La grande guerra sulla Croda Rossa

cover-mursia-2016“Alle ore 10 di sabato 15 dicembre 1917, Dosolédo, piccola perla di case e fienili allineati sotto il sole invernale, è sconvolta da una tremenda tragedia: Sette ragazzini di Dosolédo vengono dilaniati da una bomba austriaca. Sul lunario il proverbio del giorno informa: “Dicembre piglia e non rende”

Italo Zandonella Callegher prende spunto da questo crudele fatto di cronaca per narrare, in un saggio che si legge come un romanzo, le vicende della Grande Guerra sulla Croda Rossa di Popèra dove italiani e austriaci, a pochi metri di distanza fra loro, hanno combattuto battaglie durissime. Gli alpini hanno scalato pareti verticali appesi a corde e scale, traversato abissi profondi, tentato inutilmente di conquistare la cima magistralmente difesa dagli austriaci. Nelle fragili baracche di legno la temperatura raggiungeva i meno 40 gradi e valanghe di inaudita violenza portavano morte e distruzione. In questo ambiente impossibile i soldati di entrambi gli eserciti hanno trascorso due anni e mezzo fra incredibili sofferenze.

Questo libro dedica particolare attenzione alle imprese alpinistiche fatte dai militari per la conquista di incredibili posizioni, le più difficili e illogiche di tutto il fronte alpino. Imprese rimaste sconosciute, grandi salite realizzate loro malgrado da alpini e fanti, da *Kaiserjäger* e *Standschützen*. Sono stati messi in giusta luce gli eroismi e il sacrificio di uomini straordinari come gli italiani Emilio Scotti e Fulvio Ottorino Roscio, gli austriaci Ludwig von Scotti e i fratelli Vinatzer… e tanti altri, italiani e austriaci, parimenti eroici. Senza trascurare le avventure (e le disavventure) di Giovanni Coutandin, del suo battaglione Fenestrelle, dei mitici Volontari Alpini del capitano Coletti e del 7°, dei valorosi Mascabroni del capitano Sala e della verità storica su Italo Lunelli.

“Sono arrivati gli austriaci. Hanno preso possesso del paese come formiche fameliche. Nella fantasia dei poveri, gli invasori dovevano essere belli, forti, pieni di vigore. Invece sono quattro poveracci infangati, pidocchiosi, a stomaco vuoto”

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Author: Marta De Zolt

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