Leggo l'articolo di Bortolo De Vido riguardante la polemica di rendere la ciclabile Calalzo -Dobbiaco sede per una improbabile ferrovia.
Leggo che la stessa ciclabile è stata "inaugurata "mesi fa da Galan e Chisso.
Alcune considerazioni:
1)La ciclabile non può considerarsi terminata e quindi "non inaugurabile "perchè non ancora ultimata! Manca il sottopassaggio tra Tai e Valle di Cadore assolutamente necessario.L'attraversamento di un tratto rettilineo della statale dove la velocità delle autovetture e mezzi pesanti rende estremamente pericoloso il passaggio dei cicloturisti.L'amministrazone di Pieve di Cadore probabilmente non ritiene neccessaria e prioritaria tale opera.In attesa del primo incidente!
Tutti gli altri comuni hanno provveduto, chi prima chi dopo ,a realizzare dove necessario, dei sottopassaggi.Il cicloturista,specie bambini e anziani,è abituato a pedalare su un percorso destinato esclusivamente al suo mezzo senza doversi preoccupare di pericolosi attraversamenti di statali trafficatissime.
2)Se si deve inaugurare una ciclabile del genere,forse unica in Europa per la bellezza dell'ambiente, si devono lasciare a casa i politici e invitare gli operatori turistici nazionali e soprattutto internazionali specie di quei paesi dove si è capita l'importanza ,sia dal punto ambientale che turistico,dell'uso della bicicletta: Austria,Olanda,Paesi Nordici.
Probabilmente i nostri amministratori non si sono "presi la briga "di andare a vedere "i numeri" della ciclabile Dobbiaco -Lienz e verificare quanti posti di lavoro ha creato questa opera: noleggi di biciclette,assistenza tecnica,ristorazione,pernottamenti ecc.ecc.Sono dati impressionanti! E tutto ciò su un percorso non paragonabile per bellezza dell'ambiente ,alla Calalzo-Dobbiaco.
E vogliamo "far turismo"?Abbiamo un'opportunità incredibile e non siamo in grado di sfruttarla!
3) Da Tai a Cortina non esiste a tutt'oggi un posto di ristoro! 30 km.senza trovare sul percorso un bar o ristorante! Da non crederci!
4) Se vogliamo essere precisi il cicloturista potrebbe inforcare la sua bicicletta a Calalzo,sempre che potesse raggiungere con treni attrezzati ed efficienti il Cadore (sic!), e pedalare per giorni fino a Maribor (Slovenia) via Cortina,Dobbiaco,Lienz,Villach,Maribor e viceversa.
5) Non mi risulta che la ciclabile sia stata pubblicizzata in maniera adeguata .Ma cosa aspettano! Chi di competenza dovrebbe comprendere che il rilancio del turismo passa anche nel rendere il più possibile visibile attraverso tutti i mezzi di comunicazione,internet,televisione,giornali ecc.
l'esistenza di questo straordinario e unico percorso ai piedi delle montagne più belle del mondo!