Importante prestito da parte del Marc di Pieve e del Museo Corte Metto di Auronzo alla mostra “Venetkens” di Padova

Si inaugura alle 18.00 a Padova venerdì 5 aprile la mostra Venetkens, un viaggio lungo un millennio nell’affascinante mondo dei paleoveneti con la presenza di una quarantina di reperti provenienti del Cadore.

A oltre trent’anni dall’ultima rassegna espositiva, la civiltà degli antichi Veneti torna a Padova, dal 6 aprile al 17 novembre nella prestigiosa sede del Palazzo della Ragione.
L’evento, dal nome “Venetkens. Viaggio nella terra dei Veneti antichi”, si preannuncia come una delle più grandi mostre italiane in assoluto per l’anno 2013. Un viaggio immaginario lungo coordinate spazio-temporali che consentono al visitatore di scoprire il mondo dei Veneti antichi, di comprenderne l’evoluzione culturale nel corso del I millennio a.C., dal momento delle origini al contatto con il mondo romano, e di percepirne l’espansione e l’adattamento a un territorio dalla morfologia variegata corrispondente al Veneto, fino a lambire il Friuli Venezia Giulia e il Trentino.
L’iniziativa, promossa e organizzata dall’Assessorato alla Cultura di Padova e dalla Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto si propone come un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio, volto a presentare la vita quotidiana, il territorio, le attività commerciali, i cerimoniali funebri e le espressioni artistiche del popolo che abitò l’area del Nord-est italiano nel corso del I millennio a.C.
Alla mostra saranno esposti molti importanti reperti provenienti dal Cadore che testimoniano l’importanza del territorio alpino nello scenario archeologico regionale. Infatti sono ben 33 gli oggetti prestati dalle collezioni del Marc, Museo Archeologico Cadorino di Pieve, gestito dalla Magnifica Comunità di Cadore, tutti provenienti dal sito di Làgole, il cui santuario, fulcro dei culti antichi del Cadore, resta unico fra i luoghi di culto veneti. Tra i reperti in mostra a Padova si segnalano: la lamina bronzea con la riproduzione a sbalzo di un cavallo, alcuni straordinari bronzetti raffiguranti dei guerrieri, una serie di simpulum, manufatti che dovevano ricoprire una funzione imprescindibile nel rituale legato alle acque di Làgole e che diventano l’oggetto devozionale più diffuso nel sito, arricchiti da preziose iscrizioni in alfabeto venetico, oltre che ad oggetti comuni legati ai guerrieri come una punta di lancia, una spada, un coltello e una serie fibule e delle monete romane.
Oltre ai reperti del Marc, in esposizione a Padova ci saranno una decina di reperti provenienti dal Museo Corte Metto di Auronzo di Cadore. In questo caso gli oggetti risalgono al periodo I sec a.C. – IV sec d.C. e provengono dagli scavi archeologici eseguiti in località Monte Calvario, antico luogo di riferimento devozionale per le popolazioni locali. Tra gli oggetti prestati a Padova si segnalano: una vasca di simpula iscritta; un manico di simpula iscritto; due lamine “a pelle di bue” iscritte e una lamina bronzea a disco con figura femminile oltre che a cinque oboli norici in argento.
Nel complesso i reperti rinvenuti in Cadore e dal 6 aprile esposi a Padova sono testimonianze di una realtà di grande significato religioso, artistico, culturale, una realtà autonoma ma nello stesso tempo dialogante con le popolazioni circostanti, una realtà antica e ricca di cultura, oggetto di ricerca e di analisi a livello internazionale.

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Author: NC staff

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