Santo Stefano: il volontariato accoglie i 90 profughi

«Gli accordi presi nella riunione in Provincia non erano certo questi». Alessandra Buzzo, sindaco di Santo Stefano, con accanto Carlo Zampieri della protezione civile provinciale, è molto perplessa sulle procedure adottate per l’accoglienza e lo smistamento del gruppo di novanta migranti provenienti da Verona con due bus. «Avevamo dato la nostra disponibilità, come del resto altri sindaci, per poter accogliere un certo numero di migranti. Si parlava di una persona ogni 2000 abitanti. Alle quattro di venerdì, invece, un reponsabile della Regione mi ha avvisato, con meno di 5 ore di anticipo, dell’arrivo già deciso di tutto il gruppo di novanta persone alle 20.30. Cosa potevamo fare? Devo ringraziare in primo luogo Alfredo Comis e il gruppo Alpini di Santo Stefano, che si sono resi disponibili, con la Protezione civile della sezione Ana Cadore giunta assieme al presidente Antonio Cason, ma anche l’associazione dei cacciatori, il Gruppo “Insieme si può”, il personale comunale. Senza di loro i problemi sarebbero stati molto più gravi». Certo è abbastanza curioso che le autorità competenti abbiamo scelto un comune montano di nemmeno tremila abitanti per svolgere il ruolo di prima accoglienza e smistamento dell’intero gruppo di migranti destinato alla provincia di Belluno. Eppure, come ha detto il sindaco Buzzo, la risposta del volontariato è stata eccezionale.

I due bus sono giunti venerdì alle 20.30. Dopo la prima sistemazione nel palazzetto, la macchina dell’accoglienza è partita grazie agli alpini di Santo Stefano, guidati da Alfredo Comis, che il sindaco ha chiamato appena avuta la notizia dell’arrivo. Alle 21 sono arrivate le novanta brande per il pernottamento dei migranti: 40 dell’esercito e 50 della protezione civile. Alle 21.15 gli alpini di Santo Stefano. Assieme agli altri volontari, avevano già predisposto i tavoli e le panche per consentire di fruire della cena. Alle 21.30 tutti i migranti erano seduti e consumavano il pasto caldo, preparato a tempo di record proprio dagli alpini e servito con l’impegno di tanti volontari. A vigilare su tutto i comandanti delle stazioni dei carabinieri di Santo Stefano, Alibrandi, e di Padola, Evangelisti. Ma non vi sono stati problemi di alcun tipo. Ancora una volta il mondo del volontariato e dell’associazionismo ha dato una lezione di efficienza e capacità organizzativa, anche nei confronti di chi avrebbe il compito di programmare con maggiore raziocinio questi interventi così delicati.

di Livio Olivotto (fonte: Il Corriere delle Alpi)

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Author: NC staff

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