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Discussione: Un bel sogno (treno Dolomiti-Venezia)

  1. #11
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Citazione Originariamente Scritto da SuperAnima Visualizza Messaggio
    Come fai a paragonare Jesolo,Caorle,Lignano ecc. le terme euganee con uno dei pochi patrimoni naturali dell'Unesco,LE DOLOMITI! Questo paragone è banale anzi banalissimo!
    E' altresì varo che tutte le località da te citate ospitano turisti che vanno poi a vedere Venezia.
    Non viceversa!!
    Potrà sembrarti banale, ma se a uno non piace la montagna, anche se unesco, non ci viene ugualmente e come dici tu prima vanno nelle località turistiche scelte e poi vanno a Venezia, e chi ti dice che questa regola non valga anche per qua???

  2. #12
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Citazione Originariamente Scritto da arams Visualizza Messaggio
    Questo paragone è veramente banale perchè è banale capire che calza proprio a pennello... Hai idea di quante presenze faccia Jesolo in 3 mesi? Quelli che le Dolomiti Bellunesi, PAtrimonio dell'UNESCO, imaparagonabili perchè uniche, eccezionali, ettc... (bla, bla, bla...) fanno forse in 3 anni...
    Guardiamo in faccia la realtà, smettiamola di parlare di aria fritta e di poesie, tipo il treno super veloce che arriva a Calalzo e poi magari pure a Dobbiaco... E' roba sepolata dalla storia oltre che dalla nostra inadeguata politica... E' inutile continuare a vivere di illusioni...E poi Jesolo manco ha il treno... pensa che strano...
    Sapete qual'è la meta turistica più frequantata del mondo nel 2010? Dubai!!! Cosa c'è a Dubai di bello??? NIENTE che non abbia costruito l'uomo!!! Come mai? Forse perchè delle belle montagne e basta non importa ormai niente a nessuno se non ci sono i servizi e le infrastrutture e le occasioni di svago (vedi impianti di risalita)? Non ditemi che a Jesolo c'è qualcosa di bello "che Dio ci ha dato"? Il mare forse?

    Quoto in pieno.

  3. #13
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    Ok signori,domenica tutti a Jesolo!
    Dove c'è casino,discoteche,sballi,mare pulito,donne!
    Lasciamo le dolomiti ai malgari,a qualche turista venessian o trevisan sfigato che non porta schei........E poi è meglio costruire,cementificare e prendiamo come esempio Dubai! E' vero mi avete aperto la mente!
    Dobbiamo costruire"occasioni di svago",come impianti di risalita.
    Ora si che ho finalmente capito!
    Quoto Arams e Bosk!

  4. #14
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    Ah dimenticavo: " e poi Jesolo manco ha il treno"

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da SuperAnima Visualizza Messaggio
    Ok signori,domenica tutti a Jesolo!
    Dove c'è casino,discoteche,sballi,mare pulito,donne!
    Lasciamo le dolomiti ai malgari,a qualche turista venessian o trevisan sfigato che non porta schei........E poi è meglio costruire,cementificare e prendiamo come esempio Dubai! E' vero mi avete aperto la mente!
    Dobbiamo costruire"occasioni di svago",come impianti di risalita.
    Ora si che ho finalmente capito!
    Quoto Arams e Bosk!
    Sono felice che tu abbia finalmente capito!!! Tu hai aperto questo topic tirando fuori nuovamente la questione del treno, io come arams abbiamo detto il perchè secondo noi non sia la priorità per rilanciare il turismo in Cadore, TU STESSO hai detto che i turisti prima vanno nelle località scelta, poi vanno a vedere Venezia, allora perchè qua dovrebbe essere il contrario??? perchè siamo unesco??? sono oramai 2 anni e mezzo che siamo unesco, e cosa è cambiato??? nulla, poi ti faccio notare che pure il T.A.A. è unesco per una buona parte, e stai a vedere che tra le 2 zone la gente preferisce loro perchè hanno il triplo dei servizi? e non mi sembra che da loro pur offrendo molti servizi sia tutto CEMENTIFIATO come continuate a dire nascondendovi dietro questa parola.

  6. #16
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    Predefinito Il treno dei desideri...

