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Discussione: Cancia: scelto il canalone, giù 12 villette

  1. #11
    Senior Member L'avatar di smara
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    Mi sa tanto che qui la questione andrà per le lunghe....

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    Lunedì 14 Novembre 2011,
    Borca di Cadore è sempre più divisa sulla frana di Cancia. Dopo la consultazione popolare di ottobre, in seguito allo studio del Cnr, sembrava essersi risolta la vicenda legata alla mitigazione del rischio della colata detritica che aveva portato due morti nella frazione cadorina nel 2009, ma da sabato sera la situazione è di nuovo precipitata. Gli abitanti di Cancia avevano, infatti, deciso per la costruzione di un nuovo canalone, che comportava, però, l'abbattimento di alcune villette del villaggio Corte. Ma i proprietari lamentano tramite un portavoce,Stefano Ometto: «Nessuno ci ha invitato a quella riunione». Il Comune ha inviato alla ventina di proprietari l'8 novembre una raccomandata per invitarli ad un'apposita riunione che si è tenuta sabato per discutere il da farsi, dove «nonostante i soli quattro giorni di preavviso e i migliori auspici, alla fine ci siamo lasciati in maniera brutale», spiega Ometto. La discussione, infatti, è stata accesa: «Eravamo una settantina, ma solo 40 riconducibili alle 17 villette da abbattere, il resto residenti, cosa che ci ha infastidito - continua il proprietario - . Ognuno ha ribadito semplicemente le proprie posizioni». Secondo Ometto «il canalone attuale è naturale e se venisse fatta una regolare manutenzione come in passato non succederebbe nulla». Ad oggi non sono state affrontate eventuali modalità di esproprio o di risarcimento. «Ci hanno addirittura detto che non avrebbero voluto fare l'incontro ma parlarci ad uno ad uno, ma siamo uniti e lo resteremo» conclude Ometto.

    http://carta.gazzettino.it/MostraSto...14&CodSigla=BL
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    "Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla."

  2. #12
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    Predefinito frana di cancia

    Dal Corriere delle Alpi:
    Infuocata assemblea su Cancia
    I proprietari delle case del villaggio ex Eni intendono opporsi in ogni sede all’abbattimento

    .+- .BORCA

    Il sindaco non parla. Vuole pensarci bene perchè la situazione, dice, «è molto delicata». Parla invece Franco Ometto, residente a Borca, al villaggio ex Eni, che ha partecipato alla infuocata assemblea che si è svolta sabato sera tra gli amministratori di Borca e un gruppo piuttosto numeroso di proprietari delle case Gellner.

    «Sono soddisfatto della partecipazione, eravamo 50-60. Se consideriamo il poco tempo che ci è stato dato, e il fatto che non tutti sapevano, direi che eravamo in tanti».

    Sono 240 le casette del villaggio ex Eni. Secondo una delle ipotesi dello studio Cnr per mettere in sicurezza Cancia (l’ipotesi scelta dagli abitanti), dodici di queste case del comparto 100 dovrebbero essere abbattute per far posto al canalone che dovrebbe convogliare acqua e materiale dall’Antelao verso il Boite.

    Una ipotesi che i proprietari delle case del villaggio hanno intenzione di osteggiare in ogni modo. E lo hanno detto e ribadito più volte durante l’assemblea.

    Ammette Ometto che più che parlare, durante l’incontro si è molto gridato, che la situazione era tesissima.

    «Il clima si è acceso subito, quando ci hanno detto che comunque le nostre case sono già svalutate, che le colpe risalgono alla decisione di fare lì il villaggio, che gli abitanti di Cancia sono impauriti e che se noi ci opponiamo e poi succede qualcosa, la colpa è nostra».

    Frasi che hanno fatto alzare ancora di più i toni della serata. «Tra di noi proprietari ci sono architetti, avvocati, professionisti che conoscono le leggi e la materia. Abbiamo cominciato a chiedere come mai, se la zona del villaggio è a rischio idrogeologico, allora è stato consentito solo pochi anni fa di costruire una Spa, di fare nuove casette. E come mai, abbiamo chiesto, se le case sono svalutate, da poco tempo ci è stata aumentata la rendita catastale?».

