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Discussione: Il cadore e' morto..

  1. #61
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    Anche quest'anno l'Eni ha organizzato per i dipendenti (e famigliari ) del gruppo, le gare di sci in cui gareggiano circa 2.000 "atleti", e manifestazioni di contorno. Se andiamo a vedere negli ultimi anni questa manifestazione è stata organizzata due volte a Bormio, Moena, San Martino di Castrozza, Folgaria e una volta a Cavalese e Andalo. E' curioso che l'Eni, quantunque negli anni 50-60 abbia edificato il villaggio di Borca (con tanto di busto di Mattei nei pressi della chiesa), non abbia mai pensato ad organizzare la manifestazione da queste parti. La cosa però appare meno strana se confrontiamo strutture e ricettività delle varie località suddette , con san vito-borca. Di là impianti per lo sci a iosa, palaghiaccio, centro congressi, mega centri benessere ecc.; a Borca San vito pochi alberghi, un mini comprensorio per lo sci e un piccolo centro benessere, verosimilmente insufficienti a reggere una massa di 2000 atleti e loro famigliari. E allora non può sorprendere che l'eni, nonostante sia radicata qui (anche se il villaggio è stato venduto alla Minoter, sono ancora molti i suoi dipendenti che si ricordano del villaggio, per avervi soggiornato) non abbia mai organizzato qui la sua manifestazione. Si parla di rilanciare il turismo nel Cadore: ma senza strutture non credo sia possibile, se non marginalmente. Se poi quando qualcuno avanza qualche progetto, tipo il nuovo comprensorio o il centro congressi a borca, si pensa solo ad affossarlo, non vedo grandi prospettive per il futuro. Come dicono a milano: danèe fan danèe e pioecc fan pioecc (traduco per i non lombardi: soldi fanno soldi e pidocchi fanno pidocchi). Certo i soldi di per sè non dànno la felicità (figuriamoci la mancanza!), e ci si può benissimo accontentare delle immersioni psicofisiche nel mondeval, anche perchè in fondo anche i pioecc sono simpatiche bestiole e se danno fastidio basta darsi una grattatina e tutto passa.
    Ultima modifica di egon; 18-02-2012 alle 02:09 PM

  2. #62
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Citazione Originariamente Scritto da egon Visualizza Messaggio
    Anche quest'anno l'Eni ha organizzato per i dipendenti (e famigliari ) del gruppo, le gare di sci in cui gareggiano circa 2.000 "atleti", e manifestazioni di contorno. Se andiamo a vedere negli ultimi anni questa manifestazione è stata organizzata due volte a Bormio, Moena, San Martino di Castrozza, Folgaria e una volta a Cavalese e Andalo. E' curioso che l'Eni, quantunque negli anni 50-60 abbia edificato il villaggio di Borca (con tanto di busto di Mattei nei pressi della chiesa), non abbia mai pensato ad organizzare la manifestazione da queste parti. La cosa però appare meno strana se confrontiamo strutture e ricettività delle varie località suddette , con san vito-borca. Di là impianti per lo sci a iosa, palaghiaccio, centro congressi, mega centri benessere ecc.; a Borca San vito pochi alberghi, un mini comprensorio per lo sci e un piccolo centro benessere, verosimilmente insufficienti a reggere una massa di 2000 atleti e loro famigliari. E allora non può sorprendere che l'eni, nonostante sia radicata qui (anche se il villaggio è stato venduto alla Minoter, sono ancora molti i suoi dipendenti che si ricordano del villaggio, per avervi soggiornato) non abbia mai organizzato qui la sua manifestazione. Si parla di rilanciare il turismo nel Cadore: ma senza strutture non credo sia possibile, se non marginalmente. Se poi quando qualcuno avanza qualche progetto, tipo il nuovo comprensorio o il centro congressi a borca, si pensa solo ad affossarlo, non vedo grandi prospettive per il futuro. Come dicono a milano: danèe fan danèe e pioecc fan pioecc (traduco per i non lombardi: soldi fanno soldi e pidocchi fanno pidocchi). Certo i soldi di per sè non dànno la felicità (figuriamoci la mancanza!), e ci si può benissimo accontentare delle immersioni psicofisiche nel mondeval, anche perchè in fondo anche i pioecc sono simpatiche bestiole e se danno fastidio basta darsi una grattatina e tutto passa.


    Quoto,quoto,quoto e continuo a quotare...... per chi non avesse capito quoto in toto.

