Forte di Monte Ricco: a giugno 2018 il progetto Tiziano Contemporaneo

Riportiamo il comunicato stampa di Dolomiti Contemporanee inerente alla ormai prossima inaugurazione della mostra ispirata al Maestro Tiziano, presso la magnifica sede del Forte di Monte Ricco:

<<A maggio 2017, a seguito di un lungo ed esemplare restauro voluto dall’amministrazione comunale, e realizzato grazia al sostegno fondamentale di Fondazione Cariverona, il Forte di Monte Ricco di Pieve di Cadore è stato finalmente riaperto al pubblico.
Gli enti gestori della struttura sono oggi la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore e la Fondazione Museo dell’Occhiale onlus, che hanno affidato a Dolomiti Contemporanee la curatela dei contenuti culturali e artistici, avviando una collaborazione triennale.
La prima mostra, Fuocoapaesaggio, conclusasi ad ottobre scorso, ha consentito a migliaia di persone di salire al Forte, scoprendone le straordinarie virtù, e attrezzandolo a laboratorio creativo di rigenerazione: rigenerazione di sé stesso, ed anche della sua terra, che dal rilancio della struttura, se si saprà lavorar bene, potrà di certo tranne vantaggi e opportunità ulteriori di valorizzazione.

A fine giugno 2018, a Monte Ricco verrà inaugurata una seconda grande mostra collettiva, ancora curata da Dolomiti Contemporanee (Gianluca D’Incà Levis, Riccardo Caldura, Petra Cason i curatori dell’esposizione). Essa vedrà all’opera una selezione di una ventina tra i migliori artisti contemporanei emergenti in Italia.
La mostra consentirà di sviluppare ulteriormente il processo di affermazione di questo spazio straordinario quale centro di produzione artistico e sede espositiva, una cellula attiva del territorio, nella prospettiva di una affermazione del Forte quale collettore dinamico di esperienze culturali e sociali importanti e di qualità.

I contenuti definitivi ed il concept generale della mostra, così come i nomi degli artisti, molti dei quali sono già al lavoro, verranno comunicati più avanti.
Abbiamo deciso però di anticipare uno dei temi che verranno trattati nella mostra: il progetto Tiziano Contemporaneo, già lanciato nel 2017 da Dolomiti Contemporanee, proprio a Monte Ricco.
Un progetto forte, dotato di un potenziale evidente, di una strategia articolata sul lungo periodo, capace di connettere lo straordinario valore culturale di Tiziano ai luoghi della sua vicenda personale e artistica, attraverso la contemporaneità, per fondare un ragionamento critico proiettivo, e avviare un programma culturale di lungo periodo.

La Residenza attivata nel 2017 a Pieve di Cadore dalla Fondazione Tiziano ospiterà anche quest’anno gli artisti, consentendo loro di interagire con il contesto, ambientale, culturale, e sociale del paese natale di Tiziano.

Qui di seguito, un testo di Gianluca D’Incà Levis, curatore di Dolomiti Contemporanee, che riflette sul senso, e sulla potenzialità, di Tiziano Contemporaneo.

Tiziano Contemporaneo: l’idea

Tiziano Contemporaneo (TC) è un progetto avviato da Dolomiti Contemporanee (DC) nel 2017, all’interno della mostra collettiva Fuocoapaesaggio, e che ora prende quota e vigore.

Tiziano Contemporaneo è un progetto ad alto potenziale, che sorge nella terra di Tiziano, per svilupparsi qui nella sua prima fase (triennale), con l’obbiettivo di espandersi poi, attraverso la costruzione di una serie di relazioni e nessi con importanti Istituzioni e Musei italiani e stranieri, tutti accomunati da un interesse vivo, e non solamente storico e filologico, nei confronti di Tiziano.

L’eredità del maestro cadorino – campione rivoluzionario della modernità- è grandiosa. Una luce: universale. Da sempre egli ispira gli artisti maggiormente rinnovativi. Ciò naturalmente accade anche nella contemporaneità, che non è un’epoca o un’espressione storiografica, ma il capo cangiante del flusso organico della cultura e della storia. Pensiamo a Jannis Kounellis, o a Gerhard Richter, due tra i mille. Alla grande mostra sul non finito con cui nel 2016 il Met di New York si è aperto al contemporaneo: l’esposizione all’ex Whitney Museum si apriva con un’opera del 1570: il Marsia.
Il contemporaneo stesso è un’opzione del non finito: quale straordinaria libertà esplorativa, esso, sempre aprendo, non può in alcun modo chiudere.
Le grandi opere sono specchi vibratili: ecco perchè ispirano sempre, e saltano (fanno il salto: consentono di fare il salto). Fanno le epoche, e poi le saltano, travalicando le periodizzazioni schematiche, e alimentando la coscienza critica.

TC porta l’arte contemporanea, che è una delle funzioni elevate attraverso cui l’uomo agisce nel mondo e sulla storia attraverso l’intelletto, lo spirito, la capacità di rinnovamento e la forma (ovvero attraverso la cultura), a contatto diretto con Tiziano e con i luoghi della sua vita e lavoro: Pieve di Cadore e Venezia innanzitutto.

Una selezione di giovani artisti, italiani e stranieri, viene invitata a conoscere i luoghi tizianeschi, ed a lavorarvi, grazie alla disponibilità di una Residenza artistica attivata a Pieve di Cadore e dalla Fondazione Tiziano nel 2017.

Il maestro non va considerato come una figura sacra e intangibile, la sua eredità va continuamente riprocessata: ciò vale per ogni risorsa preziosa, che costituisce un’opportunità di crescita per chiunque sappia approcciarla proiettivamente, con le debite misure d’attenzione -che non corrispondono a placide deferenze.

