“Fotografia Zero Pixel” a Pieve di Cadore

zero pixelSi apre domenica 28 febbraio al Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore la mostra “Fotografia Zero Pixel”, con opere di 16 artisti noti a livello internazionale ed emergenti. Attraverso la fotografia su pellicola, e con varie tecniche creative, gli artisti interpretano i temi dell’alimentazione e del cibo. La mostra è stata presentata con successo nei mesi scorsi anche a Trieste, Capodistria e Gorizia.

“Fotografia Zero Pixel” è allestita dalle associazioni Acquamarina e Officina Istantanea di Trieste per riavvicinare il pubblico all’arte e alle antiche tecniche della fotografia tradizionale, che permettono una grande varietà di sfumature cromatiche e di possibilità creative. La mostra è realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Magnifico Comune di Pieve di Cadore, la Fondazione Museo dell’Occhiale, la Cassa Rurale e Artigiana di Cortina d’Ampezzo e delle Dolomiti, agenzia Tai di Cadore, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Direzione Centrale Cultura e di varie istituzioni ed enti privati. La mostra sarà visitabile fino al 2 aprile, a ingresso libero, da martedì a domenica, dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. Chiuso il lunedì, e la domenica e il lunedì di Pasqua.

Al Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore vengono eposte una settantina di foto, dalle piccole alle grandi dimensioni, realizzate dai 16 autori con tecniche a collodio umido, off camera, stampa ai sali d’argento e tecnica Beer, fino ad esempi creativi di sviluppo istantaneo Polaroid. Vi appaiono opere di maestri ed esordienti, quali: Alberto Bastia, Daniele Berdon, Serena Bobbo, Ugo Borsatti, Annamaria Castellan, Ennio Demarin, Giacomo Frullani, Marcus Gabriel, Nello Gonzini, Massimiliano Muner, Michela Scagnetti, Tullio Stravisi, Luigi Tolotti, Paolo Toniati, Ezio Turus, e del grande fotografo cadorino Vito Vecellio.

Direttore artistico di “Fotografia Zero Pixel” è il maestro fotografo Ennio Demarin, noto a livello internazionale per le sue sperimentazioni con Polaroid e per i suoi lavori fotografici nei più svariati campi: dalla moda, alla pubblicità, al ritratto, al reportage.

Commenti

commenti

Author: Marta De Zolt

Condividi questi articoli su