Sos per la casa di Tiziano ma la Soprintendenza non si è fatta vedere

La casa natale di Tiziano è in pericolo e la Soprintendenza di Venezia, attesa per una prima valutazione dei danni, non si è ancora fatta vedere. Una valutazione non ufficile dei danni sarebbe già stata fatta da tecnici esterni alla proprietà ed è una cifra non indifferente: sarebbero necessari oltre 150.000 euro per rifare il pavimento del primo piano. Soldi che la Magnifica Comunità, proprietaria dell’edificio, non ha in bilancio. Dal mese di agosto la casa natale del pittore Tiziano Vecellio è puntellata all’interno del piano terra con delle travature provvisorie che impediscono il crollo del pavimento della stanza del piano rialzato, nella quale si trova il vecchio caminetto. «E’ da agosto», dice il presidente Renzo Bortolot, «che ci siamo accorti del cedimento e del pericolo che l’abbassamento rappresenta per la staticità dell’intera struttura. Dopo aver messo in sicurezza la parte in pericolo, abbiamo avvisato la competente Soprintendenza, il cui responsabile sarebbe dovuto arrivare in tempi brevi. Invece, nonostante vari solleciti, nessuno si è fatto ancora vedere. L’ultimo appuntamento era fissato per la scorsa settimana, ma non è arrivato nessuno».

«Il problema», aggiunge Bortolot, «è molto serio, perché la proprietà, senza l’apporto della Soprintendenza, non è in grado di affrontare la spesa per rimettere in ordine il pavimento, che si è abbassato di circa 4 centimetri. Poiché è grave; non abbiamo ancora visto nessun rappresentante del ministero, di nostra iniziativa abbiamo contattato un tecnico che si occupa di costruzioni in montagna, per avere un parere sulla situazione. Dopo aver osservato i danni, ha chiesto la documentazione relativa all’edificio e attualmente sta studiando la situazione.
Ora mi auguro che il responsabile della Soprintendenza di Venezia arrivi al più presto, perché altrimenti dovremo agire noi stessi per riparare i danni e rimettere completamente in sicurezza la casa». «Tra l’altro», prosegue Bortolot, «nella stesura del progetto per la trasformazione in “casa museo” dell’edificio, avevamo già previsto che una parte dell’investimento fosse impegnato nella messa in sicurezza dei solai». E’ da considerare il fatto che l’edificio ha oltre 500 anni e anche se nei secoli successivi alla nascita di Tiziano una parte è stata rifatta, le parti in legno sono soggette al pericolo delle tarme, insetti voracissimi che, pur lasciando esternamente intatte le travi, le consumano all’interno. Oltre al problema delle travi che cedono, la casa natale di Tiziano ha anche altri punti critici per i quali sarebbe necessaria una manutenzione accurata: una parte del tetto, infatti, richiederebbe un’attenta manutenzione straordinaria, che non può certo ricadere sulle spalle della Magnifica Comunità.

Fonte: Corriere delle Alpi

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Author: Erica

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