    I proprietari non vogliono vedere abbattute le loro case, per far passare il canalone che dovrebbe portare a valle detriti e acqua. Vogliono invece che si scelga la prima delle ipotesi proposte dal Cnr. E cioè quella che interviene sull’esistente. «E’ la scelta più indolore per tutti. Si tratta di sistemare il canalone esistente, di ampliare l’invaso finale, di creare dei canali di scolo laterali».

    E’ evidente che questa scelta, che prevede di lasciare la colata di detriti sulla direttrice attuale, non è accettata dagli abitanti di Cancia, che ci vivono sotto. La scelta di abbattere le dodici villette era stata indicata anche dal Cnr durante una delle assemblee pubbliche in cui è stato presentato il progetto.

    «Intanto - continua Ometto - in attesa che si decida la strada da percorrere, si facciano i progetti, si trovino i fondi e si abbattano le case (a cui noi ci opporremo), non si fa quello che invece è assolutamente necessario, la pulizia e la manutenzione del canalone attuale. Chissà quando si riuscirà a realizzare l’opera: e intanto? Si lascia tutto come sta?».

    Ma al villaggio Ex Eni sono preoccupati non solo i proprietari delle dodici casette interessate, ma anche tutti gli altri che vivono nelle villette, perchè per realizzare il canalone occorre stravolgere tutti gli impianti che servono la zona, da quello elettrico a quello fognario e acquedottistico: «In pratica il villaggio sarebbe impraticabile per un sacco di tempo».

    Il villaggio è considerato come un corpo estraneo dagli abitanti di Cancia, lamenta Ometto: «Eppure siamo qui da 50 anni, prima delle case di Cancia che sono state investite dalla frana di due anni fa, che sono state costruite invece negli anni 70».

    Senza nulla togliere al fatto, in sè assolutamente doloroso, dell'evento luttuoso che ha colpito gli abitanti di Cancia, credo che si dovrebbe cercare una soluzione condivisa anche dai proprietari del villaggio ex Eni.

  3. #13

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    Leggendo il Corriere mi sono imbattutto in questo articolo sulla frana di Cancia (che avevo casualmente citato qualche giorno fa in un altro post):

    BELLUNO – Da una parte i nativi, «montanari« duri e puri. Dall’altra i «villeggianti», e cioè «famiglie bene», avvocati, architetti e altri agiati professionisti. Con nomi di rilievo, da Ferruccio Gard a Vito Gamberale. Gruppi sociali distinti e impermeabili. I primi si sono riuniti anni fa nel Comitato per Cancia (frazione di Borca di Cadore). I secondi hanno dato vita (non a Borca, ma nella sala congressi del Comune di San Vito di Cadore), al Comitato abitanti di Corte, che riunisce i proprietari di villette dell’ex villaggio Eni posto proprio sopra la frazione di Cancia e colonia estiva per dipendenti realizzata tra il 1954 e il 1963, poi venduta dalla Mi.no.ter (holding e immobiliare della famiglia Cualbu di Cagliari) a facoltosi turisti.

    Il problema è che il monte Antelao richiede, da secoli, un certo tributo di morte: interi paesi sono scomparsi, sepolti sotto le frane del 1348, 1736, 1737, 1814 (314 vittime). Il guaio è che dal 1868 (12 vittime) la colata detritica ha preso di mira la frazione di Cancia, e che forse l’ultima frana killer (2009, 2 vittime tra i residenti) si poteva, se non evitare, per lo meno arginare: ha ceduto una vasca di contenimento realizzata ad hoc decenni fa. Il fatto è che residenti e villeggianti sono divisi pure sulla soluzione. Per i primi la strada è segnata da studi del Cnr (di Torino e di Padova) commissionati dalla Provincia: l’idea è realizzare un canale di scolo che attraversi, dall’alto verso il basso, il villaggio turistico, portando i detriti a valle. Il piano comporta la distruzione di almeno 12 villette. Per i secondi vale lo studio commissionato dalla Regione anni prima dell’ultima frana, poi ripudiato da locali e Provincia: comporta la costruzione di un super-vascone di contenimento da 100mila metri cubi. I primi, di campare con una simile «piscina» sulla testa non ne vogliono sapere; i secondi fanno presente che il piano del Cnr costerebbe «30 milioni, contro i dieci di quello regionale». E ora è guerra. «Non ci hanno mai convocati – afferma Franco Ometto, vicepresidente del Comitato abitanti di Corte – e il sindaco ha chiamato solo quelli che secondo il piano del Cnr saranno espropriati». «Si mettano il cuore in pace – ribattono i residenti – perché l’unico piano possibile è quello del Cnr».

