Col Vaccher a Tai di Cadore

col vaccherDa una segnalazione di Andrea Bortolomei vi riparliamo del Colle Vaccher a Tai di Cadore infatti ne avevamo già parlato quattro anni fa.

Alla fine degli anni ’90 fa moriva Olivo De Polo.Per molti anni aveva gestito il ristorante all’interno del forte di Col Vaccher. Con enormi sforzi e anni di lavoro era riuscito a restaurare l’intera struttura trasformandola in ristorante,bar,abitazione e laboratorio per la lavorazione di ceramiche.Molti erano gli artisti che frequentavano il suo locale e nonostante il suo comportamento a volte scontroso e imprevedibile era riuscito a diventare un “personaggio”. Poi dopo la sua morte ,Franca,la sua compagna ci abitò ancora per qualche tempo e poi il Forte venne restituito al legittimo proprietario: il Comune di Pieve di Cadore.

Costruito prima del 1885, scopo principale dell’opera a Col Vaccher era di controllare la valle del Boite nel tratto di strada verso Tai. Esso aveva una facciata diritta, con profilo di terrapieno e parapetto di 8 metri, suddiviso in 4 parti da 5 traverse cave, e con l’asse principale diretto verso Venas. Su ciascuna delle piattaforme scandite dalle traverse potevano essere collocati due cannoni di medio calibro, mentre la parte compresa tra l’ultima traversa di destra ed il punto di spalla era attrezzata per la difesa della fanteria e consentiva pure l’uso di cannoni da campo. I due fianchi non erano paralleli tra loro e non evidenziavano particolari difese sulla copertura. Dal fianco sinistro e dalla gola la difesa poteva venir effettuata dalle casematte, mentre sulla facciata e sul fianco destro si poteva operare da un camminamento protetto da un parapetto: solo all’estremità, dove il fianco destro si congiungeva alla facciata, erano state ricavate delle casematte.

Tutti i locali dei fianchi e della gola erano comunicanti tra di loro e con le casematte della facciata, nonché colle traverse cave e il camminamento di comunicazione ricavato all’interno del parapetto. Una rampa portava dallo stretto cortile interno al piano di copertura, da cui si poteva raggiungere il terrapieno o attraverso il terrazzo del fianco sinistro, o attraverso un ponte armato che oltrepassava a destra il cortile. Alla facciata era anteposto un fossato largo 8-10 metri, chiuso a nord da un muro a picco su un pendio scosceso, con una scarpa inclinata (rapporto 1:1 = pendenza 45%) ed una controscarpa in muratura liscia alta 5 metri.

Davanti al fossato si trovava una spianata larga 10 metri, ben visibile anche da lontano e simile ad un potente terrapieno inclinato nella parte anteriore (pendenza 45%), murato nella parte destra ed alto circa 30 metri nella parte più elevata. Davanti al fianco sinistro, come pure per metà della gola, compresa la caponiera, correva un fossato d’impedimento largo 5 metri ed altrettanto profondo, con controscarpa in muratura.
Dal fianco destro e dalla parte destra della gola l’inaccessibilità veniva garantita da una controscarpa in muratura, mentre il fossato della facciata e del fianco sinistro veniva difeso da uno sporto (caponiera) di spalla dotato di 6 aperture, delle quali due verso il fossato della facciata ed una verso quello del fianco. Tutte le aperture erano costruite a mo’ di piombatoio Emoticon smile caditoia) per agevolare la difesa della base stessa del muro, e la copertura era costruita con lastre di granito.

col vaccherGli Austriaci erano convinti che le aperture fossero state costruite per l’impiego di cannoni a tiro rapido. Alla difesa del fianco destro era preposta pure nel punto di spalla una semicaponiera d’angolo, costruita su una ripida roccia e difendibile dal terrapieno superiore; essa era fornita di due piombatoi per la copertura della scarpa e della gettata di ghiaia e pietrame ad essa antistante. La gola veniva difesa invece da una caponiera a due piani dotata di aperture in ogni direzione, presumibilmente progettata anch’essa per l’installazione di cannoni a tiro rapido. Davanti al fianco destro e alla gola era stata ricavata una spianata di sassi e ghiaia, il cui punto più alto superava il livello del terreno naturale di 40 m circa in corrispondenza del punto di spalla destro, di 30 m circa nel punto di gola destro e di 15 m circa nel punto di gola sinistro. Il fossato di gola era attraversato da un ponte rilevabile che permetteva l’accesso all’entrata principale, sbarrata da un portone di legno coperto di lamiera di ferro, e quindi al cortile e agli adiacenti vani delle numerose casematte.

Il magazzino principale delle munizioni, si trovava a destra della caponiera della gola e sotto il livello del cortile, scavato nella viva roccia con mine. Si pensa che tale magazzino fosse in comunicazione con i vani delle casematte poste sotto la facciata mediante una postierla ed una scala, e che tramite gli elevatori posti lungo il camminamento interno le munizioni venissero direttamente portate alle piattaforme dei cannoni. Per l’approvvigionamento dell’acqua esisteva poi sotto le casematte site a destra dell’ingresso principale esisteva una grande cisterna capace di 550.000 litri.

La prerogativa del forte era un marcato effetto frontale. La facciata prendeva d’infilata la valle del Boite e la carrabile da Valle di Cadore alla stretta de La Chiusa, mentre sulla sponda sinistra del torrente copriva i pendii e la strada d’accesso a sud dei fienili Costa Piana. Non era compresa però la svolta della strada presso Vallesina, mentre sulla sponda destra del Boite venivano coperti i rocciosi pendii difficilmente percorribili posti di fronte alla confluenza del Rio Vallesina, ed inoltre la spianata su cui sorgevano i fienili Piano di Sotto. Il fianco destro copriva la zona circostante il Rio Secco ed i pendii di Nebbiù e Vissa, e la sella di Tai: a tal proposito gli Austriaci ritenevano molto probabile il piazzamento di cannoni su affusti girevoli fissi in corrispondenza delle luci delle casematte del fianco e della gola. Il fianco sinistro a sua volta prendeva sotto tiro radente dalle finestre delle casematte i pendii che dalla sommità rocciosa di M. Zucco digradano verso nord fino alla strada d’accesso. La gola poi copriva i pendii a nord di M. Zucco e la strada d’accesso al forte proveniente da Tai, compresa la diramazione per Ciaupa.

Il presidio in caso di guerra prevedeva 1/2 o 3/4 di compagnia di fanteria e 60-70 artiglieri.
Armamento
8 cannoni da 120 mm o 150 mm a retrocarica, (secondo altre fonti 4 cannoni da 149 G)
3 pezzi a tiro rapido sul fianco destro
6-11 pezzi, sempre a tiro rapido, per il fiancheggiamento del fossato (secondo altre fonti 4 obici da 210 mm)
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Author: Marta De Zolt

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