    L'idea è suggestiva. In Lombardia è stato realizzato questo progetto. Un esempio anche per il Cadore?
    SONDRIO Se ne è discusso per anni. Forse troppi. Oggi il «Treno della neve» è quasi una realtà. L'amministrazione provinciale, infatti, e in particolare la presidenza e l'assessorato ai Trasporti, ha praticamente definito un'operazione capace di generare un grande appeal sul potenziale turista della neve permettendogli di raggiungere le piste da sci della Valtellina e della Valchiavenna con mezzi pubblici e con notevole risparmio di tempo già dal prossimo 1° dicembre. Tanto più, questa iniziativa esprime la sua valenza, in vista della chiusura per lavori delle prime due gallerie della superstrada Colico-Lecco in direzione sud con un restringimento della corsia e, l'inevitabile rallentamento e disagio del traffico.
    I termini dell'operazione, vera novità della stagione sciistica 2010-2011, richiedono le ultime messe a punto, ma è certo che il «Treno della neve», allestito con Trenitalia-LeNord, sarà nuovo di zecca, capace di trasportare 180 persone su quattro carrozze formato open-space, con ampi finestrini panoramici, sistema audio visuale, rastrelliere per sci e snowboard e, persino, uno spazio adibito alla gastronomia dove gustare la cucina locale della Valtellina. Il tragitto andrà da Milano stazione Centrale a Tirano, via Lecco, Colico e Sondrio, con risparmio ipotizzato di 10 minuti sui tempi di percorrenza medi e leggero aumento del costo del biglietto rispetto alla corsa normale.
    Tre, peraltro, sono le corse in calendario ogni settimana, si parte il venerdì sera, l'ipotesi è alle 18 da Milano Centrale e arrivo a Tirano alle 20,20 (Sondrio 19,45, Tresenda 20,00), il sabato mattina, con partenza alle 7 sempre dalla medesima stazione e arrivo al capolinea alle 9,20 (Sondrio 8,45, Tresenda 9,00). Mentre la domenica sera è previsto l'allestimento di un treno di ritorno verso Milano con partenza alle 18 da Tirano e arrivo in Centrale alle 20,20.
    Il maggior risparmio in termini di tempo, peraltro, non sarebbe tanto garantito dal treno in sé, ma dai collegamenti diretti via autobus per le stazioni turistiche organizzati ai capolinea, ovvero a Colico per la Valchiavenna e la Vallespluga, a Sondrio per la Valmalenco, a Tresenda per Aprica e a Tirano per Bormio, mentre si sta valutando la possibilità di allestire il servizio di trasporto su gomma anche verso Livigno.
    In particolare, allo stato attuale, sono già stati definiti i tempi di percorrenza delle tratte Milano Centrale-Chiesa in Valmalenco (2 ore e 15 minuti di cui 30 minuti in pullman), Milano Centrale-Aprica (2 ore e 20 minuti di cui 20 minuti in pullman) e Milano Centrale-Bormio (3 ore di cui 40 minuti in pullman), mentre Trenitalia-LeNord e amministrazione provinciale stanno lavorando alla definizione dei tempi di percorrenza delle tratte su cui ancora non è stato approntato il piano delle coincidenze via autobus fermo restando che il trasporto verrà garantito da aziende locali quali Perego ed Stps che già conoscono ampiamente il territorio.
    La messa a punto del progetto di base, formulato dapprima sui soli collegamenti diretti con Chiesa in Valmalenco, Aprica e Bormio, peraltro, si è fondato sull'analisi della domanda ovvero delle potenziali utenze del servizio riferite ai comprensori sciistici presi in esame per un totale di 900mila-1,1 milioni di utenti di cui 500mila riferiti al comprensorio di Bormio, 373mila a quello di Aprica e 231mila a quello della Valmalenco.
    Nel corso delle prossime riunioni tra i soggetti attuatori dell'iniziativa, peraltro, verrano analizzati con maggiore compiutezza gli aspetti tecnici dell'operazione vagliando anche la possibilità o meno di prevedere una fermata del «Treno della neve» a Morbegno in modo da collegare via autobus anche le piste della Valgerola sebbene ciò potrebbe comportare un rallentamento dei tempi di marcia del treno. Mezzo su cui, è bene precisarlo, potranno salire tutti, turisti e non, tant'è che si prevede un certo afflusso anche di lavoratori e studenti che da Milano e dintorni rientrano in valle nel fine settimana. Ferma intenzione dell'amministrazione provinciale, infatti, non è solo quella di favorire l'arrivo in valle di turisti tramite l'allestimento di questo apposito treno, ma anche di facilitare la vita dei tanti pendolari che si servono quotidianamente o settimanalmente di questo mezzo per ragioni di studio e lavoro tant'è che sono al vaglio ipotesi ad hoc per questo tipo di utenza con Trenitalia medesima.

