Dopo la conversione del decreto legge sulla cosiddetta "spending review", anche i provvedimenti in esso contenuti sono diventati legge dello stato italiano. Come noto, fra essi figura il riordino delle province il quale comporta, per quanto ci riguarda e tra gli altri aspetti, che molti degli attuali enti provinciali veneti cesseranno di esistere. E' appena il caso di ricordare che essi sono stati voluti dal governo napoleonico dopo il 1797 (forse per compensare i veneti dell'invasione della loro terra, in spregio alla dichiarata neutralità, e alle successive spoliazioni varie perpetrate?).
In ogni caso, continuano a circolare pareri più o meno autorevoli che ritraggono i veneti e i bellunesi in particolare come rassegnati davanti a decisioni più o meno discutibili che li toccano da vicino, risultato delle proposte e delle scelte di plurimi soggetti.
Ritengo che sia giunto il momento di rimboccarsi le maniche, come solo i veneti sanno fare, e iniziare a progettare (realizzare?) il nostro futuro.
Basta lamentele sterili, accuse o proteste improvvisate; serve uno scatto di orgoglio da parte di tutti.
Nessuno ha in tasca la ricetta pronta ma se si inizierà a guardarsi negli occhi, contarsi e confrontarsi su quale Veneto si desidera, sarebbe già un passo avanti.
Sarei molto felice come veneto se tale entusiasmo contagioso partisse proprio dal bellunese.
Sani/sane/arrivederci