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Discussione: Riflessioni sulla Ciclabile delle Dolomiti

  1. #21
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    Funzionava maluccio.
    Era un rimorchio attaccato al DolomitiBus, ma erano corse dedicate, non era attaccato al bus che facevano le corse std. Rimorchi che portavano ca. 30 bici. Qualcuna, in casi estremi, veniva inseirta nel bagagliaio
    Perchè funzionava male?
    1. perchè le corse erano dimensionate sulla media di utenza ==> risultato c'erano corse vuote e corse prese d'assalto. Forse in certi giorni/orari andavano intensificati, in altri diradati
    2. c'era un servizio di prenotazione, ma di fatto non funzionava. Questo era molto grave. Lo scorso anno abbiamo telefonato, abbiamo detto che avremmo preso in 3 la corsa delle ore X, ma arrivati là c'erano davant a noi 40 persone che premevano per salire e l'autista nulla sapeva della nostra prenotazione. Non è stato un bel momento.
    3. secondo me il rimorchio era fin troppo professionale: totale garanzia di incolumità delle bici, ma poca capienza e tanto tempo per le operazioni di carico/scarico
    4. purtroppo, ma questa è la logistica della valle e delle strade, le operazioni di scarico, salvo che alle fermate principali) avviene in mezzo alla strada a scapito anche del normale traffico veicolare.

    Comunque un plauso agli autisti che hanno mostrato più volte infinita pazienza e che vivevano il utto come un sacrificio (perchè per loro lo è) ma con grande spirito di servizio.

    Purtroppo non siamo l'Alta Pusteria dove c'è il treno che può mettere nei vagoni migliaia di bici per volta. Qui abbiamo dei limiti.
    Ma abbandonare tutto ......

  2. #22
    Senior Member L'avatar di smara
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    Sembra che questa volta si voglia approfittare del prossimo Giro d'Italia per promuovere la pista ciclabile... Finalmente! Se ne parla in questo articolo:

    Pista ciclabile da valorizzare gli enti pensano ad un gestore

    Si terrà stasera a Valle di Cadore il secondo incontro tra gli amministratori della valle del Boite per organizzare gli eventi collaterali al Giro d’Italia.
    L’edizione 2012 del Giro prevede due tappe in Valle del Boite: la 17ª di mercoledì 23 maggio da Falzes a Cortina e la 18ª da San Vito a Vedelago. Obiettivo unanime dei comuni da Cortina a Calalzo è quello di valorizzare la pista ciclabile “La lunga via delle Dolomiti”. Una prima riunione si è tenuta la scorsa settimana e oltre alle amministrazioni erano presenti Renzo Minella di “Dolomiti Turismo” e il giornalista Rai Bepi Casagrande. «Il nostro intento», spiega l’assessore al Turismo del comune di Borca, Giancarlo Sala, «è quello di valorizzare al massimo la pista ciclabile. Abbiamo l’opportunità di sfruttare la vetrina che il Giro ci regalerà e quindi stiamo lavorando per organizzarci al meglio. La ciclabile sarà il filo conduttore degli eventi che ogni Comune intende proporre per la settimana prima e quella successiva alle tappe previste a Cortina e a San Vito. L’idea è che ogni territorio sviluppi la sua specificità, ma si lavorerà uniti per portare a termine un progetto condiviso di riqualificazione della ciclabile».
    Sul tavolo ci sono varie questioni. La prima è inerente la segnaletica che gli amministratori locali vorrebbero fosse univoca, chiara, e almeno in due lingue da apporre su tutta la ciclabile. «In merito a questo progetto», ammette Sala, «si erano già avuti degli incontri sia in Provincia che in Regione con i vertici di Veneto Strade e devo ammettere che c’è stato qualche intoppo in quanto appunto la segnaletica nuova ancora non c’è. Ora l’augurio è che sfruttando le tappe del Giro si acceleri la posa di cartelli chiari che diano indicazioni ai ciclisti e anche qualche cenno storico sulle località che stanno attraversando».
    La seconda questione riguarda la gestione della ciclabile. Se ne occupano i Comuni e le Comunità montane, ma gli amministratori locali stanno valutando se sia il caso di affidare la gestione e la manutenzione della “Lunga via delle Dolomiti” a dei privati, a delle società o a delle cooperative. «Bisognerà analizzare i costi», dice Sala, «ma avere una gestione unica del tratto da Cortina a Calalzo riteniamo, se fattibile, possa garantire degli sviluppi alla ciclabile. Dobbiamo distinguerci dagli altri e sfruttare le nostre specificità. La nostra ciclabile credo sia la più bella d’Europa e sicuramente va valorizzata. I numeri dei passaggi sono buoni e dimostrano come impegnare risorse sulla ciclabile sia un buon investimento. A San Vito il conta passaggi segna infatti più di 100 mila ciclisti a stagione. Ora per l’arrivo del Giro cercheremo di sistemare i passaggi dove la ciclabile è carente e di valorizzarla al massimo anche con la creazione di eventi ad hoc».