TC ribadisce un’evidenza: Tiziano non è morto nel sedicesimo secolo: egli vive, il suo esempio è eternamente presente a ognuno.

Nel 2017, i primi tre artisti si sono cimentati su questo tema, avviando di fatto la prima fase di TC.
I lavori di Paola Angelini, Sophie Ko, David Casini, hanno sviluppato tematismi di ricerca legati a Tiziano, alla sua produzione pittorica e iconografia, trovando posto nelle sale del Forte di Monte Ricco, sul colle di Pieve di Cadore, poco distante dalla casa del maestro.

Contesto territoriale e culturale

Tiziano nacque a Pieve di Cadore, dov’è la sua casa natale, e dove oggi è la sede della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, nata nel 2003 su iniziativa della Magnifica Comunità di Cadore.
La Fondazione Tiziano promuove la ricerca sull’opera e sulla figura del grande Pittore. Si avvale di un consiglio scientifico internazionale, del quale fanno parte Bernard Aikema, Stefania Mason, Enrico Maria Dal Pozzolo, Miguel Falomir, Sylvia Ferino-Pagden, Augusto Gentili, Frederik Hilchmann.
La Fondazione Tiziano è responsabile della selezione dei contenuti culturali e artistici del Forte, tra cui quelli curati da DC.
E’ uno dei quasi cinquecento partner che innervano la rete DC, e che concedono al progetto la possibilità di esistere e di sviluppare continuamente progettualità rigenerative.

Tiziano, come lo stesso territorio montano dolomitico, come le fabbriche e i siti cospicui, abbandonati o depressi, della cui riattivazione responsabilmente Dolomiti Contemporanee si occupa dal 2011: tutto ciò rappresenta una vasta risorsa, che come tale va ogni giorno ripensata e spinta, pena la sua mancata valorizzazione, che spesso giunge addirittura all’atrofizzazione e alla perdita di tale potenziale, o di parte di esso: i potenziali, infatti, vanno alimentati, altrimenti restano tali.

La rete di sostegno a DC annovera Istituzioni e amministrazioni, partner culturali e artistici italiani e internazionali, enti legati alla ricerca; Università e Scuole d’arte, aziende e soggetti territoriali.
Ciò consente di integrare l’arte contemporanea e le buone pratiche ai meccanismi di governo del territorio, evitando il pericoloso e limitante autoconfinamento delle pratiche creative all’interno di aree superspecifiche, scollegata dalle strategie di sviluppo del territorio stesso, e dalle persone che lo abitano.

Con Tiziano contemporaneo non si prevede di operare esclusivamente a Pieve di Cadore: gli altri siti e Residenze di Dolomiti Contemporanee, come l’ex Villaggio Eni di Borca di Cadore e il Nuovo Spazio di Casso al Vajont, sono fulcri di attivazione ulteriori, ben accesi nella regione dolomitica.
Posti in rete tra loro, disegnano una geografia critica del Paesaggio, operando alla riprocessazione di parti perdute o sottoutilizzate del Patrimonio, storico, artistico, architettonico, culturale, ambientale.
Tutte queste stazioni accendono processualità rigenerative, che integrano le funzioni poietiche e di progetto. Artisti, architetti, designer, paesaggisti, economisti, innovatori, filosofi, scienziati, concorrono al ripensamento e all’attualizzazione della risorsa disponibile.
La strategia di progetto, incentrata sulle reti integrate, crea rapporti tra tutti costoro, alimentando una riflessione operativa sul significato e sul destino dei luoghi e delle pratiche stesse con cui l’uomo alimenta il Paesaggio.

La circolazione delle persone e delle esperienze, sul territorio e fuori da esso, è alla base di una metodologia che valorizza ed espande quelle risorse locali che possiedono un potenziale elevato, e che devono essere messe a disposizione di ognuno.

Il rapporto delle terre alte con gli altri territori, fisici e culturali, in cui Tiziano fu attivo, è un tema essenziale.
In tal senso, è con Venezia naturalmente che va ricomposto un primo asse di forza. 

Senza voler condurre il ragionamento negli ambiti di marketing territoriale, turismo e branding, è evidente che le connessioni tematiche tra Venezia Unesco e le Dolomiti Unesco andrebbero coltivate.
L’Accademia di Belle Arti di Venezia e la Fondazione Bevilacqua La Masa, con cui DC collabora da sempre, sono due dei soggetti che consideriamo necessario, e naturale, coinvolgere in questa progettualità aperta.
Dal 2011 ad oggi, decine e decine di studenti e giovani artisti formatisi in laguna sono saliti alla montagna, trovando qui un grande spazio di stimolo, e contribuendo ad alimentare il nostro grande cantiere contemporaneo diffuso nel paesaggio.

E pensiamo anche, naturalmente, alle Galleria dell’Accademia, dove, nel 2015, Paola Angelini ebbe la possibilità di ritrarre dal vero la Pietà di Tiziano, per riportarta poi, trasfigurata nella propria opera potente, al Forte di Monte Ricco.

Tiziano Vecellio è un colosso.
L’eredità artistica e culturale di questo maestro è sconfinata.
Per cinque secoli, artisti di ogni tempo l’hanno preso ad esempio, apprendendo avidamente da lui.
Anche l’arte moderna e contemporanea.
Francis Bacon.
Kounellis.
Ed oggi?
Oggi è come ieri, e come domani, perché l’eredità tizianesca è un lascito eterno.
Che va però riprocessato nella contemporaneità, introiettendone la materia viva, e creando di lì un nuovo campo di forze attive.


Gianluca D’Incà Levis, curatore di Dolomiti Contemporanee (febbraio 2018, Corte di Cadore).>>

INFO:

info@dolomiticontemporanee.net

press@dolomiticontemporanee.net

www.dolomiticontemporanee.net

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Author: Orsola1

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