Alcune linee guida per una Corretta Alimentazione Infantile

Oggi voglio parlarvi di un tema che sta molto a cuore a me come mamma, prima ancora che come nutrizionista, ed è l’alimentazione nella prima infanzia. Nei mesi scorsi ho ricevuto richieste da parte di diverse mamme, che mi hanno spinto a trattare questo argomento.

Vorrei aprire facendo un breve excursus della situazione attuale italiana, citando l’indagine “Okkio alla Salute”, condotta nel 2016 e che ha coinvolto oltre 48.400 genitori e 48.900 bambini di più di 2600 classi terze elementari di tutto il territorio nazionale. Da quest’analisi è emerso che il 21,3% dei bambini partecipanti è in sovrappeso, mentre il 9,3% risulta obeso. Riguardo la variabilità regionale si confermano prevalenze più elevate al Sud e al Centro anche se il gap tra le Regioni è leggermente diminuito nel corso degli anni. Il confronto con le rilevazioni passate, evidenzia un trend di lenta ma costante diminuzione per quanto riguarda la diffusione del sovrappeso e dell’obesità tra i bambini: per l’obesità si passati dal 12% del 2008/2009 al 9,3% del 2016, con una diminuzione relativa del 22,5%, per il sovrappeso si è passati dal 23,2% del 2008/2009 al 21,3% del 2016, con una diminuzione relativa dell’8%. Tuttavia, nonostante questo andamento in calo, l’ultima rilevazione sottolinea la grande diffusione tra i bambini di abitudini alimentari poco salutari, anche se si registra un miglioramento per quanto riguarda il consumo di frutta e verdura (aumentato) e il consumo di bevande zuccherate e/o gassate (diminuito).

E anche riguardo la diffusione di uno stile di vita attivo, i dati 2016 continuano a mostrare elevati valori di inattività fisica e di comportamenti sedentari. Un piccolo spiraglio di luce quindi, lo si riesce a vedere. Questo forse sta a significare che c’è una maggior consapevolezza verso quella che è la Corretta Alimentazione Infantile, che richiede conoscenza, tempo, pazienza da parte di genitori, nonni, parenti e chiunque abbia a carico la salute dei più piccoli. Per questo motivo voglio elencarvi di seguito quelli che sono i consigli che generalmente dispenso ai genitori quando mi chiedono aiuto, e ai

bambini stessi, all’interno dei miei interventi nelle scuole:

Bonificare la casa da cibi “spazzatura” (soprattutto merendine, bibite zuccherate, patatine e snack, dolci,…) di cui il bambino, come tutti i bambini, probabilmente fa uso;
– Educare il bambino a mangiare lentamente, poiché la prima digestione avviene in bocca;
– Imporre al bambino il consumo di un abbondante colazione (cereali o fette biscottate, latte parzialmente scremato o vegetale, yogurt, frutta), ne gioverà la sua salute, il suo umore ed il suo profitto scolastico;
– Insegnare al bambino a consumare i 5 pasti quotidiani, in modo regolare (colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena);
– Promuovere il consumo di frutta e verdura (specialmente quella a km0) e variare la dieta assumendo diversi tipi di cereali, frutta, verdura, pesce, legumi, …
– Inserire nei piatti cibi ricchi in fibra, che aumentano la sazietà (cereali integrali, verdura, frutta, legumi);
– Quando si prepara lo zainetto inserire anche una bottiglietta d’acqua, sia per abituare il bambino a bere frequentemente, sia per evitare il rischio disidratazione, che nei bambini è superiore rispetto agli adulti;
Non utilizzare il cibo come mezzo di pressione (“mangiare tutto ciò che c’è nel piatto”), di ricompensa o consolazione (“se fai il bravo ti compro il gelato”) o di trasformarlo in castigo o minaccia (“andare a letto senza cena”);
Spegnere la tv durante i pasti e consumarli ad orari e luoghi prestabiliti (non dove e quando capita);
– Cercare di consumare i pasti in un clima armonico, di serenità, di dialogo e di motivazione riguardo l’importanza delle diverse pietanze;
Dedicare maggior tempo alla preparazione dei pasti e degli spuntini del proprio figlio, utilizzando prodotti il più possibile naturali, non confezionati;- Coinvolgere il bambino nell’apparecchiare la tavola e nella preparazione delle varie pietanze, cercando di non rimproverarlo se sporca più del necessario;
– Presentare i cibi con fantasia per soddisfare tutti i sensi del bambino e per rendere più invitante il piatto, specialmente se a base di verdure;
Incoraggiare il bambino ad apprezzare i pasti forniti dalla mensa scolastica; se il proprio figlio non accetta il piatto che gli viene fornito, al termine del pasto avrà ancora fame e si sazierà con snack, brioches e merendine varie.
– Cercare di incentivare le attività all’aria aperta (camminate in montagna, ma anche sport invernali come sci, pattinaggio, giochi all’aria aperta, …)

E per concludere, probabilmente il consiglio più importante è quello di DARE IL BUON ESEMPIO, in quanto il comportamento alimentare dei genitori è la più importante fonte di informazione per i bambini!

A cura della Dott.ssa Patrizia De Pol, biologo nutrizionista

 

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Author: Orsola1

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