    Alessandra Segafreddo - Fonte: Corriere delle Alpi
    "Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla."

  3. #23
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    Che bella notizia

  4. #24
    Administrator L'avatar di ecko
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    Riceviamo e pubblichiamo...

    CONFERENZA SULLA CICLABILE
    SABATO 26 NOVEMBRE 0RE 17,30 PIEVE DI CADORE

    La Lunga Via delle Dolomiti, la pista ciclabile che collega Calalzo di Cadore a Cortina d’Ampezzo, rappresenta una risorsa importante per il Cadore. E’ urgente ultimarla e promuoverla. Se ne parlerà sabato 26 novembre alle ore 17,30 nella sala della Magnifica Comunità a Pieve di Cadore nell’ambito di una conferenza organizzata dai sette Comuni attraversati dalla ciclabile.
    Ci sarà anche il “patron” del Giro d’Italia Mauro Vegni.

  5. #25
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    Ho partecipato all'incontro sulla ciclabile, sono appena rientrato.

    Sala gremita, sindaci da tutto il Cadore, rappresentanze varie (da Veneto Strade al consorzio turistico della Val Pusteria e addirittura il patron del Giro d'Italia)... tutti riuniti, per:
    - stabilire che la ciclabile della Dolomiti è una grande opportunità turistica
    - che va gestita come unica realtà (non comune per comune)
    - realizzare che entro fine anno ci sarà la segnaletica (così ha assicurato Veneto Strade)
    - e soprattutto, scambiarsi grandi complimenti e applausi tra comuni e enti vari (per cosa, non si sa, ma l'importante è applaudire).

    Bene, andiamo avanti... (pedalando possibilmente).

    p.s. www.ciclabiledolomiti.com (itinerario, info e mappa)

  6. #26
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    Siamo alla frutta signori! Una colletta pubblica da 600 mila euro. Non sanno più cosa inventarsi. Hanno provato a spremere gli imprenditori locali durante vari incontri organizzati sul territorio (ad alcuni dei quali ho partecipato anch'io) ma nessuno gli ha dato retta... e adesso ci provano con la "colletta pubblica".

    Non siamo capaci di valorizzare/promuovere/gestire decentemente la ciclabile già esistente e mancano sempre fondi per fare qualche intervento... e questi pensano ad altri collegamenti e altre ciclabili? Dai su...

    Parte la raccolta fondi per le ciclabili lungo l’Alemagna
    BELLUNO Un milione e 800 mila euro di finanziamento europeo, che serve per realizzare due tratti di pista ciclabile sulla statale 51, rischia di volatilizzarsi se non si troveranno in fretta 600mila...

