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Discussione: Collegamento sciistico Auronzo-Cortina

  1. #21
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Ciao egon, come immagini già spero vivamente che realizzino tutto, ma De Bona si è sbagliato, in T.A. non sono 5 anni avanti ma 15.... e speriamo che riescano pure a eliminare queste restrizioni ambientali inuti....

  2. #22
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    Ciao,non sono propriamente cadorino,ma venendo ad Auronzo da quasi 25 anni vedo il Cadore come la mia seconda patria.Il collegamento in questione mi interessa moltissimo e sarei un grande fautore della sua realizzazione,cmq se ne parla già da parecchio..ecco un articolo di qualche tempo fa:
    L’opera che parte da Auronzo è sponsorizzata dagli operatori della Val d’Ansiei e dal circondario cadorino. Il Comune la vuole inserire nel Piano neve
    Strada in "pensione", alle Tre Cime si salirà in funivia
    Costerebbe 30 milioni, più altrettanti da Misurina con navette a cremagliera. Ipotesi di chiusura per il percorso a pedaggio fino al rifugio

    Auronzo di Cadore
    Una funivia che da Auronzo sale fino ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo . E a Misurina, una linea a cremagliera con la stessa meta. Poi, la chiusura della strada a pedaggio che collega Misurina al rifugio Auronzo. Fantascienza? Calma, perchè la funivia la vogliono fortissimamente gli operatori turistici ed economici della Val d'Ansiei e del circondario cadorino. La vuole favorire il Comune di Auronzo adesso che, dopo l'apertura di due nuove seggiovie, sulla zona di Monte Agudo si tratta di completare i lavori con interventi di dettaglio. Della nuova fase è convinto il sindaco di Auronzo, Bruno Zandegiacomo Orsolina, che ha già fatto parte delle amministrazioni precedenti ed è stato anche componente del consiglio di gestione della società d'impianti "Auronzo d'Inverno" sul Monte Agudo.

    «Il paese - osserva Bruno Zandegiacomo - per il proprio futuro turistico punta molto sullo sviluppo dei collegamenti a fune o con altri mezzi lungo l'asse Auronzo-Tre Cime di Lavaredo -Misurina. Sul tavolo all'esame degli esperti regionali per l'inserimento della Val d'Ansiei nel Piano Neve ci sono varie ipotesi. Certo è che l'accesso alle Tre Cime in funivia dalla Val Marzon ha di versi aspetti interessanti».

    Secondo il sindaco un collegamento del genere alleggerirebbe moltissimo tutta l'area dalla pressione del traffico privato che, soprattutto nella stagione estiva, sale al rifugio Auronzo. «Se poi venisse costruito anche l'impianto ipotizzato da Misurina per giungere agli attuali parcheggi in quota, nulla impedi rebbe di chiudere definitivamente la strada. Ma oggi per noi la strada è una fonte d'entrata irrinunciabile. Non se ne parla fino alla realizzazione degli impianti alternativi».

    Da tempo si pensa di collegare il fondovalle di Auronzo con Forcella Longeres, ai piedi del versante sud-ovest delle Tre Cime di Lavaredo attraverso la Val Marzon. Una prima ipotesi era tramontata con il riadattamento dell'ex-rotabile militare sterrata che sale da Misurina al Rifugio Auronzo. L'aspirazione era stata esclusa dal Piano Neve regionale negli anni Ottanta. E la preferenza era caduta sul tracciato della Val d'Onge, che scende verso Auronzo dal rifugio Città di Carpi, ai piedi del gruppo dei Cadi ni.

    Anche sul versante della celebre frazione auronzana, Misurina appunto, era comparsa l'idea di collegamento da parte della stessa società che aveva gestito alla sua apertura la strada delle Tre Cime , la Lavaredo Telecabine. Ma anche in questo caso non se ne fece niente.