  3. #63
    Senior Member L'avatar di heimat
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    Il cadore non è morto... figuriamoci. Sono i cadorini in questo momento a essere un pò pesti, ma ne hanno passate tante e di peggio che certo sapranno ritorvarsi! Ma mica da soli, come qualcuno qui asserisce. Ci vuole l'aiuto di tutti. Non è con la chiusura, con i dazi, con le proibizioni che si fa benessere e questo chiaramente lo dice la storia.... Ogni obbiettivo si raggiunge per fasi e per il Cadore secondo me la prima, non può essere quella della chiusura, della ghettizzazione (sei residente non paghi, non lo sei paghi, lascia l'auto a pian di Vedoia e prendi il treno...). Il primo passo, lo chiamerei quello della PREFERENZA: si compie un'azione, si va in luogo perchè in base ad una serie di valutazioni si "preferisce" ad un'altro. Allora lavoriamo su un OBBIETTIVO innanzitutto, capendo quale genere di persone vorremmo qui. Operazione fatta (si può discutere se bene o male per carità), una decina di anni fa da Jesolo Lido che ha deciso di essere sopratutto "il mare della famiglia" a discapito del "popolo della notte". Altro principio secondo me primario in un territorio vestissimo ma altamente frammentato è quello dell'UNIONE. E qui andiamo male: lavorare insieme non è mai stato il punto forte delle comunità di qua... Sono però fiducioso nelle nuove generazioni che forti di esperienze, studi ect compiuti in altre città, regioni, nazioni, possano pian piano abbattere queste barriere. Quando si riuscirà a compiere questo salto di qualità, allora si potrà costruire un'identità caratteristica che consente di fare al limite scelte "forti" (es. strada con pedaggio) non certo prima. (Zermatt insegna).
    Questa la mia opinione da foresto.

  4. #64
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Citazione Originariamente Scritto da heimat Visualizza Messaggio
    Il cadore non è morto... figuriamoci. Sono i cadorini in questo momento a essere un pò pesti, ma ne hanno passate tante e di peggio che certo sapranno ritorvarsi! Ma mica da soli, come qualcuno qui asserisce. Ci vuole l'aiuto di tutti. Non è con la chiusura, con i dazi, con le proibizioni che si fa benessere e questo chiaramente lo dice la storia.... Ogni obbiettivo si raggiunge per fasi e per il Cadore secondo me la prima, non può essere quella della chiusura, della ghettizzazione (sei residente non paghi, non lo sei paghi, lascia l'auto a pian di Vedoia e prendi il treno...). Il primo passo, lo chiamerei quello della PREFERENZA: si compie un'azione, si va in luogo perchè in base ad una serie di valutazioni si "preferisce" ad un'altro. Allora lavoriamo su un OBBIETTIVO innanzitutto, capendo quale genere di persone vorremmo qui. Operazione fatta (si può discutere se bene o male per carità), una decina di anni fa da Jesolo Lido che ha deciso di essere sopratutto "il mare della famiglia" a discapito del "popolo della notte". Altro principio secondo me primario in un territorio vestissimo ma altamente frammentato è quello dell'UNIONE. E qui andiamo male: lavorare insieme non è mai stato il punto forte delle comunità di qua... Sono però fiducioso nelle nuove generazioni che forti di esperienze, studi ect compiuti in altre città, regioni, nazioni, possano pian piano abbattere queste barriere. Quando si riuscirà a compiere questo salto di qualità, allora si potrà costruire un'identità caratteristica che consente di fare al limite scelte "forti" (es. strada con pedaggio) non certo prima. (Zermatt insegna).
    Questa la mia opinione da foresto.


    Su quello che hai detto condivido in pieno, il problema di cui hai fatto esempio del pedaggio ecc.... è appoggiato da quelle nuove generazioni a cui ti riferisci, ed è per questo motivo che la strada sarà lunga.....

  5. #65
    Senior Member L'avatar di giovanni
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    cari internauti non vorrei peccare di presuntuosità anzi..."sono ero e rimango una delle ultime ruote di un carro" ma nei miei precedenti e attuali post scrivo e denuncio i principali MALI DEL CADORE non sono misteri o studi incalcolabili....i fattori sono relativamente pochi ma indissolubili tra loro se non avverranno nei prossimi 10 / 15 anni dei netti cambi di direzione vera e concreta....queste valli sono spaccate per decenni senza fare demagogia o allarmismi o ancor peggio pessimismi...sono solo considerazioni e stime reali.. il resto se pur comprensibile a livello di esternazioni solo solo folclore come i referendum ecc ecc
    giò73

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