    Un milione e 800 mila euro di finanziamento europeo, che serve per realizzare due tratti di pista ciclabile sulla statale 51, rischia di volatilizzarsi se non si troveranno in fretta 600mila euro. Dovrebbe metterli la Provincia, che aveva promosso il progetto ma, vista l'attuale situazione dell'ente, alcune associazioni che credono nello sviluppo della mobilità ciclistica nel territorio provinciale hanno dato vita a un comitato per la raccolta dei fondi “pro ciclabili di Alemagna”. Del gruppo fanno parte gli Amici della Bicicletta, il coordinamento dei Club service e di opinione (Lions, Rotary, Panathlon, Soroptimist, Fidapa, Inner Wheel), il coordinamento ambientalista provinciale, il comitato Acqua Bene Comune e il gruppo Natura Lentiai, associazioni che già un mese fa avevano richiamato l’attenzione sul progetto e lanciato l'allarme per i fondi mancanti.
    I due tratti, che dovrebbero essere realizzati nei comuni di Pieve di Cadore e Castellavazzo, permetterebbero il collegamento ciclabile tra la parte settentrionale e quella meridionale della provincia, mettendo in rete 65 km di pista ciclabile a nord (l’ex ferrovia delle Dolomiti) e verso sud decine di km di percorsi ciclabili su strade a basso traffico, già segnalati con le tabelle “Lunga Via delle Dolomiti” (che purtroppo, segnala il comitato, sono difettose e poco visibili).
    Se non si trovano i 600 mila euro che dovrebbe mettere la Provincia salterà l'intero progetto. La data di scadenza si avvicina, e perdendo il finanziamento europeo non sarà più possibile chiederne un altro per gli stessi tratti.
    Per questo le associazioni e i comitati si sono attivati, costituendo il “Comitato raccolta fondi pro ciclabili Alemagna”. Ne fanno parte Filiberto Dal Molin (Panathlon), coordinatore dei 12 club service e d'opinione della provincia, Bortolo Calligaro (Amici della Bicicletta), Augusto De Nato (Wwf Veneto), Ermanno Gaspari (Rotary Club Belluno), Fiorella Francescon (Lions Belluno San Martino), Vania Marinello (Rotary club Pieve di Cadore) e Fiorella Trevisan (Lions Club Belluno Host). Il Comitato, che ha sede in piazza dei Martiri nello studio notarile Fiorella Francescon, ha aperto un conto corrente in Cassa di Risparmio del Veneto, e chiunque può contribuire con una donazione. Il codice Iban è IT21O (lettera “o”) 06225 11900 100000002538. Se si raccoglierà una somma superiore al necessario, o se non si raggiungerà la soglia dei 600 mila euro, i soldi verranno devoluti ad altri enti pubblici, ma vincolati e finalizzati all'esecuzione di opere che riguardano la mobilità ciclistica nel territorio provinciale, e che verranno individuate dall’assemblea del Comitato. Per info www.bellunoinbici.it, 0437 941316 (studio notarile Francescon) o 348 3939839 (Filiberto Dal Molin).
    Alessia Forzin

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da ecko Visualizza Messaggio
    Siamo alla frutta signori! Una colletta pubblica da 600 mila euro. Non sanno più cosa inventarsi. Hanno provato a spremere gli imprenditori locali durante vari incontri organizzati sul territorio (ad alcuni dei quali ho partecipato anch'io) ma nessuno gli ha dato retta... e adesso ci provano con la "colletta pubblica".

    Non siamo capaci di valorizzare/promuovere/gestire decentemente la ciclabile già esistente e mancano sempre fondi per fare qualche intervento... e questi pensano ad altri collegamenti e altre ciclabili? Dai su...
    Vista la difficoltà al giorno d'oggi di trovare fondi per qualsiasi cosa nella nostra valle ti sembrerebbe il caso di "buttare via" 1milione800mila euro così, senza cercare nemmeno una soluzione al problema!?

    Hai idea di quanti ciclisti italiani e soprattutto stranieri dopo aver percorso il tratto da Cortina a Calalzo di ciclabile vogliano e chiedano informazioni per scendere verso Belluno, per poi fare il Fadalto fino a Vittorio Veneto e concludere il loro giro a Jesolo...così da poter visitare con un trasporto ad impatto zero in pochi giorni sia le Dolomiti che Venezia!!!!???

    C'è da mettersi le mani nei capelli pensando al fatto che la provincia non sia riuscita a trovare 600mila euro e che il Comune di Pieve diretto interessato non voglia contribuire a questo progetto.

    Spero vivamente che questi 600mila euro vengano trovati e si dimostri che il Cadore se ce né l'occasione sa fare squadra per il suo bene, per la propria sopravvivenza!! Altrimenti quando sarà il momento di decidere se darci o no qualche altro contributo cosa penseranno in regione od in Europa!?!?!? Che non sappiamo spendere nemmeno quelli che ci hanno già dato!!?!?