    L'ipotesi di questi due tracciati è sempre sopravvissuta, finchè di recente è stata presa seriamente in considerazione con la richiesta da parte del Comune di Auronzo d'inserire l'area nel nuovo Piano Neve. A questo proposito il sindaco vuole rimarcare che «la nostra principale preoccupazione è il minor impatto possibile degli impianti sul territorio e sull'ambiente. Quanto ai finanziamenti ci penseremo dopo l'approvazione del piano. Avendo valenza sia estiva, sia invernale ci troviamo in una zona turistica molto ambita». Come di re che trovare i quattrini non dovrebbe essere poi molto di fficile.

    Per quanto riguarda la funivia Auronzo-Tre Cime lungo la Val Marzon una prima ipotesi economica parla di un costo stimato in almeno 30 milioni di euro. Per il collegamento da Misurina si tratterebbe invece di navette a cremagliera su due tronchi, un sistema simile a quelli già in uso in Austria e in Svizzera; anche per questa ipotesi si parla di un costo di oltre 30 milioni senza contare l'investimento per la realizzazione dei parcheggi a valle.

    Quanto ai "rumors" provenienti dalla confinante Val Pusteria di una possibile funivia da Landro (lungo la strada fra Cortina e Dobbiaco) alle Tre Cime , il sindaco di Auronzo non si scompone più di tanto: «D'accordo che in Alto Adi ge, se si decide di fare, si fa presto e bene. Ma finchè esiste la strada tra Misurina e il rifugio Auronzo l'impianto da Landro di venterebbe un investimento antieconomico. E poi non credo sia molto semplice anche per un altro aspetto: il territorio è compreso nel parco delle Dolomiti di Sesto».

    Gianfranco Giuseppini

    Da "IL Gazzettino"

  3. #23
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    Predefinito Nuove frontiere

    Caro bosk, che ne pensi di queste nuove frontiere (articolo sul Corriere delle Alpi del 5.12)? Personalmente la prospettiva di andare in vacanza ad Auronzo per magari giocare a tennis al coperto, sotto un pallone, non mi solletica molto. Preferisco stare all'aria aperta, almeno in vacanza. E poi ho già ballato la danza della neve. In settimana nevica di sicuro. Ciao.

    Turismo, nuove frontiere per Auronzo
    Uno studio prende in considerazione lo sviluppo futuro con sempre minori nevicate. Si scierà ancora nel 2050? Sicuramente nevicherà di meno e probabilmente ad essere penalizzate saranno le località ad altitudine non troppo elevata. Auronzo rientra senz’altro tra le stazioni in odore di rischio, tanto da essere scelta, unica rappresentante del Veneto, dal Progetto Interreg « Il Cambiamento Climatico ed i suoi impatti sul turismo nello Spazio Alpino», condotto dal Centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici e finanziato dalla UE nell’ambito del programma triennale Alpine Space. L’indagine, partita nel 2008 si è appena conclusa, dopo aver coinvolto una ventina di località di tutto l’arco alpino. Il documento relativo ad Auronzo è consultabile da pochi giorni sul sito www.dse.unive.it ed è frutto del lavoro di un pool di esperti tra cui Stefano Balbi, Laura Bonzanigo, Maurizio Dissegna, Carlo Giupponi ed Isabella Pasutto. Il progetto è partito in Val Ansiei dal coinvolgimento in due workshop (giugno e settembre 2010) di amministratori locali, progettisti, ambientalisti, giornalisti ed operatori turistici, per analizzare i diversi possibili impatti dei cambiamenti climatici sul settore del turismo alpino. I dati sono stati utilizzati poi per studiare appunto politiche d’adattamento appropriate a livello nazionale, regionale e locale. Gli scenari plausibili emersi sono tre. Il primo, denominato Ski-intensive, presuppone uno sci alpino di nuova generazione e punta su nuovi impianti di risalita (progetto Val Marzon ed altri collegamenti), snowpark, alberghi e ristoranti funzionali agli sciatori e tanta neve artificiale. Il secondo, detto Alternative-skiing guarda invece alle novità, richiede investimenti su mobilità e ricettività utili a free-riders, fondisti e ciaspolatori. In quest’ottica gli impianti servono per spostarsi e non per “risalire”, quindi non è necessario battere le piste e sparare neve. Il terzo, chiamato Beyond snow, ovvero “oltre la neve”, prevede l’abbandono degli investimenti legati all’attività sciistiche, cosicché Auronzo diventerebbe una località per famiglie dedicata al benessere con tante nuove strutture che non necessitano di neve. A “vincere” è stato proprio quest’ultimo scenario: «La strategia che è si rivelata più efficace – spiega Stefano Balbi – è quella in cui si sospende l’uso della neve artificiale e si punta di più sulle strutture ricettive, migliorando la qualità dell’offerta turistica, puntando sul benessere, sulle famiglie e sugli sport al coperto». L’investimento stimato sarebbe in questo caso di circa 50 milioni di euro, con un aumento degli arrivi dai 18.000 attuali ai 23.000 mila, oltre a maggiori opportunità di lavoro. (w.m.)

