Quella indimenticabile battaglia di Rusecco

Quella indimenticabile battaglia. La battaglia di Rusecco nota anche come la battaglia di Cadore.

È stata combattuta il 2 marzo 1508, giusto 510 anni fa, in una zona attraversata dal torrente Ru Secco tra i paesi di Valle, Nebbiù e Tai di Cadore. A fronteggiarsi sono stati i soldati della Serenissima Repubblica di Venezia, comandati da Bartolomeo D’Alviano, e l’esercito di Massimiliano I d’Asburgo, imperatore d’Austria, comandato dal duca Enrico di Brunswick.

Uno scontro cruentissimo che deve essere ricordato come monito. Con queste finalità l’evento è stato ricordato dal Comune di Valle e dalla Regola di Nebbiù con il patrocinio della Magnifica Comunità di Cadore.

La battaglia fu vinta dai veneziani e dai cadorini che pur contavano molti meno soldati di quelli schierati dall’Impratore Massimiliano. I morti furono poco meno di 2000. “Un’ecatombe. – ha avuto modo di spiegare lo storico Giovanni De Donà invitato a raccontare la battaglia – Lo scontro durò meno di mezz’ora ma fu talmente cruenta che lo stesso Tiziano Vecellio volle raffigurarne la cruenza in un dipinto gigantesco a Palazzo Ducale a Venezia”.

Il racconto di De Donà è stato intervallato dai brani musicali di Andrea Da Cortà. Un programma che ha coinvolto i numerosi presenti al Centro Polifunzionale di Valle di Cadore che al mattino aveva ospitato gli alunni delle Scuole elementari ai quali Matteo Da Deppo ha parlato dello storico scontro di Rusecco.

L’incontro della sera, invece, l’ha introdotto il direttore de Il Cadore Bepi Casagrande che poi ha lasciato la parola alla sindaca di Valle Marianna Hoffer e al presidente della Magnifica Comunità di Cadore Renzo Bortolot, presente anche il marigo della Regola di Nebbiù Francesco Costella. Lo storico Giovanni De Donà ha presentato la battaglia raccontata dall’ufficialità e poi ha spiegato cos’è successo realmente.

“Non è stato solo un aspro combattimento tra l’esercito veneziano comandato da Bartolomeo D’Alviano, e l’esercito di Massimiliano I d’Asburgo, imperatore d’Austria, comandato dal duca Enrico di Brunswick. – ha spiegato De Donà – È stato un intervento shoccante passato alla storia per la sua crudezza. Il tutto si è svolto su un terreno innevato. I veneziani e i cadorini hanno intrappolato l’esercito austriaco che è stato decimato”.

I soldati che non sono morti in combattimento si sono arresi. Ma i veneziani non hanno fatto prigionieri.

 

 

Articolo tratto da IL CADORE n.4-2018


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Author: Orsola1

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