Corsari Cadorini: La solitudine dei numeri prim(ari)

La partecipazione alla vita della comunità è una cosa meravigliosa. Il sale della democrazia, la scelta condivisa, le folle ordinate che esprimono con sincerità voti e preferenze sono segnali straordinari.

Bene.

Il clima da mobilitazione permanente, una specie di oltranzismo da primarie è al contrario assolutamente negativo.

Radicalizzare lo scontro per portarlo al calor bianco, soprattutto in politica, non porta mai del bene, al contrario fa imbestialire i cittadini che si sentono sempre tirati per il bavero della giacca in nome di sacri principi.

Capiamoci, io preferisco garantire l’erogazione del gas ad un paese che rischia l’isolamento piuttosto che i discorsi sui massimi sistemi.

I minimi sistemi sono vicini alle persone, mentre i grandi temi dell’umanità vanno bene per i filosofi.

Una classe dirigente che parla di mobilitare la cittadinanza per ogni cosa mi infastidisce e mi fa paura, perché anziché affrontare le sfide dell’attualità ascoltando la gente, si preoccupa più di creare un clima da eterna campagna elettorale, fatta di slogan, di urla e di pochi fatti concreti.

Il Referendum per cambiare provincia, pensando che di là dal monte ci sia il bengodi, le proposte di scissione di interi pezzi del territorio per affrancarsi e rilanciarsi, le idee di sviluppo che partono da definizioni “sulla carta”, sono segnali poco incoraggianti.

Risultato ?

Fuffa.Avete mai visto un comune spostarsi di appartenenza oppure credete che sia possibile vedere Cortina in Alto Adige, Pieve di Cadore in provincia di Udine o, che ne so, Lorenzago su Marte ?

Turismo marziano.

Tutto è possibile basta crederci, e magari sognare ,però nel frattempo il lago resta sporco e le province a corto di denari discutono su chi dovrebbe pulirlo.

I gatti di vicolo Miracoli qualche anno fa (aihmè!) cantavano una simpatica canzone:

..Voglio l'erba voglio
Voglio avere un quadrifoglio
Da trovare sul mio prato di moquette...”

Massimiliano Garavini

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Author: Massimiliano

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