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Discussione: Auronzo: ma sarà poi vero che la Lazio porta un boom extra di turisti?

  1. #11

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    Ciao...anche lo scorso fine settimana ero ad Auronzo, e ce n'era gente ragazzi!!! Tanti romani...sarà una coincidenza o che, ad ogni modo di certo il fatto che ci sia la Lazio, crea un giro che alla zona può solo fare bene. Di sti tempi meglio averlo il ritiro di una squadra blasonata!
    Sul fatto che ci siano quelle 5 cose e basta....ho frequentato per anni anche altri posti di montagna prima del Cadore, il vicentino zona Asiago e anche in Trentino la zona di Folgaria-Lavarone...non mi ricordo cose molto diverse in stile Disneyland! Ne ho un ricordo decisamente più "noioso".
    E certamente i posti non sono assolutamente gli stessi...

  2. #12
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Citazione Originariamente Scritto da babypeach81 Visualizza Messaggio
    Ciao...anche lo scorso fine settimana ero ad Auronzo, e ce n'era gente ragazzi!!! Tanti romani...sarà una coincidenza o che, ad ogni modo di certo il fatto che ci sia la Lazio, crea un giro che alla zona può solo fare bene. Di sti tempi meglio averlo il ritiro di una squadra blasonata!
    Sul fatto che ci siano quelle 5 cose e basta....ho frequentato per anni anche altri posti di montagna prima del Cadore, il vicentino zona Asiago e anche in Trentino la zona di Folgaria-Lavarone...non mi ricordo cose molto diverse in stile Disneyland! Ne ho un ricordo decisamente più "noioso".
    E certamente i posti non sono assolutamente gli stessi...
    Nessuno dice che non ci sia gente, il punto è se il rapporto tra spesa per avere la Lazio e ritorno sia positivo, ripeto, a livello pubblicitario sicuramente, a livello economico.....non saprei.
    Riguardo le solite 5 cose, non ho mai detto che serva creare un Disneyland, ma credo che dopo 30 anni, siano almeno da rinnovare un pò e magari aggiungere qualcosaltro, c'è da dire che da qualche anno a sta parte è stata inserita la notte bianca, rosa o biancoazzurra, comunque secondo me il potenziale per fare qualcosa di più non manca, semplicemente non so perchè nessuno utilizza il potenziale a disposizione.

  3. #13
    Administrator L'avatar di ecko
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    Articolo di ieri, del Corriere delle Alpi:

    Tre Cime, tutti in coda sulla strada e sui sentieri
    Ieri ci voleva un’ora e mezza per arrivare in auto da Misurina al rifugio Soddisfatti gli operatori turistici della zona e l’amministrazione di Auronzo

    AURONZO. Code all’ingresso della strada che porta al rifugio Auronzo, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. Code per parcheggiare l’auto, alla ricerca di un posto. E poi in “processione”, a passo lentissimo considerata la folla, verso il rifugio Lavaredo. È finita? No, code anche salendo alla forcella da cui poi si arriva al rifugio Locatelli.
    Questa la mattinata di ieri per chi ha voluto godersi il panorama delle Tre Cime. Un’ora e mezza circa, da Misurina al rifugio Auronzo, anziché i 25 - 30 minuti che di solito si impiegano. Inutile, ovviamente, protestare da parte degli escursionisti. «Per fortuna che questo accade», commentano i posteggiatori, «tutti si lamentano della crisi e del turismo in difficoltà, quassù è l’ennesima giornata di code di questo mese di agosto». I posti macchina sono 700, l’introito del Comune dal pedaggio stradale è di ben oltre un milione di euro l’anno (22 euro a macchina).
    Una “manna” davvero provvidenziale, considerato che con queste risorse, oltre a mantenere la strada ed il parcheggio e a dare lavoro a chi li gestisce, l’amministrazione comunale può permettersi servizi sociali che magari altrove non si trovano. Ma torniamo al superaffollamento. «Le code si formano perché gli automobilisti che salgono sono numerosi e il park è a numero chiuso», ci spiegano. «Facciamo salire un’auto solo quando un’altra scende». In municipio, ad Auronzo, il sindaco Daniela Larese Filon non sta tirando ancora i conti di questa stagione, ma anticipa che «sta andando davvero bene». «Non denunciamo alcun calo dei turisti, né qui ad Auronzo, tanto meno sulle Tre Cime. Le giornate sono bellissime, fa tanto caldo ed è evidente che la gente si rifugia in quota». Neppure Auronzo, quindi, ha patito la crisi. «Abbiamo investito sulla presenza della Lazio ed abbiamo riempito gli alberghi. Adesso c’è il campionato di motonautica e siamo quasi al pieno. Quindi siamo davvero soddisfatti. Il fascino delle Tre Cime, per altro, vale anche qualche sacrificio economico». E la sindachessa di Auronzo ritiene che anche nel resto dell’area Dolomitica non sia andata così male come qualche operatore turistico vuol far credere. E i rifugi in quota? Pienissimi anch’essi, con la fila per pranzare. E non solo all’Auronzo e al Lavaredo, ma anche al Pian di Cengia, raggiungibile dopo ore di scarpinata, e soprattutto al Locatelli.

