Fathers and Sons: rassegna musicale del pop e del rock nel bellunese

FATHERS AND SONS 2 defDomenica 19 luglio 2015  dalle 17 in poi alla Tappa a Valle di Cadore ritorna l’evento FATHERS AND SONS, la rassegna di gruppi che hanno fatto (e che faranno) la storia del pop e del rock nel bellunese.

“Con l’ aiuto dello staff de La Tappae di alcuni giovani entusiasti musicisti ( e di altri diversamente giovani ma altrettanto entusiasti) e con il supporto di Radio Club 103 e NuovoCadore è stato organizzato questo evento che vuole essere un momento di comunicazione intergenerazionale sul piano musicale, che riguarda l’aspetto emotivo e che in quanto tale ha una valenza profonda proprio perchè non razionale” spiega l’organizzazone. Domenica 19 si alterneranno su un palco gruppi di giovani e diversamente giovani che proporranno la propria esperienza musicale, ma soprattutto accetteranno di confrontarla e di metterla in comune suonando insieme fino a tarda sera brani che sono diventati un inno che riunisce più generazioni, per sentirsi un tutt’uno nel nome di una musica che li rappresenta

Programma
Il rock delle origini dei DUSTREM con MICAELA DORENKAMP
La WEST COAST BAND (need to say more?)
Le Kador ballads di ALDO DE LOTTO con MIMMO SALFI
Il ladin-pop degli ARMONAUZ
Mixorchestra RA SAETA (Magister Battorti)
L’hard rock dei LEVEL UP
APPLEACOUSTICS by Dalla Corte & friends

“L’idea è nata in una sera di maggio, a Belluno, ascoltando un gruppo di ragazzi dell’età dei miei figli che suonava ( e molto bene!) musica dei Rolling Stones e degli Who prima maniera. Gli ho chiesto perchè suonassero cose non appartenenti alla loro generazione; hanno risposto che la gente come me aveva avuto il privilegio di vivere la propria giovinezza in una epoca bellissima, ricca di speranze, di voglia di vivere e di novità, epoca che loro cercavano di rivivere attraverso quella musica. Sono rimasto colpito profondamente: avevo percepito un interesse comune alle nostre generazioni, che costituiva un facile canale per una comunicazione che in verità mi era sembrata sempre un po’ problematica”.

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Author: Marta De Zolt

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