    Apriamo un po la nostra mente cadorina e cerchiamo di farla funzionare, di fare SQUADRA altrimenti siamo destinati a morire nelle nostre bellissime montagne...Dai su...

  8. #28
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    L'Italia è uno dei paesi europei più incapaci di sfruttare a dovere i contributi comunitari.
    la provincia di belluno ed il Cadore mi sa che abbassino ulteriormente la media.

    Prendendo a prestito il tormentone dei Soliti Idioti mi verrebbe da dire :

    DAI CA@@O CADORE!!!

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da neo199991 Visualizza Messaggio
    Vista la difficoltà al giorno d'oggi di trovare fondi per qualsiasi cosa nella nostra valle ti sembrerebbe il caso di "buttare via" 1milione800mila euro così, senza cercare nemmeno una soluzione al problema!?

    Hai idea di quanti ciclisti italiani e soprattutto stranieri dopo aver percorso il tratto da Cortina a Calalzo di ciclabile vogliano e chiedano informazioni per scendere verso Belluno, per poi fare il Fadalto fino a Vittorio Veneto e concludere il loro giro a Jesolo...così da poter visitare con un trasporto ad impatto zero in pochi giorni sia le Dolomiti che Venezia!!!!???

    C'è da mettersi le mani nei capelli pensando al fatto che la provincia non sia riuscita a trovare 600mila euro e che il Comune di Pieve diretto interessato non voglia contribuire a questo progetto.

    Spero vivamente che questi 600mila euro vengano trovati e si dimostri che il Cadore se ce né l'occasione sa fare squadra per il suo bene, per la propria sopravvivenza!! Altrimenti quando sarà il momento di decidere se darci o no qualche altro contributo cosa penseranno in regione od in Europa!?!?!? Che non sappiamo spendere nemmeno quelli che ci hanno già dato!!?!?

    Apriamo un po la nostra mente cadorina e cerchiamo di farla funzionare, di fare SQUADRA altrimenti siamo destinati a morire nelle nostre bellissime montagne...Dai su...
    1milione800mila euro vincolati da 600mila euro da mettere per accedere ai fondi, non sono un finanziamento ma una presa per il culo!
    E' come se io andassi in banca a chiedere un prestito per fare un lavoro, perché non ho soldi, e la banca mi dicesse "ok ti diamo 1.000 euro ma prima tu ce ne dai 500".

    Raccogliere 600mila euro ORA nel Bellunese, per un nuova ciclabile, attraverso una colletta, sembra una barzelletta! E' da pazzi. Non so neanche come abbiano fatto a concepire un'idea del genere. Dimostra ancora una volta quando distante dalla realtà sia sta gente...

    Ultima cosa: sono il primo che spera da sempre in un'apertura mentale dei cadorini e della volontà di fare squadra, ma non in questo modo. Ripeto, questa iniziativa per me è pura follia!

  10. #30
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    Sono pienamente d accordo sul fatto che non si doveva arrivare a creare una colletta, dovevano esserci prima le istituzioni perche attraverso contributi diretti ed indiretti penso che di soldi i bellunesi ne danno gia bastanza e glie ne tornano in servizi sempre troppo pochi.

    Purtroppo ormai molti finanziamenti funzionano cosi, e se siamo ridotti a questo punto e perche gli amministratori prendevano tutti i soldi che potevano e facevano opere faraoniche inutili con un inimmaginabile sperpero di risorse pubbliche!
    Basta guardare Striscia la Notizia per rendersi conto di quante opere incompiute ci sono in italia perche i progetti venivano fatti senza logica ed ad un certo punto finivano i soldi.
    Quindi meglio dare i fondi a chi realmente e interessato ad una certa opera ed ha l interesse anche economico perche questa sia realizzata, vedrai che cosi facendo, riducendo gli sprechi, forse qualcosa in italia cambiera!

    Io resto comunque dell idea che questa sia un progetto utile dato il numero sempre piu numeroso di ciclisti che vogliono muoversi verso sud e che non DOBBIAMO lasciarci sfuggire nemmeno 1 euro!!!

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