Lettera di protesta verso il betonificio di Peaio

(riceviamo e pubblichiamo)

Non tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.

Con profonda amarezza vogliamo segnalare quanto sta succedendo a Peaio di Cadore, una frazioneadagiata ai piedi del Pelmo e dell’Antelao, destinata a diventare la “discarica” del Comune di Vodo.
Nell’inverno scorso, il commissario prefettizio dott. Darco Pellos, nelle sue funzioni plenipotenziarie,ha concesso – in tempi davvero record – alla ditta Grigolin l’autorizzazione a costruire un impianto dibetonaggio, situato proprio nel paese: tutto questo senza consultarsi con la popolazione – evidentementeritenuta non degna di sapere quanto avrebbe dovuto subire di lì a breve sulla propria pelle – enonostante egli avesse dichiarato di volersi interessare solo della gestione delle attività ordinarie!
L’attuale sindaco ing. Gianluca Masolo, succedutogli in primavera, si è trovato – così almeno egli dice –nell’impossibilità di fermare quanto concesso dal commissario. Ora, alla fine dell’estate, sono già staticostruiti i muri del primo piano del sito industriale, che l’ULSS ha classificato come “insalubre” e cherecherà al paese di Peaio alcuni inevitabili ed innegabili danni:

  • alto inquinamento atmosferico, causato dalle polveri sottili, emesse in fase di lavorazione delprodotto;
  • notevole inquinamento acustico, determinato dalla lavorazione giornaliera del materiale;
  • enorme incremento del traffico, con interruzioni frequenti, dato il continuo via vai delle betoniere edei camion in entrata ed uscita dallo stabilimento;
  • impedimento per i mezzi dei Vigili del Fuoco, in caso di pericolo, poiché l’ingresso del betonificiocoincide con l’area di transito e di manovra dei pompieri;
  • elevato consumo di acqua, prelevata a favore della fabbrica, che toglierà alla popolazione lapossibilità di utilizzare a pieno regime la portata dell’acquedotto comunale.

Come mai non si è pensato a noi come persone, che dovranno convivere con tali problemi ambientali edecologici ? Ci rendiamo conto di esistere solo come contribuenti delle casse comunali, ma non certo comecomunità che ha bisogno di avere standard abitativi degni di questo nome.
Il commissario prefettizio ha fatto certamente ai cittadini di Peaio un regalo indimenticabile!
Ora chi ascolterà la voce di rabbia di noi abitanti di un paese così piccolo? Forse è proprio il nostro numeroesiguo, che ha fatto credere a chi ci governa di poterci ignorare e calpestare.
Ribadiamo con forza la nostra totale indignazione per questa manomissione speculativa ed impropriadell’ambiente, che in primis appartiene a noi: la nostra zona è stata recentemente proclamata patrimoniodell’Unesco e questa azione va a ledere la qualità della nostra vita.
Pertanto lanciamo un appello anche a tutte le forze amministrative e politiche – capaci di ascolto – perchéci aiutino a bloccare questo orrore, che tutta la popolazione rifiuta.

I cittadini

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Author: NC staff

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