Claudio Novelli: è cadorino il nuovo campione del mondo di kickboxing

Chi è Claudio Novelli? Presentati ai nostri lettori. 
Ho 43 anni e vivo a Caralte di Cadore insieme alla mia compagna di vita Pamela e alle mie due splendide bimbe Beatrice e Angelica.
Di lavoro insegno pugilato e kickboxing a Valle di Cadore e a Sedico e sono inoltre iscritto al primo anno della facoltà di scienze motorie.

Parlaci della tua carriera sportiva. Come e quando hai iniziato? 
La mia carriera sportiva è iniziata nel lontano 1982, quando avevo 6 anni. Iniziai la pratica del karate, spinto dall’esaltazione dei film di Bruce Lee, a casa cercavo di rompere le tavolette con le  mani e tiravo calci e pugni alle mie sorelle. Mia madre mi iscrisse alla ricerca di una valvola di sfogo. Praticai il karate per parecchi anni, disputando numerose gare in Italia e all’estero, anche con ottimi risultati, poi nel 1999 cominciai mi innamorai della boxe. Dopo 21 combattimenti di boxe, nel 2007 arrivò il kickboxing. Attualmente sono in possesso di tre cinture nere, karate, shoot boxe e kickboxing, sono l’unico Maestro di kickboxing della Provincia di Belluno e sono tecnico Federale di pugilato. E infine sono anche Tecnico dell’età evolutiva.

Sei appena tornato dai Campionati mondiali di kickboxing. Abbiamo sentito che è andata alla grande… vero? 
I campionati MONDIALI “SENIOR & VETERANS “, quest’anno si sono svolti ad Antalya, in Turchia: io rappresentavo l’Italia nella categoria Veterans – 84 kg. E’ una categoria molto particolare quella dei veterani, composta da gente che di lavoro come me vive di questi sport. Sono spesso ex agonisti di svariate discipline di sport di combattimento e arti marziali, gente insomma che vive in palestra, ossi duri, anche con il
meno bravo ne esce sempre una battaglia. L’anno scorso ai campionati Europei a Bratislava ero arrivato secondo, quest’anno ai mondiali non ero tra i favoriti (nella categoria degli 84 kg sono anche il più basso, con i miei 175 cm) ma mi sono allenato molto e non ho lasciato nulla al caso, così ho vinto!

Per la preparazione atletica mi preparo io il piano di allenamento, a Caralte inoltre c’è un bellissimo “percorso vita”, una vera e propria palestra all’aperto. Poi Col di Caralte con le sue salite è perfetto per gli allenamenti cardiovascolari: abitare in montagna è molto vantaggioso sotto questo punto di vista. Quando vedo i miei avversari che mettono i loro video di allenamento sui social, su e giù per le scalinate in città sui tapis roulant inclinati per ricreare la salita, psicologicamente mi sento rinforzato.

Quanti combattimenti hai affrontato per vincere il mondiale? 
Ho sostenuto 3 combattimenti. Il primo contro il campione Europeo in carica, l’Ungherese, si è riproposta la finale di Bratislava, stavolta però con un risultato diverso. Mi ero preparato a lungo su di lui, avevo guardato e riguardato cento volte il nostro combattimento e stavolta ho vinto io nettamente. E’ stato bello prendermi la rivincita, poi in un contesto ancora più prestigioso! 
Poi è stato il turno del Sud Africano: sinceramente non mi ha impensierito minimamente, lo ho anche steso con un gancio sinistro, avevo solo paura che potesse farmi male involontariamente magari con una gomitata, ma così non è stato. E poi la finale contro il Canadese Terry Sulkye: alto, con grandi doti di resistenza, vedendolo combattere devo essere sincero ero intimorito, andava solo avanti, mai un passo indietro, prima di me era passato sopra a tutti gli avversari facendoli uscire distrutti. 
Quando ci siamo trovati uno di fronte all’altro lo ho visto molto spavaldo, mi sorrideva in segno di sfida: quando gli tirato la prima scarica di pugni si è messo a ridere e anche quando gli ho portato la seconda; alla terza invece l’ho visto confuso. Così l’ho invitato a colpirmi e poi è cominciato un combattimento che ha esaltato il pubblico, nessuno dei due si è tirato indietro. 
Negli ultimi secondi ho messo a segno una serie colpi puliti, ho bloccato e schivato i suoi e quando è suonata la campana ho visto tutta la squadra italiana che esultava, così ho capito da loro che avevo compiuto l’impresa.

Da quel momento è cominciato un susseguirsi di emozioni: mi ero promesso di non piangere, ma alla fine non ce l’ho fatta! 

Prossime gare in programma?
Credo che la prossima alla quale parteciperò sarà la KARLOVAC OPEN, in Croazia, gara internazionale che si tiene in febbraio.  Dopo questa vittoria ho ritrovato gli stimoli giusti per allenarmi.

Perché i genitori dovrebbero avvicinare i loro figli alle tue discipline? 
Credo che il pugilato e la kickboxing siano sport molto formativi, aiutano il giovane nella crescita fisica, essendo discipline complete, ma anche psicologiche. Sono sport complessi nei quali bisogna ragionare in tempi brevi, in situazioni di stress, aiutano a conoscere le proprie debolezze e i propri punti di forza, inoltre sono ottimi per l’autodifesa. Di violento non c’è niente, la violenza è la violazione delle regole e in questi sport le regole sono ben chiare, e vanno rispettate. Io consiglierei a tutti di provarli quantomeno, tanto per avere una idea di cosa si tratta. Sicuramente bisogna affidarsi a degli istruttori seri.

Contatti: ASD Boxing Club Belluno

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Author: NC staff

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