#RegCalalzo – Cronaca di un’avventura

Il portale NuovoCadore lancia l’hashtag #RegCalalzo per raccontarvi un viaggio di andata Calalzo-Padova ed uno di ritorno Venezia-Calalzo, tutto rigorosamente a cavallo del ben noto Treno Regionale, che a fatica sale e scende dalle Dolomiti, con qualche intermezzo di autobus sostituivo per i lavori in corso sulla tratta Calalzo-Ponte nelle Alpi.

Abbiamo chiesto a dei viaggiatori di raccontarci e condividere la loro esperienza. Il viaggio in diretta si è svolto venerdì 28 marzo e lunedì 31 marzo, sulla nostra pagina facebook dove, dalle 7.30 alle 11.30 ci ha tenuto compagnia il nostro inviato viaggiatore, pubblicando le sue tappe con l’hashtag #RegCalalzo. Ed ecco il report.

  • Capitolo Primo – L’acquisto del biglietto in Cadore

“Oggi, 27 marzo 2014, decido di acquistare il biglietto per Padova in partenza alle 7.43 di domani venerdì 28 marzo, per non trovarmi sprovvisto. Infatti, nella stazione di Calalzo, la biglietteria di Trenitalia è chiusa da anni, l’ufficio turistico non è aperto nell’orario in cui arrivo io in stazione (e per la cronaca fa solo biglietti regionali) e le nuove biglietterie automatiche sono spesso molto lente.

In Cadore agenzie che stampano biglietti del treno, anche extra regionali, si trovano a Santo Stefano di Cadore (solo se muniti di poste pay perché non è un rivenditore ufficiale), Auronzo di Cadore che è un rivenditore ufficiale e credo anche nelle varie agenzie viaggi come a Domegge, Pieve, Borca e Cortina. Io però sono giovane e decido di acquistare il biglietto a casa tramite internet.

Un’osservazione a favore della Dolomitibus: per quello che mi riguarda riesco agevolmente a raggiungere la stazione con l’autobus in tempo per prendere il treno, o meglio la corsa su autobus sostitutiva.

Nota a margine: sul sito di Trenitalia il mio viaggio dovrebbe svolgersi tutto in treno, ma sono cadorino e so che non sarà così!

  • Capitolo Secondo – Calalzo/Padova

“Il viaggio si è svolto tranquillamente anche per il numero esiguo di persone che dovevano prendere l’autobus a Calalzo la mattina del 28 marzo. Il problema sorge se i passeggeri sono in sovrannumero rispetto alla capienza del bus sostitutivo in quanto non ci sarebbe soluzione per essere trasportati fino a Belluno o Ponte nelle Alpi dove ripartono o treni. Coincidenzaa Belluno presa in perfetto orario.”

Dalla nostra pagina facebook raccogliamo due osservazioni contrastanti ma interessanti

Antonella Feltrin “Il bus sarà pure meglio del treno ma per chi deve scendere la domenica sera è un vero calvario con il bus più di due ore di colonna col rischio di arrivare a Belluno e non riuscire a prendere l’ultima coincidenza. Molto meglio il treno.”

Ezio Nassivera “La settimana scorsa due corse da Calalzo a Belluno e da Belluno a Calalzo e devo dire molto meglio che sui treni sgangherati che facevano arrivare in Cadore, la comodità del viaggio e la temperatura confortevole non son paragonabili a vagoni freddi, sporchi e maleodoranti senza parlare poi del rumore che ti scassa la testa .. assolutamente positivo il viaggio .. per me se dovessero ripristinare la linea Ponte nelle Alpi Calalzo senza sostituire quei vagoni da internati potrebbero lasciarla chiusa .. in bus si viaggia meglio”

Nota a margine (ma non troppo): venerdì ci è pervenuta una lettera di risposta firmata FS inviata ad una scolaresca cadorina che aveva fatto richiesta del servizio. Si commenta da sola

treno calalzo

  • Capitolo Terzo – Venezia/Calalzo

“Il viaggio di ritorno dalla Serenissima al Cadore risulta essere meno agevole per il numero di cambi. Se per andare a Padova il cambio è unico, per raggiungere il capoluogo i cambi diventano due a prescindere dall’autubus sotitutivo. Quindi cambio a Conegliano e Ponte nelle Alpi con un tempo di percorrenza di 3h11m: due treni ed un autobus (sostitutivo) per 135km. All’arrivo alla stazione di Venzia ci accoglie il display che ci informa la chiusura della tratta. I cambi si sono svolti tranquillamente per me che avevo pochi bagagli, ho aspettato mezzora a Ponte nelle Alpi per l’autobus ma per fortuna c’era il bar aperto. Mi preoccupa molto l’aspetto del trasporto biciclette (non possibile con l’autobus sotitutivo) quindi un altro colpo basso per il turismo”.

treno calalzo

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Author: Marta De Zolt

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