Una pista da fondo in Val Visdende Ora c’è il progetto

È nato a Campolongo il primo concreto progetto della pista da fondo in Val Visdende.
«L’idea non è nuova, se ne parla da anni. Nessuno però fino ad ora – spiega Ruggero Grandelis, presidente della Regola di Campolongo – aveva prospettato qualcosa di concreto. Allora, sul finire del 2011, noi abbiamo incaricato lo Studio Be Forest di Santo Stefano di Cadore di predisporre un progetto di massima, al fine di realizzare una pista di fondo su uno sviluppo di 15 Km». Ed è su questa base che, venerdì scorso, è stato stilato un protocollo d’intesa, fra i Comuni di San Pietro e di S. Stefano di Cadore e le nove Regole proprietarie della Val Visdende (che lo sottoporranno alle loro assemblee), per rendere operativo il progetto. Che prevede anche la trasformazione, in estate, in pista ciclabile, con ponti e sottopassaggi; una parte asfaltata che servirà all’attività di skiroll; la sistemazione di alcune strutture di proprietà regoliera, nonché le strade da e per le varie malghe in quota.

Grandelis ripercorre le varie tappe: il 2 febbraio scorso, in Comune di Santo Stefano, si sono incontrati i Sindaci di S. Stefano e S. Pietro con il Presidente dell’Associazione Regole del Comelico (Arcfaco) Adriano Zandonella e i Presidenti delle nove Regole proprietarie della Val Visdende (ovvero, oltre a quella di Campolongo, S. Stefano, Costalissoio, Casada, S. Pietro, Costalta, Presenaio, Valle e Mezza Danta). In quella sede è stato proprio Grandelis, a nome della sua Regola, a presentare la bozza di progetto.

«È importante sottolineare – prosegue Grandelis – che il percorso della pista non va ad interessare i siti Natura 2000 (sottoposti a vincoli ambientali severamente restrittivi per quanto concerne la realizzazione di opere ex novo). In quella occasione abbiamo subito ricevuto un plauso generale all’iniziativa, con il consenso di tutti; un’unanimità che non è sempre facile trovare quando sono tanti gli attori in gioco.”

Poi altre riunioni il 14, il 23 ed il 30 marzo, in cui è stato riproposto lo stesso progetto di massima, “alla cui stesura – sottolinea Ruggero Grandelis – hanno partecipato, in qualità di consulenti, il campione Maurilio De Zolt e Marcello Pomarè, che si sono prestati per suggerimenti e ‘dritte’ tecnico-sportive». Sono stati proprio loro a sottolineare come «oggigiorno la tendenza, anche nei Paesi Nordici dove la disponibilità di superfici è immensa, è quella di realizzare tracciati di 15 Km al massimo, per far risaltare il lato spettacolare dello sci nordico. Un tracciato molto lungo diviene dispersivo e non favorisce la riunione del pubblico nello stesso luogo».

La pista, dunque, dovrebbe partire da Pramarino ed attraversare tutte le varie località della valle site nel Censuario del Comune di S. Pietro: Pramarino, Costa Zucco, Pra della Fratta, Cividella, Zàina.
Il via definitivo è avvenuto proprio venerdì quando, nella riunione tenutasi presso il Municipio di S. Pietro con tutti i soggetti interessati, si è deciso di affidare l’incarico per la realizzazione del progetto operativo allo Studio Tre dell’architetto Gianfranco Agostinetto e dell’ing. Sergio Zandonella Necca, insieme allo Studio Be Forest, condotto da Marco Casanova Borca (dottore forestale) e Maurizio Kratter (dottore forestale e ambientale), con i quali molte delle Regole del Comelico sono convenzionate per il disbrigo delle pratiche e delle progettazioni in ambito forestale.

di Stefano Vietina

Fonte: CorriereDelleAlpi.it

 

 

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Author: NC staff

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