Madre perseguita il figlio trentenne

Ha disertato l’interrogatorio davanti al gip senza motivo, se non un improvviso malore. Anna Grazia Peruz, 61 anni, (avvocato Andrea Rui) è accusata di stalking, violazione di domicilio, danneggiamento, lesioni personali e incendio ai danni del figlio e della convivente. I fatti a Calalzo dal novembre 2010 fino a quando non è stata applicata alla donna la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal figlio, un trentunenne. Misura che ieri il gip ha ritenuto di revocare. La donna è accusata di aver provocato incendi, fatto minacce, ingiurie, inviato sms, essersi introdotta nel luogo di lavoro, aver recapitato lettere dai contenuti forti. Sono sei gli episodi contestati nel capo d’imputazione, il primo dei quali in data 27 novembre 2010.

La donna, in «un evidente stato di ubriachezza», dopo essere entrata a casa del figlio gli ha detto: «Ho tirato su un serpente» e mentre parlava cercava di colpirlo con pugni a testa e schiena e di dargli sberle. Dopo sferrò un pugno in pieno volto alla convivente, che si era frapposta tra i due. In due mesi scarsi è stato verificato che l’indagata ha inviato circa 200 sms ai cellulari del figlio e della sua fidanzata. Alcuni dai contenuti espliciti: «Vi taglio la gola», «Assassini», «Hai ucciso tuo padre e vuoi uccidere anche me, ti guarderò bruciare, non sei più figlio mio». A metà dicembre 2011, sempre ubriaca, andò al locale del figlio ingiuriandolo e minacciandolo, costringendo a chiudere il pubblico esercizio. E, una volta chiuso, la Peruz «continuò a sputare sulla porta d’ingresso». A fine mese tentò nuovamente d’incendiare l’appartamento del figlio, appiccando il fuoco a sacchi della spazzatura e ad album fotografici, posti davanti all’ingresso dello stabile. In quell’occasione furono chiamati i vigili del fuoco.

di Federica Fant – Fonte: Corriere Del Veneto

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Author: NC staff

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