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Discussione: Frana A Borca Di Cadore 18.07.2009

  1. #1
    Member L'avatar di Marydj
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    Predefinito Frana A Borca Di Cadore 18.07.2009

    In questo video sono state raccolte le foto che descrivono il drammatico giorno del 18 luglio 2009 e il giorno dopo. La roa, così chiamata qua, è il composto di acqua, fango, sassi e ghiaia che ha colpito la popolazione di Cancia, verso le 4 del mattino. Voglio ricordare che non è la prima volta, le più recenti frane sono del 1994 e del 1996, ma questa volta è stata una tragedia perché sono morte due persone. Questa sorta di gavettone di montagna, che era già lì minaccioso (chi di dovere lo sapeva, ma il tempo trascorreva senza che si procedesse ad attuare gli interventi giudicati più idonei) e che passava di mano in mano e di progetto in progetto, ad un certo punto, complici le condizioni del tempo particolarmente avverse, si è rotto. E ha provocato la frana. Che in pochi secondi ha colpito chi si trovava in quella traiettoria, travolgendo il territorio e le abitazioni, tra cui la casa di un'anziana donna e il figlio che sono rimasti sepolti.
    Un sensore avrebbe dovuto dare l'allarme, un bacino o vasca di contenimento appositamente predisposto ma insufficiente, avrebbe dovuto contenere la portata della frana, le reti metalliche frenarne la forza. Ma nulla ha funzionato.
    Eppure sono anni, anzi secoli (1868) che la zona è considerata ad alto rischio. Andate al sito www.franadicancia.info oppure cercate in google frana di cancia, troverete molto materiale. Io ci abito e vi posso dire che questa volta mi ha lasciato il segno. Ogni santa volta che arriva un temporale molto forte,l'ansia sale tra noi di Cancia e viviamo nel terrore che risucceda da un giorno all'altro.


  2. #2
    Senior Member L'avatar di Aurora
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    proprio oggi questo articolo sul Corriere delle Alpi:

    Frana di Cancia, il Comitato: «Provincia, vergogna»
    «C'è un muro di gomma: bloccheremo il Giro o chiameremo il Gabibbo»

    di Alessandra Segafreddo

    BORCA. «Vergogna»: questo il grido di dolore degli abitanti di Borca, membri del comitato civico per Cancia. A 539 giorni dalla frana che il 18 luglio del 2009 travolse l'abitato e uccise due borcesi, Nina e Adriano Zanetti, i cittadini vogliono risposte concrete. «A Cancia», dicono, «la pazienza sta per finire. Sono passati 18 mesi da quando la nostra comunità e il nostro paese sono stati segnati dalla tragedia; e ancora niente». Mesi nei quali, come ricordano i cittadini, a Borca si è vissuto con paura e speranza, rabbia e rassegnazione, delusione e pessimismo. All'indomani della frana tutte le forze politiche comunali, provinciali e regionali erano sul posto. Riunioni urgenti, previsioni progettuali. Poi la Provincia ha affidato l'incarico di valutare una soluzione a Domenico Tropeano, tecnico del Cnr. Tropeano ha dato la sua soluzione, che contrastava la realizzazione di un vascone di accumulo da costruire sopra l'abitato di Cancia e vedeva, invece, la necessità di far defluire la colata in maniera naturale, prendendo in considerazione anche l'ipotesi di demolire alcune case costruite proprio sotto la frana. Il comitato civico, dalla sua, ha proposto una altro progetto che manteneva le case dei residenti e abbatteva alcune villette del villaggio Eni. Tutti uniti nella necessità di togliere l'edificio della Minoter che è sull'invaso. In questi 18 mesi dalla Regione le competenze sono poi passate alla Provincia. Ma i cittadini non vedono risultati. L'edificio è ancora lì e una soluzione non si è trovata. «In qualità di rappresentanti del comitato civico per Cancìa», sottolinea il presidente Paolo Zanetti, «non possiamo che avvertire il disappunto e la rabbia della nostra gente per il vero e proprio muro di gomma che la Provincia sta attuando in relazione al nostro problema. I motivi per i quali oltre 600 persone si sono costituite in Comitato sono purtroppo sempre attuali. Chiedevamo di essere interpellati nelle scelte che riguardano il nostro territorio, l'immediata demolizione dell'edificio ancora assurdamente presente nell'invaso, giustizia e risarcimenti. Abbiamo combattuto perché si realizzasse il trasferimento di competenze sul problema dalla Regione alla Provincia e in estate è stato siglato, assieme al Comune di Borca, un accordo in tal senso. Ci aspettavamo iniziative, concretezza, vicinanza ai problemi della gente», sottolineano i membri del Comitato, «sembra invece che anche Belluno sia diventata un porto nella nebbia». «La Provincia», proseguono, «si nega al colloquio o ci fa sapere a mezzo stampa di aver contattato gli stessi enti che avevano elaborato la proposta "demenziale" di realizzare un vascone sulle nostre teste, contro la quale abbiamo combattuto e che è già stata autorevolmente bocciata. Sul fronte della casa nell'invaso, siamo al grottesco. Il Genio Civile di Belluno si permette di non rispondere nemmeno a formali raccomandate inviate dal Comune di Borca di Cadore. Ci viene il dubbio», concludono dal Comitato per Cancia, «di essere troppo educati per avere diritto di ascolto. In questo paese ormai ha voce solo chi esce dalle righe. Ci toccherà valutare se sia più utile fermare il Giro d'Italia o chiamare il Gabibbo».
    NuovoCadore Staff

