Lettera aperta alla Ciclabile delle Dolomiti

Riceviamo una lettera in merito alla Ciclabile delle Dolomiti che pubblichiamo

“Mi chiamo Alberto Ghelli di origine ferrarese ora residente a Cibiana di Cadore, e da buon ferrarese uso molto spesso la bicicletta percorrendo la Lunga via delle Dolomiti specialmente il tratto Venas/Calalzo, mi permetto di segnalare che lungo l’itinerario ciclo/pedonale vi sono diversi cartelli fuori norma come afferma anche il Ministero. Detti cartelli segnaletici possono trarre in inganno i ciclisti e pedoni in sede di incrocio con altri veicoli correndo seri pericoli.

ciclabile dolomitiUno dei principali doveri dei sindaci è di tutelare l’incolumità dei cittadini tra i quali (disabili, pedoni, ciclisti) che notoriamente sono la parte più debole della popolazione che circola per strada, posizionando sulla Lunga via delle Dolomiti una segnaletica rispondente alle normative vigenti in fatto di segnaletica stradale, soprattutto la necessaria segnaletica verticale e orizzontale rivolte agli automobilisti segnalandogli di rallentare e dare la precedenza.Di seguito mi permetto di indicare alcuni interventi necessari da apportare sul tratto della Lunga via delle Dolomiti che meglio conosco

A) Vi sono diversi incroci con la strada che proviene dalla S.S.51 di Alemagna, questi sono segnalati uno in modo diverso dall’altro, a volte è il ciclista che deve dare la precedenza, altre volte sono i veicoli a farlo, suggerisco di uniformare la segnaletica in modo che siano i pedoni e i ciclisti ad avere sempre la precedenza.

B) A mio parere vi sono troppi veicoli che circolano nei tratti consentiti, vedi Valle di Cadore, e troppi veicoli parcheggiati in entrambi i lati della strada, creando situazioni di pericolo quando i ciclisti hanno affiancato il veicolo parcheggiato e ne sopraggiunge un altro in senso contrario tanto che tutti non possono transitare contemporaneamente ed è il ciclista che quasi sempre deve fermarsi perché il veicolo incrociante non lo fa, e tornare indietro. Per quanto riguarda il traffico suggerirei di dare il permesso di transito ai soli residenti in possesso di vetrofania da esporre sul parabrezza del veicolo e transitando percorrendo il tratto di strada più breve per raggiungere la propria residenza. Il veicolo deve essere in seguito parcheggiato in appositi stalli o in garage in modo da lasciare libera la Lunga via delle Dolomiti. Il tutto deve avvenire sotto un costante controllo dagli organi preposti, circolando con biciclette, anche elettriche, questo perchè ho personalmente incrociato giovani che circolavano con motorini a forte velocità nel tratto Venas/ Valle sino al sottopasso con la S:S: 51 di Alemagna.

C) Poco prima dell’incrocio che porta a Nebbiù, la Lunga via delle Dolomiti attraversa la S.S.51 di Alemagna tramite un attraversamento pedonale dove diverse volte è oggetto di pericolo in quanto i veicoli transitano a forte velocità nonostante il limite posto a 50 Km ora, e non sempre si fermano per dare la precedenza. L’incrocio che porta a Nebbiù, è regolato da un semaforo a luce gialla lampeggiante (non ho mai visto il semaforo funzionare regolarmente), sarebbe sufficiente portare la Lunga via delle Dolomiti sino nei pressi del semaforo, trattasi di una distanza di circa cento metri, e mettere al semaforo un pulsante a chiamata in modo che i pedoni e ciclisti possano attraversare con maggiore sicurezza la strada, il tutto con un costo economico da sostenere non certamente impossibile per una amministrazione comunale.

Ringrazio per l’attenzione, porgo cordiali saluti”

Alberto Ghelli

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Author: Marta De Zolt

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