Non solo Tiziano, il Cadore riscopre Guglielmo Talamini, il “ritrattista” delle Dolomiti

La mostra “Guglielmo Talamini, 1918 – 2018: le origini, l’arte, la solitudine tra le Dolomiti e Asolo”, allestita al Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, è stata inaugurata domenica 1 luglio con una cerimonia che si è svolta tra la Sala consiliare del Municipio di Pieve di Cadore e il Palazzo della Magnifica: essa è il punto di partenza del percorso artistico e turistico che la Magnifica Comunità di Cadore, Belluno, e il Museo civico di Asolo, Treviso, hanno costruito insieme e dedicano ai cento anni dalla scomparsa del pittore Guglielmo Talamini* (Vodo di Cadore, 1867 – Faenza, 1918), visitabile in entrambe le località fino a domenica 14 ottobre 2018.

Guglielmo Talamini, artista cadorino vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento inseguendo tenacemente la propria vocazione, è considerato il pioniere di una nuova forma d’arte per l’alto Veneto, che vede l’inserimento di nuove forme pittoriche e lo stravolgere degli antichi valori classici.

L’esposizione di Pieve di Cadore è incentrata sulla riscoperta delle origini cadorine e montane del pittore, che rappresenta il pioniere dell’arte del Novecento nell’alta provincia di Belluno. Egli è testimone e narratore dei paesaggi e dei volti della gente cadorina della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento e l’esposizione di Pieve permetterà al visitatore di conoscere i volti e gli spaccati di vita rurale del primo Novecento, in un’analisi completa dell’opera di ricerca sul paesaggio delle Dolomiti venete. Talamini racconta la sua terra natia immortalandone i paesaggi e soprattutto le genti, indagando sui volti segnati dal tempo e dai sentimenti; i suoi ritratti sono particolarmente intensi, in essi riesce a cogliere le sfumature degli sguardi e a intravvedere i pensieri di cui gli occhi sono specchio. L’esposizione si svilupperà seguendo due grandi tematiche: “Il Cadore, la famiglia, la sua gente” e “Il paesaggio dolomitico”.

Particolare attenzione merita il “Ritratto di centenaria”, presentato nel 1909 alla Biennale d’arte di Venezia (opera prestata dal Museo di Asolo), che la critica all’epoca avvicinò all’opera dei fiamminghi e in particolare di Rembrandt, così come il “Ritratto del dottor Keppler” e i due ritratti della nipote prediletta Angelina, che svelano un artista sobrio ed efficace.

“I ritratti di Talamini, – ha spiegato Massimo De Grassi, curatore della biografia dell’artista e del catalogo della mostra – in un’epoca in cui il ritratto era un’opera su commissione, furono invece liberi da logiche commerciali. In essi sperimentò diverse tecniche, rivelando una straordinaria dimestichezza e bravura in particolare con il pastello. Anche le vedute delle sue montagne, realizzate in modo seriale nelle diverse stagioni, possono essere intrpretate con un “ritratto” del paesaggio”.

A Vodo di Cadore, inoltre, sarà possibile visitare la seicentesca casa di famiglia di Talamini, dove egli nacque, costruita in muratura di sasso e composta dai tradizionali ambienti delle storiche abitazioni del territorio: la loda (spazio di collegamento tra gli ambienti principali), la legnaia, la stalla, il larin (grande camino sacro ai Lari, gli spiriti del focolare).

L’esposizione di Asolo è tutta incentrata sulla ricostruzione storico – artistica attorno all’opera simbolo del periodo asolano, “La vendemmia asolana”, una tela di grandi dimensioni in cui è sintetizzata l’intera parabola artistica del pittore e che, come ha sottolineato De Grassi, “anticipa di un decennio il Realismo magico della pittura italiana degli anni Venti”. La mostra asolana, con le sue 25 opere realizzate con le tecniche più varie ed esposte nelle 3 sale al primo piano del Museo Civico, approfondisce quattro filoni tematici: “Guglielmo Talamini e Asolo”, “La vendemmia asolana e il tema delle muse”, “La luce della natura” e “Sperimentazioni”.

Le sinergie territoriali. La duplice mostra non costituisce solo l’occasione per approfondire la conoscenza dell’arte veneta del Novecento e per scoprire la pittura di uno dei suoi protagonisti, essa rappresenta anche un progetto di promozione del territorio, condivisa anche dalle varie associazioni di categoria delle due aree coinvolte, che si pone l’obiettivo di collegare la realtà culturale e paesaggistica della montagna e quella della pianura.

L’Azienda agricola Dal Bello di Asolo ha prodotto una bottiglia limited edition di Asolo Prosecco Docg con la riproduzione di “Vendemmia asolana” sull’etichetta, omaggio al Centenario di Guglielmo Talamini: un’iniziativa che si inserisce nell’Anno del cibo italiano, promosso dai Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dei beni culturali e del turismo.

*Guglielmo Talamini nacque a Vodo di Cadore (Belluno) il 25 dicembre 1867, fu avviato agli studi tecnici ad Oderzo (Treviso) e trovò in seguito impiego in una ditta di legname: la vocazione pittorica ebbe tuttavia il sopravvento, l’artista lasciò il lavoro certo e nel 1885 iniziò a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Venezia, distinguendosi tra i migliori allievi, e l’Accademia di Monaco di Baviera. Nel 1899 esordì alla Biennale di Venezia con due tele, “Ritratto dell’Autore” e “Ritratto di bambina”, partecipando all’esposizione internazionale poi nel 1901, 1903, 1905, 1909, 1910, 1912 e 1914. Nel 1904 due dipinti partecipano all’Esposizione Universale di Saint Luis e nel 1905 una sua opera prende parte all’Esposizione internazionale di Monaco di Baviera. Nel 1906 è invece presente all’Esposizione di Milano con un nudo di donna molto apprezzato dalla critica e in questo periodo espone pure a Vienna, Torino e Firenze. Nel 1909 per l’inaugurazione di un refettorio a Bagni di Lucca realizza “Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci”. Talamini risiedette ad Asolo per tutto il 1917, partendo solo al precipitare degli eventi bellici, e morì a Faenza, città d’origine della moglie, la nobildonna Angelina Acquaviva, il 28 febbraio 1918. Nel 1935 nel contesto della Biennale di Venezia fu organizzata una mostra commemorativa a lui dedicata.

Orari di apertura della mostra di Pieve di Cadore:
tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30

Per informazioni:
Magnifica Comunità di Cadore:
www.magnificacomunitadicadore.it, tel. 0435 32262, info@magnificacomunitadicadore.it
Museo civico di Asolo:
www.museoasolo.it, tel. 0423 952313, info@museoasolo.it; Ufficio Cultura Comune di Asolo tel. 0423 524637

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Author: NC staff

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