Giovani e futuro: la vera forza della lista civica “Progetto Cadore”

Buona parte del programma elettorale della Lista Civica “Progetto Cadore” è declinata al futuro.

Cosa vogliamo che sia Pieve e il Cadore tra 10, 20 o 30 anni?

Il quesito attraversa ogni capitolo del programma e coinvolge i giovani investendoli di un ruolo da protagonisti nell’ambito della società locale.

Sono soprattutto i giovani la forza vera della Lista Civica “Progetto Cadore”. Sono stati loro a caratterizzarne l’impegno e la prospettiva e da loro arriva l’ultimo invito agli abitanti del comune di Pieve di Cadore, a recarsi alle urne domenica 11 giugno: “Noi siamo pronti a metterci tutto l’impegno possibile ma è necessario innanzi tutto superare l’ostacolo del quorum (ndr – almeno il 50% + 1 dei diritti al voto), quindi fondamentale andare a votare!“.

“Vogliamo allenarci per interpretare al meglio i bisogni delle nostre comunità allo scopo di rispondervi nella maniera più adeguata sul piano amministrativo. Per questo abbiamo aderito con entusiasmo al “Progetto Cadore” apprezzando la disponibilità di alcune persone più grandi, con esperienza, a camminare con noi e ad investire su di noi. Saranno loro ad aiutarci a crescere, ad allenarci per essere protagonisti domani.”

Alessandra Del Favero ha 25 anni, abita a Nebbiù ed è laureata in Ottica. Innamorata della sua terra ha scelto di restare in Cadore nonostante il mercato la invitasse a lasciarlo. Alessandra si occupa di associazionismo: “Una ricchezza che “Progetto Cadore” intende valorizzare di più e meglio. – sostiene Alessandra – Per questo abbiamo messo in programma la creazione di un Consiglio comunale del volontariato e per questo ci siamo proposti di intensificare la comunicazione e gli incontri con tutte le realtà associative che operano sul territorio del Comune di Pieve.”

Anche la Biblioteca è una ricchezza. “In questi anni è stato grazie al volontariato – sostiene Cristina Ghanem, 24 anni di Pieve che studia Diritto internazionale all’Università di Padova – che la Biblioteca comunale ha potuto continuare ad essere un servizio prezioso per la comunità. Noi vorremmo diventasse un punto di riferimento culturale. Per far ciò sarà indispensabile valorizzare l’impegno dei volontari e fare anche un piccolo investimento strutturale.”

Matteo Passuello ha 25 anni, abita a Pieve e fa l’operaio ed è una delle anime dell’Associazione AvanPieve che organizza il Palio, il Carnevale e altre iniziative che coinvolgono i giovani. “Dobbiamo far si che i giovani trovino in Cadore quei momenti di aggregazione, di impegno e di divertimento di cui hanno bisogno. Altrimenti vanno a cercarli altrove. Per questo motivo mi sono candidato, per far si che le istanze dei miei coetanei siano finalmente prese in considerazione seriamente dall’Amministrazione comunale. Sono convinto non serva molto anche perché ci sono le associazioni che si impegnano a fare. L’importante è aiutarle e, soprattutto, non ostacolarle con troppa burocrazia. Tra i nostri obiettivi presentati nel programma, anche l’individuazione di uno spazio destinato e auto-gestito dai giovani.”

Pietro Bortolani è il più giovane candidato della Lista Civica “Progetto Cadore”. Ha 23 anni, abita a Tai e fa l’impiegato. Ha praticato il pattinaggio di velocità fin da bambino e ora guarda allo sport come area di impegno giovanile che non ha pari. “Per questo motivo considero il nostro programma un autentico salto di qualità nell’ambito dell’impegno amministrativo. Se riusciremo a valorizzare, promuovere, migliorare ed arricchire il già buon patrimonio impiantistico di cui dispone il Comune di Pieve potremo essere soddisfatti. E non dobbiamo dimenticare la funzione turistica che hanno gli impianti sportivi. Perché oltre all’attività sportiva dei nostri giovani, i campi sportivi, la piscina, lo stadio del ghiaccio possono aiutarci ad inaugurare una nuova stagione turistica dove lo sport si affianca alle molte attività che si possono intraprendere nel meraviglioso contesto naturale che costituisce la nostra prima grande risorsa della cui preziosità molto spesso non ci rendiamo conto di possedere.”

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Author: Orsola1

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