A Pieve di Cadore si vota per lasciare il Veneto

A Pieve di Cadore, che chiede di lasciare il Veneto per entrare a far parte della Regione Friuli Venezia Giulia attraverso la provincia di Pordenone, gli aventi diritto al voto sono 3.555, dei quali 1.709 maschi e 1.846 donne, con 432 cittadini iscritti all’Aire.
Le urne saranno aperte oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15.

Si ricorda che i referendum territoriali hanno un meccanismo di doppio quorum molto complesso da ottenere, soprattutto quando gli emigrati sono numerosi. Perché il quesito referendario abbia successo, è necessario che vadano a votare almeno la metà più uno degli aventi diritto, ma anche i sì devono raggiungere la stessa soglia. Una vera e proprio impresa in paesi di montagna spopolati dall’emigrazione e dove gli anziani sono la maggioranza.

Lo sanno bene i comitati referendari dei sette Comuni che nella tornata elettorale di febbraio hanno visto fallire l’obiettivo: una delusione che si è aggiunta allo stallo vissuto dai Comuni referendari storici (da Lamon a Cortina) che aspettano ormai da anni di veder riconosciuta la volontà popolare espressa, allora sì, a larghissima maggioranza.

I protagonisti di quest’ultima campagna referendaria, come avvenuto per quella invernale, sono i giovani, anzi giovanissimi.
Il servizio di trasporto verrà assicurato dall’Auser e il quorum è fissato a 1.779 votanti. «Lasciate a casa ogni dubbio», sollecita Osvaldo De Lorenzo, «e andate a votare, perché è l’unico segnale forte che possiamo dare a Roma. Il Cadore attraversa una crisi durissima, è ora di ridisegnare l’assetto geopolitico e di creare, come chiede l’Europa, una Regione Dolomitica».
L’appello al voto arriva anche dal Bard: «Per dare fiducia a queste comunità che rischiano di morire in silenzio. Bisogna alzare la testa e credere nell’impegno dei tanti giovani che hanno lavorato per questi referendum», conclude il presidente Moreno Broccon.

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Author: NC staff

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