  7. #17
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    Predefinito ...dei miei pensieri all'incontrario va.

    ed ecco come è andata a finire.
    Sul Treno della montagna è ormai scontro aperto. Contrastanti le valutazioni degli operatori e degli amministratori; duri gli scontri politici a livello regionale. La giornata di oggi (22 febbraio 2011) è stata caratterizzata dal botta e risposta tra opposizione e governo della Regione Lombardia.Per il consigliere valtellinese del Pd, Angelo Costanzo, “la Regione Lombardia scarica sul territorio il fallimento del treno della montagna”.Oggi, martedì 22 febbraio 2011, in Consiglio regionale – recita una nota del Pd lombardo – si è discussa la question time presentato dal consigliere regionale del Pd Angelo Costanzo in merito al fallimento del cosiddetto Treno della montagna che ha visto il coinvolgimento di enti pubblici quali la Provincia di Sondrio e la Camera di Commercio di Sondrio, ed enti privati tra cui Valtellina Turismo, Entra in Valtellina, Banca Popolare di Sondrio, Credito Valtellinese, Valtellina Che Gusto. Un fallimento certificato dai numeri che non lasciano spazi a interpretazioni di parte: dal 3 dicembre 2010 al 30 gennaio 2011 solo 139 biglietti venduti online per una utenza media di 27 utenti. Se non bastano i numeri c’è la dichiarazione dell’amministratore delegato di Trenitalia-LeNord Giuseppe Biesuz che ha esplicitamente parlato di “fallimento” dell’iniziativa definendo il Treno della montagna “un flop”.Ecco cosa ne pensa ostanzo: “Mi sarei aspettato, dopo il grande effetto-annuncio dell’inaugurazione del treno della montagna, un momento altrettanto enfatizzato dei risultati negativi raggiunti. Le inaugurazioni sono figlie di molti e i fallimenti di nessuno. Un silenzio che stride di fronte alle prese di posizione dell’opinione pubblica e della stampa locale e nazionale. Una classe dirigente si prende le responsabilità anche dei fallimenti. Non si tratta solo di un flop economico, tra costi e ricavi, ma soprattutto di un fallimento di promozione turistica perché i turisti su quel treno non sono saliti. L’idea di raggiungere le località turistiche della Valtellina e Valchiavenna con il treno è lodevole, ma la sfida della mobilità sostenibile nel turismo locale non può essere affrontata una tantum con uno sconto treno-skipass, ma deve fare parte di un processo culturale profondo basato sulla qualità del sistema Valtellina e di interventi di incentivazione di vallata turistica di mobilità dolce con la promozione di pacchetti vacanze senza auto, che non coinvolgano, dunque, solo gli impianti di risalita, ma anche gli albergatori e i tour operator locali”.
    Costanzo chiude: “Dopo la risposta di Cattaneo qualcuno sul territorio, partner pubblico o privato, si prenda la responsabilità del fallimento e chiarisca le risorse utilizzate, ma soprattutto rifletta sul progetto”.
    Cattaneo: il treno della montagna è stato voluto dal territorio
    L’assessore regionale Raffaele Cattaneo ha affidato a Lombardia Notizie il contenuto della sua risposta e la replica ad Angelo Costanzo.
    “Il treno della montagna è un’iniziativa avviata per una precisa, esplicita e ripetuta richiesta del territorio: una richiesta a cui mi pare che anche il consigliere Costanzo a suo tempo si aggiunse”. Così l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, ha replicato oggi all’interrogazione presentata in Consiglio Regionale da Angelo Costanzo (Pd) durante il question time.
    “Illustri esponenti del territorio della Provincia, della Camera di Commercio, del Credito valtellinese, della Banca Popolare di Sondrio nelle lettere inviate nei mesi scorsi avevano manifestato l’assoluta opportunità del progetto, tanto da diventare loro stessi partner dell’iniziativa – ha proseguito l’assessore -. Di fronte a questa sollecitazione del territorio avremmo forse dovuto far finta di niente? Anziché lasciare che queste istanze cadessero nel vuoto, abbiamo preferito fare la nostra parte, chiedendo a Trenitalia-LeNORD di mettere in campo una proposta tecnicamente fattibile”.
    La società ferroviaria infatti per 13 settimane (dal 6 dicembre al 27 febbraio) ha avviato un progetto sperimentale che ha offerto una possibilità ai turisti di andare a sciare in Valtellina utilizzando il treno. “Un servizio – ha spiegato Cattaneo – caratterizzato da treni moderni, di qualità, con assistenza a bordo e con l’offerta di prodotti tipici”.
    Quanto al tema delle risorse l’assessore ha confermato che “il contributo della Regione Lombardia è zero. Sono stati gli sponsor del territorio, quali la Provincia di Sondrio, la Camera di Commercio, il Credito Valtellinese, la Banca popolare di Sondrio, i consorzi di promozione e le società degli impianti di risalita ad aver sostenuto la gran parte del costo del servizio. Inoltre, questo è un progetto commerciale e come tale si ripaga i propri costi con i ricavi. Forse il Consigliere Costanzo sostiene che i pendolari di Sondrio siano disposti a pagare 33 euro (come è il costo del treno della montagna) per fare un viaggio da Tirano a Milano? Sarebbe una grande novità. Credo però che la volontà dei pendolari sia ben diversa”.
    Da ultimo l’assessore Cattaneo si è soffermato sui numeri di questa operazione: “Neppure io sono entusiasta dei risultati di questa iniziativa, che tuttavia ha registrato un aumento fino a 80 turisti nelle ultime settimane. Il nostro compito è quello di rappresentare i cittadini e da questo punto di vista mi pare che abbiamo risposto ad un’esigenza segnalata e richiesta a gran voce dal territorio. Con gli enti e i soggetti coinvolti valuteremo come e se proseguire questo percorso”.

