Andar per boschi a piedi scalzi

In una vita sempre più di corsa dove anche i rapporti umani sono sempre più spesso legati ad una chat in internet è bello riscoprire sensazioni forti come quelle offerte dal camminare scalzi sui prati e nei boschi. Si tratta di pratiche che erano usuali per i nostri vecchi e che oggi ci vengono proposte a pagamento.

Mentre spopola su internet il forest bathing e le camminate nel bosco con piedi scalzi a contatto con il terreno alla riscoperta delle sensazioni tattili e olfattive dimenticate durante le camminate in montagna, noi continuiamo ad interrogarci sulle opportunità che offre il nostro territorio, anche per noi che lo abitiamo giorno dopo giorno.

Come sempre le opportunità che fanno parte della nostra vita quotidiana, per noi, non sono più uno stupore ma la normalità e, talvolta, gli articoli su questa nuova/vecchia moda ci fanno riscoprire quello che c’è dietro le consuetudini che il nostro territorio ha maturato nei secoli.

Partiamo del camminare a piedi scalzi: chiediamolo ai nostri genitori quando camminavano naturalmente nei prati a piedi scalzi (anche perché le scarpe erano poche) o con i famosi “scarpete”. Adesso i cittadini fanno corsi a pagamento dove qualcuno li accompagna mentre camminano scalzi per i sentieri e i prati, ripuliti prima di sassi e rami perigliosi. D’altronde in una vita sempre più di corsa dove anche i rapporti umani sono spesso legati ad una chat in internet, il riscoprire sensazioni basilari come quelli offerti dal camminare scalzi è un valore da riprendere e assaporare. E quindi anche noi, che nei boschi camminiamo sempre, perché sono fuori dalla nostra casa, ricominciamo a toglierci le scarpe e a sentire l’erba sotto i piedi come una deliziosa sensazione di piacere dimenticandoci delle nostre scarpe super accessoriate, imbottite, con solette gelificate e ortopediche. Pochi minuti di sensazioni diverse che ci permettono di entrare in contatto con la natura.
Ma il forest bathing significa proprio immergersi nel bosco e respirare i positivi vapori che provengono dalle piante. Il topo lo si raggiunge entrando in un bosco di piante resinose come l’abete, il larice, il pino. Magico è il profumo del ginepro, del cirmolo o del pino mugo di alta quota. E respirare questi terpeni liberati dagli alberi diventa una cura contro le patologie respiratorie e quelle mentali.

Il camminare nel bosco libera endorfine positive che ci fanno sentire bene e che danno un benessere che continua ben oltre la passeggiata. Per questo il forest bathing è stato studiato in tutto il mondo dal punto di vista scientico per capire il motivo dei benefici effetti. Insomma siamo animali che hanno bisogno di stare vicino alla natura e non chiusi dentro un palazzo, quindi ricordiamoci che la passeggiata giornaliera per chi può o almeno bisettimanale per chi non vive qui, è salutare per tutti.

Quando guardiamo in internet i programmi settimanali di forest bathing offerti a gruppi di turisti, ci stupiamo di quanto facilmente potremmo fare anche noi queste proposte e di come le nostre tradizioni siano vicine ad una qualità di vita che oggi capiamo anche dal punto di vista scientifico.

Quindi viva i bagni di bosco e i piedi scalzi sul terreno, ripulito.

 

Francesca Larese Filon

Articolo tratto da IL CADORE n.1-2018


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Author: Orsola1

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