Si conclude la quarta edizione del Trittico di Pittura Dolomitica

Le giornate di pittura, che in questa edizione si sono svolte a Campolongo di Cadore in Val Comelico dal 21 al 23 agosto 2014, hanno visto la partecipazione di tre artisti che hanno rappresentato l’arte paesaggistica veneta. Con il vernissage di sabato 23 agosto si è conclusa anche questa quarta edizione artistica.

I protagonisti sono stati Giorgio Casarin, trevigiano d’origine, incisore e affreschista; si contraddistingue per la pittura tridimensionale a basso rilievo e scultura. Ha creato un’opera figurativa rappresentante una chiesa, usando stoffa e legno, punto di unione e d’incontro per i paesi del Comelico. Virgilio Antoniazzi, vicentino, ha ancorato la sua visione realistica della vita moderna su discipline accademiche tradizionali come la costruzione della prospettiva. La sua opera raffigura la Val Visdende con il Cordevole. Adriano Pavan, veneziano, esprime la sua arte pittorica nelle tematiche ispirate al paesaggio veneto, al fiume Piave, le figure femminili, i giardini ed il rapporto uomo-natura. Ha rappresentato una donna omaggio al mito di Plabea, la giovane ninfa figlia del fiume Anasso, antico nome del Piave usando colori ad olio.

Questa edizione, oltre ai consueti eventi paralleli come le serate musicali e gli incontri con gli artisti, si è arricchito anche del Laboratorio d’arte per ragazzi dal titolo “Perchè le Dolomiti si tingono di rosa?”. I partecipanti hanno creato dei disegni ispirati alla leggenda del giardino di rose di re Laurino poi esposti assieme agli artisti nella Mostra Collettiva. Il tutto immersi nella natura di Campolongo visitando agli artisti del Trittico che hanno spiegato le loro creazioni. “Quarta edizione soddisfacente” dichiara l’organizzatore Marta De Zolt “vorrei ringraziare tutti i volontari che si prestano per tenere viva questa manifestazione e vi aspettiamo per la quinta edizione che si terrà nel comune di San Pietro”.

Tutti i prossimi aggiornamenti sul blog tritticodolomitico.blogspot.it

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Author: Marta De Zolt

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