Restituite vita al lago

I sindaci dei Comuni rivieraschi inviano una lettera alla Regione
I sei comuni che si affacciano sul lago di Pieve di Cadore hanno inviato a Regione ed Autorità di Bacino, una lettera per chiedere la modifica del provvedimento in merito alla laminazione dello stesso lago.
La richiesta di abbassamento del livello del lago prevista per la metà di settembre di ogni anno, fa sì che già dalla metà di agosto, periodo di alta stagione per le suddette località, si inizi a diminuire la portata dello stesso. Per questo motivo il sindaco di Pieve assieme a quello di Domegge, Vigo, Lorenzago, Lozzo e Calalzo hanno pensato di inviare una lettera all’Autorità di Bacino per manifestare il loro disagio e quello delle 12.000 persone che abitano attorno al lago.

Le ragioni sono molteplici: dal valore dell’immobile, che scende ben del 10% a causa degli svuotamenti del bacino, allo scioglimento dei gessi presenti nel sottosuolo nella zona di Vallesella, fino al più generale impatto visivo. Sulla questione il sindaco di Calalzo, Luca De Carlo, afferma: «Nella lettera che abbiamo inviato all’Autorità competente è stata allegata una chiara relazione partorita da approfonditi studi dell’ingegner Susin Giovanni Maria, ferrato in materia. Il lago di Pieve è nato cinquant’anni fa per motivi energetici, ma oggi le condizioni economiche sono mutate e di conseguenza anche le esigenze che vi ruotano attorno». La richiesta consiste pertanto nella modifica delle tempistiche inerenti la laminazione del lago, che potrebbe quindi spostarsi di un paio di mesi, nello specifico nel periodo autunnale. La domanda è stata redatta in maniera da fornire un equilibrio che tenti di soddisfare, oltre il settore turistico, anche le industrie idriche e la società Enel, in modo che ognuno possa trarne il proprio beneficio.

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Author: NC staff

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