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da egon Visualizza Messaggio
    Caro bosk, che ne pensi di queste nuove frontiere (articolo sul Corriere delle Alpi del 5.12)? Personalmente la prospettiva di andare in vacanza ad Auronzo per magari giocare a tennis al coperto, sotto un pallone, non mi solletica molto. Preferisco stare all'aria aperta, almeno in vacanza. E poi ho già ballato la danza della neve. In settimana nevica di sicuro. Ciao.

    Turismo, nuove frontiere per Auronzo
    Uno studio prende in considerazione lo sviluppo futuro con sempre minori nevicate. Si scierà ancora nel 2050? Sicuramente nevicherà di meno e probabilmente ad essere penalizzate saranno le località ad altitudine non troppo elevata. Auronzo rientra senz’altro tra le stazioni in odore di rischio, tanto da essere scelta, unica rappresentante del Veneto, dal Progetto Interreg « Il Cambiamento Climatico ed i suoi impatti sul turismo nello Spazio Alpino», condotto dal Centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici e finanziato dalla UE nell’ambito del programma triennale Alpine Space. L’indagine, partita nel 2008 si è appena conclusa, dopo aver coinvolto una ventina di località di tutto l’arco alpino. Il documento relativo ad Auronzo è consultabile da pochi giorni sul sito www.dse.unive.it ed è frutto del lavoro di un pool di esperti tra cui Stefano Balbi, Laura Bonzanigo, Maurizio Dissegna, Carlo Giupponi ed Isabella Pasutto. Il progetto è partito in Val Ansiei dal coinvolgimento in due workshop (giugno e settembre 2010) di amministratori locali, progettisti, ambientalisti, giornalisti ed operatori turistici, per analizzare i diversi possibili impatti dei cambiamenti climatici sul settore del turismo alpino. I dati sono stati utilizzati poi per studiare appunto politiche d’adattamento appropriate a livello nazionale, regionale e locale. Gli scenari plausibili emersi sono tre. Il primo, denominato Ski-intensive, presuppone uno sci alpino di nuova generazione e punta su nuovi impianti di risalita (progetto Val Marzon ed altri collegamenti), snowpark, alberghi e ristoranti funzionali agli sciatori e tanta neve artificiale. Il secondo, detto Alternative-skiing guarda invece alle novità, richiede investimenti su mobilità e ricettività utili a free-riders, fondisti e ciaspolatori. In quest’ottica gli impianti servono per spostarsi e non per “risalire”, quindi non è necessario battere le piste e sparare neve. Il terzo, chiamato Beyond snow, ovvero “oltre la neve”, prevede l’abbandono degli investimenti legati all’attività sciistiche, cosicché Auronzo diventerebbe una località per famiglie dedicata al benessere con tante nuove strutture che non necessitano di neve. A “vincere” è stato proprio quest’ultimo scenario: «La strategia che è si rivelata più efficace – spiega Stefano Balbi – è quella in cui si sospende l’uso della neve artificiale e si punta di più sulle strutture ricettive, migliorando la qualità dell’offerta turistica, puntando sul benessere, sulle famiglie e sugli sport al coperto». L’investimento stimato sarebbe in questo caso di circa 50 milioni di euro, con un aumento degli arrivi dai 18.000 attuali ai 23.000 mila, oltre a maggiori opportunità di lavoro. (w.m.)


