Nuovo progetto per l’A27 ma Perarolo dice di no

C’è un nuovo progetto per il prolungamento dell’A27, ancora più penalizzante per l’ambiente e per i paesi. Ne è convinta l’associazione Peraltrestrade che ha lanciato l’allarme. Ne è convinto ancora di più il sindaco di Perarolo, Pierluigi Svaluto Ferro. Il progetto è stato presentato dai tecnici della Regione e dall’assessore Chisso in due distinti incontri nell’ultimo mese, uno con tutti i sindaci interessati da Ponte a Perarolo, e uno in cui i professionisti hanno parlato in modo specifico con ogni amministratore.

«Nonostante le indicazioni della Commissione Via regionale» spiega Svaluto Ferro «i tecnici continuano ad andare avanti per la loro strada, che comunque mi sembra abbastanza incerta. Sta di fatto che ci hanno presentato delle modifiche al progetto iniziale, che sono sicuramente peggiorative per noi».

Le novità principali, come spiega anche il movimento Peraltrestrade, consistono nello spostamento più a nord dello svincolo, nella zona industriale di Ansogne (vicino al nuovo distributore); un abbassamento di quota del tracciato; una nuova galleria sotto il colle di Caralte.

«Mi sono chiesto – spiega ancora il sindaco di Perarolo – quale sia lo scopo di queste modifiche. E mi sono anche dato la risposta: non vorrei che queste modifiche fossero in funzione di un proseguimento dell’autostrada oltre Perarolo e Caralte, verso il Cadore, visto che lo sbocco in Friuli ormai è stato cassato».

Il comune di Perarolo è contrario allo svincolo di Caralte, soprattutto nella nuova versione. «Abbiamo chiesto che lo svincolo sia a Rivalgo, dove la valle è più larga e dove ci sarebbe lo spazio per fare gli svincoli, spazio che ad Ansogne non c’è. Su questa linea sta anche la Commissione Via della Regione che ha posto delle prescrizioni recependo le nostre perplessità. Fare lo svincolo a Rivalgo darebbe la possibilità in futuro di decidere per una prosecuzione verso Venas. L’obiezione che ci hanno fatto è che il ministero dell’Ambiente non vuole due attraversamenti del Piave (uno è a Longarone)».

Peraltrestrade ieri ha lanciato l’allarme (l’ennesimo) per chiedere alle amministrazioni del Cadore e del Bellunese intero quale sia la loro opinione su quello che sta accadendo. «Chiediamo cosa pensano di questa nuova variante, e che significato può avere nel contesto generale dell’opera; più in generale vogliamo sapere cosa pensano dell’autostrada, se la ritengono utile per lo sviluppo del nostro territorio, il Cadore, o al contrario dannosa».

Svaluto Ferro è ormai convinto che il prolungamento dell’autostrada non sia per niente utile, ma sposti il problema più a nord, sconvolgendo il territorio di Perarolo. Va anche ricordato il costo dell’opera, 1200 milioni di euro. Si chiede l’associazione Peraltrestrade: «In momenti di crisi finanziaria come quella di oggi, chi investirebbe tanto su una autostrada dai flussi di traffico bassissimi? Ci vengono dubbi, anche per i tempi di costruzione della durata più che decennale, sia per la gestione (chi coprirebbe la prevedibile passività visto il sicuro troppo scarso flusso di mezzi,) sia per il pedaggio che secondo la bozza di convenzione per il project financing, sarebbe tra i più alti d’Europa».

I punti neri della viabilità lungo l’asse del Piave e del Boite non mancano: Longarone, Tai, Valle. Ma potrebbero bastare delle varianti che costano tra l’altro molto meno.

Fonte: Corriere Delle Alpi

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Author: NC staff

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