A difesa dell’ospedale del Cadore

Pubblichiamo una nota del sindaco di Pieve di Cadore Antonia Ciotti (inserita sulla pagina facebook personale), riguardante le dichiarazioni del sindaco di Belluno Antonio Prade sulla possibile chiusura degli ospedali di Pieve e Agordo.

Le recentissime dichiarazioni del Sindaco di Belluno riguardo alla necessità di unificare in un unico grande ospedale nella città capoluogo della provincia, chiudendo le strutture periferiche di Pieve di Cadore e di Agordo “per risparmiare risorse”, dimostrano come egli sia una persona che non conosce i problemi della montagna, ma nemmeno le leggi sanitarie venete e le leggi nazionali sulla sicurezza. Infatti, ogni cittadino italiano in qualsiasi luogo si trovi deve poter raggiungere nel giro di 30 minuti l’ospedale in caso di pericolo di vita. Come farebbero i nostri cadorini del Comelico, di Sappada, di Cortina a raggiungere Belluno se non ci fosse l’ospedale di Pieve? Arriverebbero a Belluno morti…
C’è poi da sottolineare come la Regione Veneto attribuisca un aumento del 25% pro-capite a ogni cittadino che risiede in Cadore e in Agordino. Questo perché riconosce che queste aree disagiate necessitano di maggiori risorse. Queste maggiori risorse vengono gestite dalla U.L.S.S. di Belluno per tutto il territorio, anzi poco ne viene in Cadore. Per questo ritengo che il Sindaco Prade debba finirla con le sue insensate dichiarazioni. Noi Cadorini abbiamo il sacrosanto diritto di tenerci i SERVIZI ESSENZIALI, pena lo spopolamento della montagna
. Faremo una vera battaglia assieme a tutti i Sindaci, con tutti i mezzi legali possibili: GIU’ LE MANI DALL’OSPEDALE DI PIEVE!

Commenti

commenti

Author: NC staff

Condividi questi articoli su