    Cosa ne penso??? che nel 2050 potrei già essere morto, ma nel frattempo devo vivere, per carità chissà, forse già tra 10 anni smetterà di nevicare, possono essere bravissimi scienziati e aver ragione, ma sinceramente non condivido, non perchè danno contro alla mia teoria, ma per il semplice fatto che si basano su dati attuali e che non è detto che tra 10 anni siano uguali ad oggi, chi può dire che non faccia nevicate come 2 anni fa??? che la neve ha durato fino a maggio??? una cosa che non ho capito, investire 50 milioni di euro per la prospettiva di avere 5000 unità in più? e questo incremento sarà tra quanto? per il 2050 o per il prossimo anno? Magari hanno ragione loro, secondo me no, e questi posti di lavoro senza impianti dove nascono? un'ultima cosa, la vita di un impianto è di 40 anni poi deve essere sostituito, ammettendo che superi sempre i controlli, quindi nel caso che questi scenziati abbiano ragione, siamo ancora in tempo per tentare la strada degli impianti,poi volendo si può guardare anche al resto.

    Spero che ti sia impegnato bene nella danza della neve, in caso chiamami che proviamo in 2.......


    Andare in montagna e stare all'interno di campi coperti??? mi chiedo come qualcuno possa pensare ad una cosa simile, bho!!!
    Ultima modifica di bosk; 06-12-2011 alle 07:13 PM

  5. #25
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    50 Milioni di € (ma non ne costava 85€ il comprensorio Civetta-Cadore?).

    Non so sulla base di quali stime dicano che nel 2050 non nevicherà più alle basse quote.

    Se è sulle stime dell'incremento delle temperature, beh allora sto tranquillo.

    Mi preoccupa molto di più la persistenza di figure bariche sfavorevoli alle precipitazioni, come la congiuntura attuale. Quella sì che è un trend che si sta ripetendo sempre più spesso. Ed è quella che è la colpevole delle alte temperature di cui gode/soffre la montagna.

    Anche se di inverni secchi, ma davvero secchi se ne ricodano tanti negli anni '80 a cavallo con i '90.
    O ve li siete dimenticati.

    E poi non gufiamo: facciamo tutti la danza della neve

  6. #26
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    Qualcuno ha mai più sentito niente a riguardo? Ovviamente anche di questo progetto non si farà mai nulla giusto? Ho visto che nel piano neve della regione ci sono una decina di progetti tra cui un collegamento auronzo misurina per la Val Marzon e uno tra il Col De Varda e il Passo Tre Croci... che immagino non verranno mai eseguiti, poi vai in Badia o in Fassa e ogni anno trovi un impianto nuovo...

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Drexel Visualizza Messaggio
    poi vai in Badia o in Fassa e ogni anno trovi un impianto nuovo...
    Beh, ma lì non c'è mica il gallo cedrone. Ciao.

  8. #28
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    ma le moto a scarichi aperti che arrivano al rifugio Auronzo durante tutta l'estate non disturbano nessuno? Ovviamente non lo sto chiedendo a te che ho capito benissimo hai usato un tono sarcastico... I siti Natura 2000 vanno bene solo per non farci impianti di risalita giusto? mentre per incassare milioni di Euro in pedaggi vanno benissimo....

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da Drexel Visualizza Messaggio
    ma le moto a scarichi aperti che arrivano al rifugio Auronzo durante tutta l'estate non disturbano nessuno? Ovviamente non lo sto chiedendo a te che ho capito benissimo hai usato un tono sarcastico... I siti Natura 2000 vanno bene solo per non farci impianti di risalita giusto? mentre per incassare milioni di Euro in pedaggi vanno benissimo....
    Pecunia non olet.

  10. #30
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    Purtroppo è inutile che ce la cantiamo e ce la suoniamo sempre noi.

    Ma le famose proposte alternative non arrivano, e dunque le uniche voci (un po' inca@@ate) sono rimaste le nostre.

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