Domenica c'è stata un'importante manifestazione per dire 'no' alla vendita del Cansiglio e ai nuovi impianti Alpago-Cavallo. A quanto pare, la gente comincia a capire che le risorse naturali sono un bene prezioso da difendere ....

http://corrierealpi.gelocal.it/crona...dita-1.1670644

TAMBRE. Eccolo il popolo “No impianti”, “No caccia la cervo”, “No svendita del Cansiglio”. Sono in mille, anzi più di mille.
Avanzano lentamente lungo il sentiero che sale a Casera Palantina. La giornata è splendida, il sole e la temperatura sono davvero quelli dell’«estate di san Martino».
Ci sono pure loro, i sindaci, Oscar Facchin di Tambre e Giacomo De Luca di Fregona, che non sono ambientalisti, ma che arrivano fino ai 2 mila metri di queste parti per dire che vogliono dialogare, non scontrarsi. Facchin pretende il collegamento sciistico col Piancavallo, De Luca il parco eolico sul Pizzoc. E c’è pure Renzo Chinol che di questa valle è il proprietario.
Lui, le piste non le vorrebbe, sostiene che il sito va tenuto com’è: selvaggio e al tempo stesso suggestivo. E propone di aprire proprio in casera “i tavoli della pace”, ovvero del confronto.
Non si è mai vista tanta gente, in 20 anni di proteste, come in questa occasione. Ci sono persino i concerti: di Tolo Marton e di Enrica Bacchia. Musiche e canti jazz che incorniciano i discorsi. Come quello di Alessandro Spessotto, della “lega anticaccia” del Friuli, contrario all’uccisione di un solo cervo, mentre il più realistico Toio De Savorgnani, di Mountain Wilderness sostiene che la cattura è possibile, ma all’esterno della riserva demaniale. Miranda Bacchiani di Tam-Cai e Bruno Zanantonio del Cai Veneto non si limitano a portare l’adesione, anzi il sostegno del Club alpino; i due ammoniscono che il Cansiglio, con tutte le sue problematiche, resterà sotto i severi riflettori del Cai, in campo nazionale. Sono una dozzina le associazioni, ambientaliste e alpinistiche, che hanno promosso il raduno. Michele Boato, dell’Ecoistituto, rilancia alla grande il progetto di sollecitare la protezione dell’Unesco per questa foresta, in modo che diventi patrimonio dell’umanità, e critica pesantemente l’alienazione dei beni regionali del Cansiglio. «L’assessore all’agricoltura Manzato, che con noi si è espresso ripetutamente per la tutela di questi beni, non può fare il pesce in barile e dire che è il suo collega Zorzato a voler vendere». Critico sull’argomento anche il sindaco di Tambre, Facchin, che rivendica per i montanari il diritto a decidere del loro futuro: sia per quanto riguarda le alienazioni, ma anche gli impianti di collegamento con Piancavallo. «Io resto delle mie posizioni, però con voi – dice agli ambientalisti – voglio aprire un dialogo».
E una posizione analoga la ribadisce il sindaco di Fregona, De Luca, che, considerata la stazza, ha faticato non poco a salire fin quassù, ma ha voluto esserci «per condividere con gli amici ambientalisti le battaglie che sono giuste», ma anche «per dissentire sulle posizioni pregiudiziali». Come, appunto, il no all’energia fotovoltaica. De Luca butta là, da sornione, anche un argomento solo apparentemente marginale: «Basta con i recinti e, quindi, la privatizzazione, del Cansiglio». Recinti che hanno cominciato a materializzarsi da quando i cervi scorazzano nei pascoli delle aziende di allevamento. Un grande striscione campeggia sul sit in di casera Palantina. Recita: “Il Cansiglio non è in vendita”. E su questa parola d’ordine di ambientalisti ed alpinisti concordano anche gli amministratori pubblici. E’ pomeriggio inoltrato quando i mille cominciano a scendere. La protesta è solo all’inizio.