Nell’antico Borgo di Damos è nata un’Azienda Agricola

Sono iniziati i lavori di ricostruzione della casa della famiglia di Renzo Zangrando a Damos. Vogliamo iniziare con questa notizia il racconto che riguarda Damos, la sua storia e il suo futuro. E lo facciamo perché ha fatto male anche a noi cosa è successo il 7 agosto del 2015 quando un violento quanto misterioso incendio distrusse quasi completamente la casa di Renzo. Ora i ruderi sono stati demoliti e al loro posto stanno nascendo delle strutture nuove e moderne. La casa, che si trova in territorio di Valle di Cadore, è stata abitata regolarmente fino alla morte di Aldo Da Damos avvenuta nel 2004.

Dopo il rovinoso incendio Renzo disse: “Sto pensando al futuro e alla possibilità di ricostruire la casa”.
E così è stato.
“In realtà – ci ha detto – non sarà più un semplice edificio rurale, com’era prima dell’incendio. Ma sarà la sede dell’Azienda Agricola Damos, un’attività nata su iniziativa di mio figlio Giacomo e con il supporto di tutta la famiglia. Giacomo ha scelto di vivere in armonia e nel rispetto dell’ambiente, producendo erbe officinali per la realizzazione di prodotti per la cura del corpo e della salute dell’uomo”.

Come sarà la nuova costruzione?
“Le dimensioni esterne saranno identiche ma al primo piano, dove in precedenza c’era la stalla, sarà realizzato un laboratorio per il trattamento delle erbe officinali e dei fiori. Al secondo piano sarà realizzato un salone che potrà essere utilizzato sia come deposito per i nostri prodotti, sia per la vendita e come luogo d’incontro. In futuro non è escluso che sia adibito anche a convegni e come luogo di studi su temi ambientali e culturali. Infine abbiamo previsto delle camere nelle quali ospitare delle persone che vogliano vivere in stretto contatto con la natura e con la straordinarietà dei luoghi. Non dimentichiamo che a pochi passi c’è la chiesetta dedicata ai Santi Andrea e Giovanni. Un autentico gioiello del ‘300, appartenente alla parrocchia di Tai, che conserva un affresco di grande valore artistico e storico, scoperto negli anni ‘80. La chiesetta è stata scelta come simbolo dal Gruppo Alpini di Pieve di Cadore e ogni anno diventa il centro di una festa molto partecipata”.

Com’è nata l’idea dell’Azienda Agricola?
“Avevamo appena assorbito il pesante colpo dell’incendio che aveva distrutto la casa, quando, ragionando sul futuro, mio figlio Giacomo decide di trasferire “sul campo” le proprie competenze in materia di fiori e piante officinali dai quali ricavare cosmetici naturali attraverso un complesso processo di trasformazione. Avevamo a disposizione circa 10.000 metri quadrati di terreno quasi pianeggiante. E siamo partiti impiantando le prime piante officinali e i primi fiori: calendula, echinacea, malva, menta, lavanda ma anche ortica, tarassaco e…. patata. Abbiamo puntato sulla coltivazione rigorosamente biologica di questi prodotti. Il territorio rigoglioso e un anno fortunato, hanno ricambiato il nostro impegno regalandoci un prodotto abbondante di calendula, malva, lavanda, iperico, menta, ma sopratutto patate di montagna I fiori vengono essiccati con metodi naturali da un’Azienda certificata che offre tutte le garanzie sulla lavorazione. I nostri fiori e le nostre erbe già ora sono utilizzati come gli ingredienti base per prodotti cosmetici e per la cura del corpo. La scelta dei nomi dei prodotti non è stata casuale: abbiamo scelto nomi poetici e accattivanti in grado di sollecitare particolarmente la fantasia femminile. Così sono nati “E adesso baciami”, un balsamo per la cura delle labbra; “un fiore è come un bacio” (estratto di calendula) e così via. La data ufficiale della nascita dell’ Azienda Agricola è il 15 ottobre del 2017 ed è stata festeggiata rendendo omaggio alla patata veramente speciale coltivata da Giacomo. Anche alla patata abbiamo attribuito un nome: “spirito libero” per le sue forme strane.

La novità maggiore tra quelle esibite riguarda l’utilizzo dei fiori coltivati nei campi di Damos, non solo per le creme, ma anche come alimento.
“Si è vero – ci ha spiegato Giacomo – Alcuni dei fiori che nei giorni di luglio si sono aperti mostrando tutta la loro bellezza sono commestibili e sono sempre più utilizzati anche nelle cucine dei ristoranti di alto livello. Prendiamo la Calendula. Con il suo fiore si possono fare insalate, risotti, frittate e anche dolci”.

La campagna di Damos, dunque, non finisce mai di sorprendere!

di Vittore Doro

 

Articolo tratto da IL CADORE n.8-2018


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Author: NC staff

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