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Discussione: Il caso dei 2 Marò in India

  1. #21
    Administrator L'avatar di ecko
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    Finalmente!


  2. #22

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    Può servire per un'ulteriore riflessione sulla vicenda:

    http://www.voltairenet.org/article174510.html

  3. #23
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    Nuovi aggiornamenti sul caso: http://espresso.repubblica.it/dettag...eplica/2211133

    Qui il giornalista Toni Capuozzo, inizia ad ammettere i primi errori sull'indagine…

  4. #24
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    Non c'è alcuna certezza che non siano degli assassini quindi come si può affermare frasi del genere??

  5. #25
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    Talking In dubio pro reo

    Citazione Originariamente Scritto da Marina Visualizza Messaggio
    Non c'è alcuna certezza che non siano degli assassini quindi come si può affermare frasi del genere??
    In realtà è la colpevolezza che deve essere dimostrata al di là di ogni ragionevole dubbio, non l'innocenza! Tant'è che si dice che è meglio un colpevole libero, che un innocente in galera. E' comunque indiscutibile (al di là dell'innocenza o della colpevolezza) che i marò sono stati attirati a Kochi con un trucco; da cui si potrebbe presumere che se i marò fossero stati in malafede, invece di andare in porto a denunciare un (presunto) attacco di pirati, avrebbero risposto con il gesto dell'ombrello. Comunque sembra che i poliziotti indiani abbiano rinunciato a venire in Italia a interrogare gli altri quattro marò: forse temono che gli restituiamo lo scherzetto.....

  6. #26
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    Predefinito L'amico Pino

    E adesso come la mettiamo? Vuoi vedere che a sparare è stato Pino Chet, o forse Gary Baldi, o magari il suo vice Nino Biperio? Ah, saperlo!

    Incongruenza". La parola è di Staffan De Mistura, l'inviato del governo per la vicenda dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati da un'improbabile inchiesta della polizia del Kerala di aver ucciso due pescatori al largo delle coste indiane il 15 febbraio 2012.

    L'ha usata nell'audizione presso le commissioni esteri e difesa della Camera e del Senato, la sede parlamentare più prestigiosa alla quale abbia mai riferito finora. La "incongruenza" è fra le pallottole trovate nei corpi dei due deceduti, Valentine Jalastine e Ajish Binki, e quelle dei fucili d'assalto Beretta Ar 70/90 in dotazione a Latorre e Girone.

    La differenza non è sfuggita ai detective della Nia, la polizia antiterrorismo di Nuova Delhi. Quelli estratti dalla testa di Jalastine e dal torace di Binki erano calibro 7 e 62, ossia molto più grandi dei proiettili calibro 5 e 56 in dotazione ai due fucilieri del Reggimento San Marco.

    Le misure furono fatte il 16 febbraio dal professor K. Sasikala di Trivandrum, l'anatomo patologo del Kerala che fu incaricato dell'autopsia sui cadaveri delle vittime. Latorre e Girone hanno sempre sostenuto che spararono, senza ferire nessuno, colpi di avvertimento in acqua in direzione di un'imbarcazione che si stava avvicinando pericolosamente alla petroliera Enrica Lexie sulla quale prestavano servizio.

    Lo strumento usato per superare "l'incongruenza" dichiarata ora da De Mistura fu la perizia balistica. Con un fermo immagine ingrandito dei filmati trasmessi dal Tg 1 e dal Tg 2 si è visto che i due passaggi del documento che indicano il mese dell'accertamento e associano i proiettili repertati ai nomi delle due vittime, Ajish Pink, 25 anni, colpito al torace, e Valentine Jalastine, 45 anni, fulminato con un colpo alla testa, sono stati redatti con una seconda macchina per scrivere dopo aver cancellato il testo originale.

    Nel passaggio che cita Pink si vedono addirittura due residui dello scritto precedente. L'indicazione del mese e il nome sono sulla destra, mentre il resto del documento è ordinatamente allineato a sinistra. La stessa anomalia si ripete quando viene citato il reperto estratto dal cervello di Jalastine. L'ingrandimento documenta le sbavature di una macchina da scrivere diversa e imprecisa. Perfino il modo di indicare il mese si trasforma. Nell'originale è Cr No.02/12 nella manipolazione è Cr. No: 02/12. Non solo. I due maggiori del Ris che hanno assistito allo sparo con i fucili dei marò non hanno potuto partecipare all'autopsia ed erano semplici "osservatori", non autorizzati quindi a fare richieste di alcun genere.

    Infine, il proprietario e comandante del Saint Antony Freddy Bosco ha dichiarato un orario dell'incidente che non c'entra nulla con quello dell'abbordaggio fallito alla Enrica Lexie. La prova è un filmato di "Venad News", una tv del Kerala, un minuto e 31 secondi di dichiarazioni. Dice Freddy Bosco, datore di lavoro dei due pescatori uccisi: "Erano le 9 e 30 della sera. Ho sentito un grande rumore". Peccato che l'assalto abortito alla petroliera italiana sia avvenuto alle 16 e 30 indiane, come risulta da tutti i documenti, ossia 5 ore prima dell'orario rivelato a caldo da Bosco. La spiegazione possibile è solo una. L'armatore del Saint Antony si riferiva al giorno precedente e il peschereccio colpito veniva da lontano.

  7. #27
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    Fonte dell'articolo? E' buona norma riportarla sempre.

  8. #28
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    Giusto. La fonte vera sarà presumibilmente una "velina" ministeriale; comunque l'articolo è stato pubblicato sull'HUFFINGTON POST di ieri.
    Ciao.

  9. #29
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    Considerando la situazione che abbiamo in Italia in tema informazione (e il caso dei marò è emblematico), riportare la fonte in una discussione così complessa, è il minimo. E richiederla come ho fatto io, è semplicemente lecito. Quindi caro Egon, evita battutine inutili perchè sono fuori posto.

    Per tornare sull'argomento e alla tua domanda "E adesso come la mettiamo?", la mettiamo così: che l'unica cosa certa negli aggiornamenti degli ultimi giorni è che dall’India, la NIA (National Investigation Agency) ha interrogato altri quattro marò italiani che si trovavano a bordo della Enrica Leixe insieme a Girone e Latorre.
    I media italiani (tanto per cambiare), hanno subito diffuso la notizia che le nuove perizie scagionerebbero i 2 marò accusati, secondo fonti più neutre, invece (come puoi leggere QUI) si dice semplicemente che la perizia balistica ha dato risultati compatibili con le armi dei sei marines italiani presenti a bordo della nave.

    Quindi, aspettiamo ulteriori sviluppi. Ecco come la mettiamo.

  10. #30
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    Non era un battuta ma la (presumibile) verità. Non credo che il giornalista fosse presente alla riunione della Commissione difesa e quindi la fonte della notizia va cercata in una velina, altrimenti gli uffici stampa dei vari ministeri a cosa servirebbero? La battuta, se mi consenti, era un'altra, riferita a certi deludenti comportamenti di qualche eletto del M5S (poi se vuoi ti spiego chi era Nino Biperio). D'altra parte, se è vero che le "parlamentarie" hanno interessato solo 38.000 elettori, è naturale che il voto sia andato al vicino di pianerottolo, al capo scala, a madre e figlio (questa non è una battuta!). Ed è un miracolo che non sia stato eletto il mio amico Guido Lamoto, o l'avvocato Massimo Della Pena, o Pippo, Pluto e Paperino. Detto da uno deluso da M5S (fine dell'off-topic per quanto mi riguarda).

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