  3. #3
    Member L'avatar di Marydj
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    Predefinito ... no comment!

    Ho letto prima al bar......no comment! è veramente una vergogna! Perché al momento dell'accaduto e nei primi mesi successivi sembrava che qualcosa si stesse veramente muovendo, cioè qualcosa di concreto.... Ma l'unica cosa che sanno fare e anche moltoo bene, è parlare parlare e parlare, non altro... d'estate, noi di questa frazione, viviamo con il pensiero che potremmo non svegliarci o perdere qualcuno, non sappiamo cosa ci aspetta nel momento in cui inizia a piovere... la cosa certa è il pericolo e che sicuramente potrà accadere di nuovo e potrà essere molto peggio

  4. #4
    Moderator L'avatar di deryls82
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    Marydj è una vergogna vera e propia, sarebbe ora che chi di dovere si prendesse le sue responsabilità. Per quanto riguarda i lavori sono anni e anni che si sapeva della pericolosità del sito.

  5. #5
    Member L'avatar di Marydj
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    BORCA
    Sulla frana scoppia la pace
    Cnr al lavoro sul progetto
    Mercoledì 12 Gennaio 2011,
    Pace fatta tra gli amministratori di Borca e la Provincia sulla questione di Cancia. Le incomprensioni che avevano portato a confrontarsi le parti anche con toni forti, sono state chiarite nel corso di un incontro avvenuto ieri pomeriggio, tra il sindaco di Borca Bortolo Sala, il consigliere comunale referente per la frana, Marco Zanetti, l'assessore provinciale alla Protezione civile Bruno Zanolla ed il tecnico della Provincia Luca Soppelsa. La messa in sicurezza dell'abitato di Cancia emerge quale interesse primario di tutti nell'accordo raggiunto ieri, che prevede una convenzione partecipata con un ente di riferimento, che è il Cnr già al lavoro, per valutare tutta la documentazione finora prodotta. Si tratta di individuare un progetto in grado di tutelare i cittadini così duramente colpiti dai tre ultimi eventi scatenatisi in tredici anni.
    Soddisfatto si dice il sindaco di Borca: «Mi sento più tranquillo. A volte la mancanza di un confronto diretto, può condurre ad incomprensioni difficili da sanare. Ieri abbiano raggiunto un accordo che in sostanza già esisteva. Vedo aprirsi strade nuove». Marco Zanetti ha commentato: « Abbiamo chiarito tutto. Lavoreremo, assieme per trovare una soluzione. Siamo stati anche rassicurati sulla messa al bando del progetto del grande vascone, che in sostanza era la nostra maggiore preoccupazione. Assieme riusciremo, viste anche le grandi professionalità con cui andremo a confrontarci, a venirne a capo». L'assessore provinciale Bruno Zanolla, a cui il presidente Bottacin ha dato la delega per seguire e trovare un soluzione alla frana di Cancia una ventina di giorni fa, spiega: «Abbiamo superato questo impasse, le divergenze che erano venute a crearsi. Il confronto di oggi ci ha condotto a trovare un accordo che ci vedrà subito al lavoro, supportati dalla esperienza e capacità dell'ingegnere Luca Soppelsa. Non ci eravamo mai fermati, comunque. La Provincia ha dimostrato di avere a cuore la situazione di Borca. Vogliamo addivenire ad una soluzione tecnica ideale, suffragata da dati, che tenga in debito conto la fragilità del territorio.
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