    Marco De' Francesco
    10 dicembre 2011


    http://corrieredelveneto.corriere.it...89699442.shtml
    Dopo aver letto l'intero testo, ho capito che per gli abitanti di Cancia e Borca di Cadore non sarà tanto facile vedere un po' di luce, in tempi brevi, in questa vicenda. I nomi riportati nell'articolo fanno capire che la controparte, che i poveri borcesi si trovano a dover affrontare, non è sicuramente un avversario facile. I signori altolocati, proprietari delle villette dell'ex villaggio ENI, sono personaggi di tutto rilievo, sono persone influenti che hanno spiccato e spiccano per la loro professionalità. Queste persone (ovvero i villeggianti), sono contrarie alla proposta del CNR sostenuta dai residenti (che vuole evitare la "vasca bomba", privilegiando le vie di scorrimento veloce a valle, a scapito delle 12 villette) e si sono organizzate per contrastare il Comitato locale, formando un loro Comitato ospitato dal Comune di San Vito di Cadore.

    Non vorrei entrare nel merito dei due progetti, dal momento che non ho gli strumenti e le conoscenze/competenze per poterlo fare.
    Non vorrei nemmeno fare la troppo facile considerazione che è quantomeno atipico il comportamento del Comune di San Vito che offre ospitalità ad un Comitato di villeggianti (di un Comune limitrofo), quando fino a qualche mese fa, si era dichiarato apertamente contrario alle "intrusioni" dei foresti nelle questioni di politica locale, perché non in grado di capire bene le problematiche della gente di montagna.
    Non vorrei neanche evidenziare che, forse, tra vicini di casa, che vivono un problema così grave come quello di un monte che sta franando, sarebbe opportuno fare scudo per trovare nei tempi più brevi la soluzione più sicura per l'incolumità delle persone.
    Diciamo che quello che vorrei fare è esprimere, attraverso questo forum, tutta la mia solidarietà agli abitanti di Borca e Cancia.

  4. #14
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    Talking Tafazzi è vivo e lotta assieme a noi

    Citazione Originariamente Scritto da edradour Visualizza Messaggio
    è quantomeno atipico il comportamento del Comune di San Vito che offre ospitalità ad un Comitato di villeggianti (di un Comune limitrofo), quando fino a qualche mese fa, si era dichiarato apertamente contrario alle "intrusioni" dei foresti nelle questioni di politica locale, perché non in grado di capire bene le problematiche della gente di montagna.
    .
    Chissà, magari l'Amministrazione comunale di San Vito cerca quantomeno di salvare l'esistente, dopo che il nuovo comprensorio cadore-civetta è stato bocciato dalle Regole. Nel 2007 la proprietà del villaggio aveva presentato un progetto di ristrutturazione della ex colonia Eni per ricavarne un centro congressi con albergo e residence, ma dopo l'incontro con il sindaco di Borca, non se ne è saputo più nulla. Chissà cosa si saranno detti in quell'incontro. Ah, saperlo! Eppure, chissà, forse un centro congressi a Borca (non ce l'ha neanche Cortina) + nuovo comprensorio, qualche effetto positivo sul turismo l'avrebbe portato. Comunque, se qualcuno oggi 22 ottobre fosse di passaggio a Roma, potrebbe andare al MAXXI a vedere il documentario sul tanto vilipeso villaggio Eni. Questo è il link per poter vedere il trailer del documentario.
    http://www.youtube.com/watch?v=SYW76eL87Bo
    Ultima modifica di egon; 22-10-2013 alle 10:14 AM

  5. #15
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    E queste sono le locandine.

  6. #16
    Senior Member L'avatar di heimat
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    grazie egon per aver linkato quel video...documento molto interessante e che fa necessariamnte riflettere....
    il villaggio Eni che lo si voglia o no rimane un esempio "alto" del pensiero industriale e architettonico italiano.
    Il nostro è un paese ben strano: ci si incaponisce a "vincolare" alcune stamberghette o case coloniche di assoluta inconsistenza architettonica e si ignora o peggio modifica un esempio unico nel suo genere come il villaggio ENI. Mah...

  7. #17
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    Predefinito Il futuro a Borca

    Se invece siete per la decrescita felice, vi riporto al 1954 con questo link
    www.youtube.com/watch?v=oy2Zo4aIprk

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