    di Francesco Dal Mas
    Fa piacere sentire buone notizie sulle presenze turistiche nei comuni del Cadore... ma per cantar "vittoria", o per lo meno per gioire un po', bisogna aspettare i DATI che arriveranno il prossimo anno (che finora indicano un lento e inesorabile peggioramento, vedere grafici sopra).

    Dai quotidiani locali sembra che il Cadore vada alla grande ultimamente (a livello turistico), peccato però che a volte, più che articoli imparziali, le notizie pubblicate sembrano comunicati stampa usciti direttamente dalla penna dei sindaci (vedi articolo in allegato).

  4. #14
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    Scorsa settimana durante Siena-Bologna girava il banner di San Vito sui cartelloni pubblicitari a bordo campo.
    E immagino (spero) sia presente in ogni match di campionato.
    Quella è una buona visibilità, anche se è uno tra tanti che girano ...

  5. #15
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    Notizia di questi giorni...

    LAZIO AD AURONZO – SI STUDIANO VARIE IPOTESI PER IL SALVATAGGIO

    Ci sarebbe un piano B per scongiurare l’ipotesi che la Lazio calcio abbandoni Auronzo visti i guai giudiziari che hanno coinvolto Ciro Di Pietro, proprietario dell’hotel Auronzo, struttura che da anni ospitava la squadra nel suo ritiro estivo.

    Il Corriere delle Alpi parla delle alternative che il Comune starebbe studiando per non lasciarsi sfuggire la squadra, i suoi numerosi tifosi e anche l’aquila Olimpia che pure tante preoccupazioni aveva dato nel luglio scorso sparendo di tanto in tanto.

    Dal Comune assicurano che i contatti con Lotito e il suo staff non si sono mai interrotti, mentre l’hotel Juventus – proprio così Juventus – ha avanzato la sua candidatura in barba al nome, che – al di là delle ironie – potrebbe davvero costituire un problema per lo meno mediatico.

    Non si esclude l’ipotesi Misurina ma bisogna capire se i giocatori sono disposti a delle brevi trasferte da e verso il campo di allenamento. Ovviamente non si può scendere sotto le 4 stelle: il comfort innanzitutto.
    Insomma, la partita – non solo metaforica, all’ombra delle Tre Cime – è aperta.

    fonte: Radio Club 103

  6. #16
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    Riporto un interessante post dal blog Orgoglio Auronzano e aldilà dell'argomento trattato penso (guardando l'immagine allegata)... beata Auronzo che ha cifre del genere da investire in turismo!

    La spesa per la Lazio

    Poco meno di due settimane fa si è svolto in sala consiliare del Comune l’incontro finale del Piano di Sviluppo Turistico avviato dall’amministrazione circa un anno fa sotto la guida di Manfred Canins, esperto di marketing dell’Alto Adige. La serata è stata densissima di informazioni e si è conclusa con una breve riflessione sulla spesa che il Comune eroga ogni anno per il ritiro della Lazio, che con i suoi 328 mila euro vale la metà dell’intera spesa complessiva che il Comune eroga per eventi turistici, ossia 628 mila euro (vedi immagine sotto).

