Rifugio Carducci: una sfida a 2.297 metri

Nel mese di luglio il Rifugio Carducci, uno dei pochi dove si arriva solo a piedi, o con l’elicottero, ha lavorato cinque giorni a causa del maltempo ed in agosto pochi di più. Il Carducci è uno dei rifugi più inaccessibili a quota 2.297 e chiuderà, forse, il 5 ottobre. Eppure il gestore Bepi Monti non si perde d’animo e continua a lavorare con i suoi quattro dipendenti: nonostante l’età si è aperto la partita iva sfida e con la fantasia sfida ogni avversità.

“Teniamo ancora aperto per sistemare un nuovo sentiero, il 107, verso la Croda de Toni, in modo da evitare l’itinerario colpito dalle frane” spiega Bepi. “Quassù si sono visti pochi italiani, quest’estate, mentre hanno continuato a salire i tedeschi ed altri appassionati dell’Est. Il calo di presenze si è aggirato intorno al 30%. Quando ho aperto, contavo 800 arrivi l’estate, mille se andava bene, l’anno scorso sono raddoppiati, oltre i 2 mila. Alla fine di questa stagione saranno 1400”.

È stato sempre Monti, nel 2013, a organizzare escursioni in elicottero, ma esclusivamente per un concerto di musica. Da alcuni ambienti del Cai gli sono piovute addosso critiche pesanti. “C’erano degli anziani che sognavano di ritornare al Carducci e che non avrebbero potuto farlo con le loro gambe. Ho inteso concedermi un’eccezione, utilizzando l’elicottero. Pensavo di aver compiuto un atto di solidarietà, invece ho ricevuto solo critiche. Non per questo rinuncio alla fantasia”.

carducciIn settimana, quando altri rifugi hanno chiuso, lui porterà fra queste montagne, dal 25 al 28 settembre, gli appassionati di yoga e i cultori della cucina vegana, con un corso tenuto da Simone Salvini, il cuoco italiano che è un’autorità in materia. IL rifugio poi si riempie di cultori dell’arrampicata: in zona, infatti, Monti ha ricavato una palestra, a sue spese, che attira numerosi giovani i quali, altrimenti, disertano le quote più alte, quelle che richiedono maggiori fatiche. Monti ha riportato anche quest’estate, sotto la pioggia e con qualche rischio di nevicata, i concerti di musica. Anzi, a ferragosto li ha raddoppiati. Aveva preparato la mensa per 500, ne sono arrivati 70. Deluso? Nient’affatto. “Siccome non posso permettermi i rifornimenti alimentari, quelli quotidiani, con l’elicottero, che costa 500 euro a uscita, faccio un salto al rifugio Comici, con la moto, e qui prendo la verdura, la frutta (il pane no, perché ce lo confezioniamo), altri generi freschi. Il gestore, che conduce il Comici dal 1997, mi ha detto che non ha mai impattato un’estate così problematica”. La voglia di mollare, a causa delle avversità, non ha mai tentato Monti: “A me basta il sufficiente per vivere. Col resto voglio dar lavoro a chi non ce l’ha e faccio beneficenza, aiuto le opere di Giuliano De Marchi o di Fausto De Stefani”.

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Author: Marta De Zolt

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