Alta Via 1 e 3 – Giau Monte Rite

Secondo giorno. Lasciato il rifugio scendiamo leggermente al passo Staulanza (1766 m), per poi aggirare tutta la mole del Pelmetto e del Pelmo, fino al rifugio Venezia Alba Maria De Luca (1946 m). Una piccola deviazione potrà essere fatta per visitare le orme dei dinosauri. Dai Campi di Rutorto scendiamo verso Naiarón (1800 m) per aggirare il monte Pena. Risalita forcella Campestrìn (1856 m), camminiamo sui bordi dell’importante biotopo dei laghetti del Serla; dopo un breve tratto sulla strada di Ciandolàda, raggiungiamo il rifugio Giampietro Talamini (1582 m), recentemente ristrutturato dal comune di Vodo e costruito su terreno della locale Regola. Nella zona sorgono molti fienili (dotati di cucina, stalla e deposito per il fieno), oggi riadattati quasi a villette. Questi manufatti costituivano un tempo un vero e proprio insediamento estivo, dove tutta la famiglia agricoltrice si trasferiva per trascorrere i mesi dedicati allo sfalcio dei prati. Il fieno veniva poi stipato negli stessi fienili, e portato a valle nella stagione invernale attraverso l’utilizzo di slitte.
L’escursione potrebbe terminare qui, con la discesa a Vodo o Zoppè di Cadore. Per chi volesse proseguire, transitando per forcella Vall’Inferna (importante area mineraria), risaliamo le pendici settentrionali del monte Rite (2183 m). Considerata la posizione strategica e la vista panoramica sulla Valle del Boite, del Piave e del Maè, qui fu costruito un forte per la Grande Guerra, ristrutturato dalla Regione Veneto per ospitare il Messner Mountain Museum Dolomites e il rifugio Dolomites. Per la comoda strada militare sterrata o per l’erto sentiero guadagniamo il passo Cibiana (1530 m).

Foto: tramonto su Sorapìs e Antelao dal Monte Rite (Mauro De Vido e Sabrina Menegus)

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