Museo della Cultura Alpina Ladina del Comelico a Padola

Il museo si trova vicino alla piazza centrale del paese al secondo piano della ex Scuola Elementare “Don Bosco” di Padola, di proprietà della Regola di Padola e costruita nella prima metà del Novecento. L’esposizione permanente, che si sviluppa su una superficie di 500 mq, è stata inaugurata nel 1990 per volere del Comitato per il Museo costituitosi nel 1986 che propose l’iniziativa per una realizzazione museale già nel 1982. Ma le prime idee per un museo della cultura alpina e ladina nascono già negli anni Settanta da parte di due appassionati di storia locale, Gilberto ed Evangelista De Martin Pinter, che non appena pensionati misero a disposizione le loro energie al servizio del progetto. “L’iniziativa è nata da un comitato del comprensorio, sostenuto dalla Magnifica Comunità Cadorina e dalla Regola di Padola per promuovere l’interesse verso il recupero delle testimonianze degli antichi usi delle genti alpine del luogo, prima di perderne totalmente le tracce” spiega Evangelista che, nel 1985 con una lettera aperta, invita la popolazione a non gettare i vecchi attrezzi e oggetti ma a donarli al nascente museo.

Si è creata così una vasta raccolta di materiali suddivisa in diverse aree tematiche che comprendono una ricca collezione di oggetti, strumenti e attrezzature legate alle attività del passato, oltre a numerose ricostruzioni dei vecchi ambienti casalinghi. Quest’ultimi sono stati curati con dovizia di particolari grazie alle generose e variegate donazioni: si possono vedere la kusinä (cuncina), la stuà (soggiorno), la kambrä (camera) e l’asiverä (lavanderia). Si possono ammirare moltissimi attrezzi agricoli, per l’allevamento, della latteria, dei lavori nel bosco, la segheria e la lavorazione del legno, il bancone di una bottega e il lavoro della filatura della lana, gli attrezzi dei mestieri in disuso come l’arrotino, l’imbianchino, il muratore, il calzolaio, il fabbro, lo stagnino, il falegname, il minatore e l’idraulico. Diverse sezioni sono dedicate ai reperti bellici, ai pompieri, alle guide alpine, agli atleti dello sci e all’emigrazione.

Una stanza è occupata dalle miniature cura di Alberto De Bettin che propone la ricostruzione su piccola scala di alcune botteghe artigiane e delle attività di un tempo: la fucina, i mulini, la segheria. Completa la collezione di opere in miniatura la ricostruzione della ceda (abitazione) dove si possono vedere diverse case in sezione con tutte le stanze arredate e complete degli oggetti d’uso quotidiano. Un’altra zona è dedicata alle miniature di Gilberto De Martin Pinter che ricostruiscono le diverse modalità di traino e trasporto, invernale ed estivo, con cavalli e mucche del legname, delle pietre e del fieno. Particolarità del Museo è la decorazione di un’intera parete a cura di Vico Calabrò che vi ha eseguito un affresco murale di importanti dimensioni in tema con i contenuti dell’esposizione.


Indirizzo
: Vicolo Calvi, Padola
Contatti: 0435 67288
Apertura periodo estivo e su prenotazione
Ingresso gratuito
Servizi visite guidate
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Tratto dalla Tesi di Laurea “Val Comelico, due proposte di sviluppo: la Rete Museale del Legno e la valorizzazione del Patrimonio Artistico” di Marta De Zolt, Università Ca’ Foscari Venezia

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Author: Marta De Zolt

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