Multiphysics Lab, energia da cervelli locali

DOMEGGE. «In Comelico ed in Cadore c’è sempre più bisogno di una strategia, una progettualità, una capacità di fare squadra». E’ molto chiaro l’ingegner Roberto Da Forno, responsabile del MultiPhysics Lab di Vallesella di Cadore. «E per rilanciare la montagna – continua con convinzione – bisogna guardare anche alle nuove tecnologie». «Dobbiamo inoltre prendere esempio da chi, ormai da tempo, ha capito che non ci si può limitare a guardare soltanto fino al cancello del proprio stabilimento, ma ci vuole lungimiranza. Perché è il contesto che fa la differenza».
MultiPhysics Lab in questo senso lancia un segnale ed è l’espressione di una presa di coscienza: un progetto fortemente basato sulle nuove tecnologie, ma altrettanto radicato sulla montagna.
Si tratta di un’Associazione temporanea d’impresa (Ati), un laboratorio multidisciplinare nel campo dell’ingegneria, inaugurato alla fine del 2009 a Vallesella di Domegge di Cadore, su iniziativa della Comunità Montana del Centro Cadore e con un investimento iniziale di 2,5 milioni di euro.
«La scarsa attitudine all’investimento nelle risorse umane, da un lato, e la globalizzazione dall’altro – spiega Roberto Da Forno, che insegna anche all’Università di Padova – hanno favorito ulteriormente l’emigrazione dei cervelli dal Cadore. Noi proponiamo un percorso inverso: le nuove tecnologie ci consentono di produrre ricerca a Vallesella, in stretto contatto però con il mondo. Così abbiamo l’opportunità di richiamare giovani ricercatori».
Al centro del progetto sta dunque la consapevolezza che «il territorio non è solo il legname, la roccia, l’acqua o le imprese, ma le persone; e se queste valgono, vale il territorio». Assunto apparentemente semplice, ma forse mai abbastanza assimilato.
Così oggi, grazie alle nuove tecnologie, che annullano le distanze, si può fare impresa ad alto valore aggiunto anche fra le montagne delle Dolomiti bellunesi.

Con l’obiettivo fondamentale di combattere lo spopolamento, sia richiamando i cervelli, sia creando nuove opportunità di intrapresa, di creazione di aziende.
«Nel 2010 – prosegue Da Forno – abbiamo lavorato sullo sviluppo di un propulsore Stirling da utilizzare per la micro-cogenerazione da biomasse legnose; in pratica una stufa che può generare, oltre al riscaldamento, energia elettrica. Poi su un filtro da applicare alle canne fumarie, per abbattere il particolato sottile emesso nella combustione delle biomasse. Quindi – aggiunge – su una nuova turbina per lo sfruttamento dei micro-salti idraulici dei corsi d’acqua montani, con l’obiettivo di garantire la massima produzione di energia, senza dover ricorrere a modifiche dei corsi d’acqua. Tutto questo con la fondamentale collaborazione del Bim Piave (il Bacino imbrifero montano)».
Ma il MultiPhysics Lab di Vallesella svolge anche un’opera di sensibilizzazione presso le scuole superiori, proponendo un percorso di orientamento per discipline scientifiche, con seminari e visite di istruzione anche presso le aziende e le università.
In particolare al Liceo Scientifico “E. Fermi” di Pieve di Cadore, grazie alla collaborazione delle professoresse Enrica Da Cortà Fumei e Laura Fiori, è stato attivato un percorso seminariale annuale volto all’orientamento per i successivi corsi di laurea. Questa attività viene finanziata dal Bim e dalle Comunità Montane Centro Cadore e Comelico e Sappada.
E poi, secondo Da Forno, vi sono molte altre applicazioni interessanti su cui potersi provare.
«Ad esempio a Vigo – ricorda – c’è un noleggio di moto elettriche da cross, silenziosissime, della società svizzera Quantya; una bella attrazione turistica perché consente, ad esempio, di raggiungere un rifugio nel silenzio quasi assoluto pur essendo in moto. Perché non puntare allora sulla navigazione elettrica nel lago di Centro Cadore? Potrebbe essere una bellissima iniziativa turistica».
Così fra progetti concreti e di immediato utilizzo in una realtà come quella montana, finalizzati alla creazione di energia pulita ed alla tutela dell’ambiente, ed altre ipotesi da verificare su tempi più lunghi, da gennaio 2010 due giovani ricercatori cadorini (Claudia Scozzari e Claudio Sacco, laureati in fisica, oltre al tesista Antonio Lovat laureando in ingegneria meccanica) sono al lavoro a Vallesella, grazie a due borse di studio messe a disposizione dalla Provincia di Belluno.
Sono stati selezionati attraverso un apposito bando di concorso.
«E contiamo di aver presto qui al lavoro altri giovani ricercatori – conclude Roberto Da Forno – perché stiamo presentando ulteriori progetti di ricerca secondo bandi regionali, nazionali ed anche europei, con l’obiettivo di sviluppare altre interessanti idee innovative da mettere a disposizione del tessuto economico ed imprenditoriale locale, ma anche regionale. Con uno stile che raccorda la ricerca e l’impresa e che fa dialogare fra loro aziende che abbiano, come le nostre, punti di contatto operativo e siano concentrate su progetti di rapida applicazione».

di Stefano Vietina (fonte: Corriere delle Alpi)

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Author: NC staff

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