buona volontà e dedizione nelle attività sociali a favore dei ragazzi, costituirà sempre un esempio per tutti i nostri giovani che si impegnano ad essere attivi al servizio della Comunità;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">PRESO ATTO dello sgomento che la perdita di questa vita ha creato nell’intera Comunità e della volontà di esprimere pubblicamente i sentimenti di cordoglio del Sindaco, dell’Amministrazione Comunale e della cittadinanza;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1. <strong>è proclamato il lutto cittadino per il giorno 9 novembre 2011 dalle ore 14.00 alle ore 18.00 – in concomitanza con la cerimonia funebre che inizierà alle ore 15.00</strong><br />
2. l’esposizione a mezz’asta delle bandiere degli edifici pubblici, compresi tutti i plessi scolastici, per l’intera giornata del 9 novembre 2011;<br />
3. la sospensione dell’orario di apertura al pubblico degli uffici comunali;<br />
4. il rinvio di ogni assemblea pubblica.<br />
</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Si invitano, altresì, gli esercizi pubblici, commerciali e le aziende a voler sospendere le proprie attività, dalle ore 14.00 alle ore 18.00 del giorno 9 novembre 2011, in segno di lutto, di partecipazione e di cordoglio per la scomparsa della nostra giovane concittadina Federica Da Col.</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tragedia a Calalzo: sedicenne investita e uccisa</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 11:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Calalzo di Cadore]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Da Col]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
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		<description><![CDATA[Tragedia all&#8217;alba a Calalzo di Cadore. Una studentessa di 16 anni di Calalzo, mentre attraversava la strada per andare a prendere l&#8217;autobus, è stata investita e uccisa.
Terribile la dinamica dell&#8217;incidente, avvenuto lungo la statale Alemagna all&#8217;altezza dell&#8217;incrocio con via Mazzini: dopo essere stata travolta da una prima auto che proveniva da Domegge e mentre si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2801" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="ambulanza6" src="http://www.nuovocadore.it/wp-content/uploads/2011/11/ambulanza6.jpg" alt="" width="296" height="275" /><span style="color: #000000;">Tragedia all&#8217;alba a Calalzo di Cadore. Una studentessa di 16 anni di Calalzo, mentre attraversava la strada per andare a prendere l&#8217;autobus, è stata investita e uccisa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Terribile la dinamica dell&#8217;incidente, avvenuto lungo la statale Alemagna all&#8217;altezza dell&#8217;incrocio con via Mazzini: dopo essere stata travolta da una prima auto che proveniva da Domegge e mentre si attendeva l&#8217;arrivo dei soccorsi chiamati dallo stesso investitore, la ragazza che giaceva a terra esanime è stata investita da una seconda macchina, che non l&#8217;ha vista probabilmente a causa della scarsa visibilità ed è stata trascinata per alcuni metri sull&#8217;asfalto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Quando l&#8217;ambulanza del 118 di Pieve di Cadore e i carabinieri della stazione di Pieve sono arrivati sul luogo dell&#8217;incidente, la studentessa era già morta. Sono in corso indagini per accertare le responsabilità di entrambi gli investitori<br />
La giovane frequentava un istituto superiore di Belluno ed era in compagnia di alcuni compagni di scuola, quando è accaduto l&#8217;incidente.</span></p>
<p>fonte: Corriere delle Alpi</p>
<p><object width="480" height="274"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NSg6CRgTIts?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/NSg6CRgTIts?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="274" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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