L’impegno del Cai di Padova per il bivacco dell’Antelao

Bivacco Cosi AntelaoAggiornamento 24 novembre 2014. La frana scesa lo scorso 12 novembre dall’Antelao ha distrutto il bivacco “Cosi”. Lo hanno appurato cinque persone (di cui 4 del Soccorso alpino di San Vito di Cadore) che su iniziativa privata hanno effettuato un sopralluogo in elicottero.

Dopo il nostro articolo sulla situazione del bivacco Cosi, arriva puntuale la risposta del Cai di Padova, che pubblichiamo per intero di seguito.

“Caro NuovoCadore, grazie per avermi dato modo di fare il punto sul Bivacco Cosi che la Sezione Cai di Padova, che lo ha in carico, ha dovuto “chiudere” per la situazione di pericolo in cui si era venuto a trovare. Della decisione, già nel 2010, abbiamo informato la competente Comunità Montana, quale referente per la manutenzione dei bivacchi, la quale non avendo fondi a disposizione non ha potuto intervenire.
Consapevoli dell’importanza strategica che riveste il bivacco per gli alpinisti – e quindi per il turismo – e per gli eventuali soccorsi, allo scopo di far presto abbiamo cercato subito collaborazioni e finanziamenti tra i soggetti cadorini maggiormente interessati al ripristino del bivacco. Abbiamo interpellato: Comuni, Soccorso Alpino, Associazioni, ecc ma nessuno ha risposto all’appello. La disponibilità a “dare una mano” è venuta soltanto dalle Sezioni Cai di Pieve e di Calalzo e del rifugio Galassi che ci hanno dato supporto logistico e organizzativo per i sopralluoghi e i primi interventi.

Per reperire i finanziamenti la sezione che presiedo si è mossa quindi in ambito padovano per cercare sponsor in modo da coprire almeno parzialmente i costi, piuttosto rilevanti, dell’intervento. Nel corso del 2012 sono stati fatti alcuni lavori di sistemazione di alcuni massi.
Ma il grosso dei lavori sarebbe dovuto essere intrapreso durante l’inverno 2013/2014 portando il bivacco a valle in settembre, facendo i lavori di sistemazione del sito in primavera e riportando il bivacco in una posizione vicina all’attuale nell’estate 2014. Purtroppo al momento del trasporto a valle della struttura, l’elicotterista e l’artigiano addetto ai lavori hanno ritenuto l’operazione di spostamento troppo pericolosa. E così è stato deciso di eseguire solo i lavori preparatori rinviando l’intervento all’agosto di quest’anno quando sarebbero dovute salire in cima all’Antelao due persone e rimanervi per 6/7 giornate. Ovviamente le giornate dovevano godere di tempo buono. Ma così non è stato.
Fino a fine agosto la neve non permetteva di effettuare lavori. In settembre il Centro di Arabba ci ha comunicato che per quel mese il tempo sarebbe stato molto variabile sconsigliando di sailre per effettuare i lavori. Peccato. Ci dispiace anche perché di buona volontà ne è stata investita tanta. Si pensi che per preparare i lavori siamo saliti in cima all’Antelao quattro volte a piedi, sono stati effettuati due voli con l’elicottero per trasportare materiali e persone, un artigiano ha lavorato in vetta due giornate e altre due un disgaggista.

Questo per rispondere ai quesiti posti dal portale NuovoCadore al quale chiedo uno spunto collaborativo nel sensibilizzare il Cadore che spera di rinascere turisticamente ad aiutarci a rinnovare lo storico bivacco dell’Antelao. Sono certo che la sensibilità dell’Associazionismo della montagna e i soggetti istituzionali e gli operatori turistici entreranno a far parte della cordata che vuole salvare e riaprire il Cosi nel 2015.”

Angelo Soravia
Presidente Sezione Cai Padova

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Author: NC staff

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