  8. #18
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    BELLUNO. Col nuovo orario ferroviario, in vigore da domenica prossima, i viaggiatori e i pendolari bellunesi perdono 13 corse, guadagnandone tre sulla tratta Belluno-Feltre. I più penalizzati i cadorini e gli utenti della linea Calalzo-Belluno, come evidenzia la Uil trasporti. Sparito il Roma-Calalzo, tagliate le corse integrate col pullman (9 corse per le quali prima si prendevano i biglietti unici valevoli per treno e pullman, ora invece bisognerà prendere due biglietti distinti). Per salire dal capoluogo avranno a disposizione soltanto 9 corse, 11 da Ponte nelle Alpi (prima erano 14). Da Calalzo a Belluno, le corse scendono da 13 a 10, fra Belluno-Feltre salgono da 14 a 16, da Feltre a Belluno aumentano di un’unità (da 15 a 16).

    Scendere a Venezia resta sempre problematico, perché dall’orario sono saltate due corse passando da 14 a 12. Per salire da Venezia, i convogli saranno 13, anziché 15, ma bisogna mettere in conto un passaggio in Freccia Bianca tra Mestre e Padova che difficilmente sarà usato dal pendolare verso Feltre o Belluno.

    Il primo treno in partenza da Belluno sarà alle 6.02, anziché alle 6.03. Quello per Padova alle 9.10 partirà anch’esso un minuto prima, alle 9.09. E’ stato tolto il treno delle 14.36 per Castelfranco, mentre un nuovo convoglio per Venezia è stato istituito alle 15.13 (prima era alle 15.42). Attenzione: l’ultimo regionale per Venezia partirà alle 19.41 visto che è stata tolta la coincidenza del treno delle 21.17 a Ponte. Inoltre, il treno in partenza da Belluno alle 15.42 per Venezia praticamente sarà impossibile prenderlo perché il cambio per la coincidenza a Ponte è solo di 4 minuti.

    Primo treno utile da Venezia alle 5.26, via Conegliano. Ma un minuto dopo, da Mestre, ne partirà un altro che, via Padova, raggiungerà Belluno addirittura in 2 ore e 47 minuti. In ogni caso nessun treno da Venezia raggiungerà il capoluogo provinciale prima delle 7.30. Per chi desidera arrivare a Belluno alle 11.28, ha tre possibilità da Venezia, ovvero pigliare una Freccia Bianca o una Freccia Argento, rispettivamente alle 9.01 e alle 9.09, oppure salire sul regionale delle 9.04 per Treviso, quindi cambiare per Montebelluna e di nuovo cambiare per Belluno, pigliando il convoglio da Padova.

    Via Padova anche il treno che arriva a Belluno alle 13.24. Entro che ora un bellunese deve lasciare Venezia per non trovarsi appiedato? Da domenica alle 19.36, con arrivo alle 21.33. Poi tutti a nanna. L’ultimo treno utile da Venezia per Calalzo resta quello delle 18.41, altrimenti, 20 minuti dopo, si può pigliare quello delle 19.94 per Treviso, cambiando poi per Montebelluna. A proposito di Calalzo, via il pullman delle 5.20 per Belluno. (fdm)


    E' sempre bello ricevere ottime notizie!!!!............

  9. #19
    Senior Member L'avatar di ALAN
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    Citazione Originariamente Scritto da ALAN Visualizza Messaggio
    .....ora come ora pensare in grande significa prepararsi a battagliare x mantenere un minimo di ferrovia,ospedale e qualche fottutissimo litro di acqua nel nostro lago!!!!!!!!!
    Ecco.....come volevasi dimostrare!!!!!! Piedi x terra......battaglie non sogni!!!!!!

  10. #20
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    Non capisco il tuo messaggio!
    Ma ti sei reso conto solo ora che siamo nella merda?
    E' questo che volevi dire?

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