    I ritiri della Lazio hanno indubbiamente cambiato il volto della nostra stagione estiva, rendendo gli oramai moribondi mesi di luglio nel periodo più florido dell’estate auronzana, e possono essere annoverati come uno degli investimenti turistici più positivi degli ultimi anni; d’altra parte però è chiaro che il fenomeno Lazio abbia già dato tutto quello che poteva dare in termine di promozione della nostra località e che forse una cifra così elevata potrebbe essere investita in qualche altra maniera, visto anche che questo è l’ultimo anno di contratto con la squadra capitolina, rinnovabile comunque per un ulteriore ritiro nel 2015. A questo proposito Manfred Canins ha le idee chiare:



    Secondo l’esperto della Val Badia, l’intera somma va aggiunta ai 150 mila euro che il Comune verserà annualmente al Consorzio Turistico, permettendo al nostro ente di promozione di elevarsi dalla situzione attuale e diventare una vera e propria azienda di marketing turistico, come previsto fin dagli albori del Piano di Sviluppo. Il Consorzio avrebbe perciò a disposizione 480 mila euro che rispetto al numero di presenze annuali nel nostro Comune, quasi 300 mila, fanno una media di circa 1,6 euro/presenza, vicina alla quota di 1,9 euro che in Alto Adige viene stimata come minima per mettere in piedi un consorzio turistico pienamente funzionale e funzionante.

    Ora, posto che il turismo, se ben sviluppato, potrebbe diventare il principale “datore di lavoro” degli auronzani attorno a cui far ruotare anche tutti gli altri comparti economici, dall’artigianato ai servizi, e che quindi quella cifra debba necessariamente essere reinvestita in turismo, di fronte alla proposta di Canins diventa opportuno chiedersi cosa farne di quel tesoretto, se continuare ancora un anno con la Lazio, seguendo perciò la politica turistica a brevissimo termine del “compro e ottengo subito” che negli anni si è tramutata in una costosa dipendenza dalla squadra romana, oppure se virare quei soldi in altra direzione, magari perseguendo invece una politica turistica più ambiziosa che punti a costruire un turismo solido e strutturato nel tempo, grazie anche ad un consorzio turistico in grado di promuovere ad alto livello il brand “Auronzo-Misurina”.

    Se poi prendiamo come metro di riferimento i nostri vicini ampezzani invece che l’Alto Adige, scopriamo che nella conca il Comune finanzia Cortina Turismo con un milione di euro l’anno: si dirà che in relazione ai turisti, guardacaso un milione l’anno, l’investimento a presenza non supera il singolo euro, ma bisogna sempre tenere conto che il consorzio ampezzano dispone comunque di una cifra consistente, 6 volte e mezza rispetto ai 150 mila euro di Auronzo, e che mette al lavoro qualcosa come 11 dipendenti fissi più 2 stagionali: pensare oggi che i due soli dipendenti del Consorzio Auronzo-Misurina, gravati oltretutto di un budget così ristretto, siano sufficienti per reggere e sviluppare il turismo auronzano nel medio-lungo periodo è figlio della stessa opacità che ha fatto sprofondare il turismo del nostro paese negli ultimi 20 anni ed i risultati di questa politica sono sotto gli occhi di tutti.

    Non basta avere una ciclabile, o tante escursioni da percorrere, o un bel lago se poi in pochi vengono attratti a passare le vacanze da noi ed è forse preferibile che Auronzo abbia qualche evento in meno, ma che nel 2015, nell’epoca della comunicazione e del commercio, sia dotata invece una struttura pienamente in grado di vendere le nostre attrazioni e di renderci appetibili per il turista nella scelta delle proprie vacanze, senza ridursi ad avvantaggiare solo le categorie interessate nei giorni circoscritti degli eventi ma promuovendo la nostra località a 360 gradi in tutto quello che può offrire e tutto ciò che può aiutare a costruire nell’immaginario del turista un’immagine piacevole e seduttiva del nostro paese: dalla cultura tipica, alla cucina sana, all’artigianato, all’ambiente incontaminato, alle passeggiate, eccetera, eccetera, eccetera. Auronzo fin’ora ha mostrato solo una piccolissima parte del proprio potenziale e disporre di un’azienda turistica dotata di una notevole forza economica, come potrebbe essere il Consorzio con i soldi della Lazio, favorirà l’emersione di tutti quegli aspetti ora troppo poco conosciuti dai turisti e troppo difficoltosi da sfruttare economicamente per gli auronzani.

    Infine, va detto altresì che, anche senza la Lazio, disponiamo comunque di una struttura sportiva in grado di ospitare squadre di alto livello, perciò una soluzione equilibrata potrebbe essere quella di destinare una parte di quei 328 mila euro per il ritiro di una squadra minore promuovendo così il nostro paese in un mercato turistico completamente nuovo rispetto a quello laziale, e riservare il resto della somma al Consorzio Turistico.

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