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Discussione: Col della Puina

  1. #11
    Senior Member L'avatar di heimat
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    Va beh dopo, adesso sarebbe gradito il tuo parere a riguardo......
    Il forum è di tutti, un pò di più di chi scrive e contribuisce in modo costruttivo un pò meno di chi solo legge e non partecipa e secondo me ancora meno di chi legge scrive ma non ha argomenti o li finisce subito e scade nell'offesa.
    Se esagero sarà chi di dovere a dirmelo e sotto al tuo nome non mi pare proprio di aver letto admin....grazie

  2. #12
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Citazione Originariamente Scritto da adf Visualizza Messaggio
    Infatti non è che tu e bosk siete obbligati a rispondere a tutti i post che vengono pubblicati sul forum, cos'è il forum di heimat e bosk... i due sapientoni che hanno la verità in tasca!
    Non ribatto, difronte certe affermazioni è inutile ribattere, ti faccio solo notare che tutti quei pecoroni a cui ti riferisci, riempono alberghi, appartamenti ecc..ecc... dando cosi lavoro a tanta gente e pensa che alcuni pecoroni hanno la casa e grazie a questo danno lavoro ad altra gente, tipo i custodi-manutentori, idraulici, imbianchini ecc..ecc...
    Poi se ti va mi spiegherai cosa te ne frega dove il turista decide di passare le proprie giornate.

  3. #13
    Administrator L'avatar di ecko
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    Queste sono polemiche che vanno aldilà del report dell'autore e che in qualche modo lo "sporcano". Domani divido i topic lasciando questo dedicato al suo report e ne apro un altro dove potrà continuare la discussione (a patto che si mantengano toni civili).

  4. #14
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Citazione Originariamente Scritto da ecko Visualizza Messaggio
    Queste sono polemiche che vanno aldilà del report dell'autore e che in qualche modo lo "sporcano". Domani divido i topic lasciando questo dedicato al suo report e ne apro un altro dove potrà continuare la discussione (a patto che si mantengano toni civili).
    Non mi pare siano stati usati toni incivili, almeno fino ad ora.

  5. #15

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    Grazie ecko infatti avevo fatto una domanda al protagonista del report o a chi ne sapesse qualcosa, ma l'impressione è che si preferisca fare polemica piuttosto che condividere una bella esperienza. Che noiosi. Cmq io aspetto fiduciosa delle dritte
    anna:

  6. #16

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    Buonasera a tutti. Intanto volevo ringraziare tutti coloro che mi hanno elargito dei complimenti per le foto o il racconto. Grazie davvero, anche se - non lo dico con falsa modestia - è scaturito tutto in maniera molto spontanea, non sono né un fotografo né un narratore. Sono solo un grande amante delle bellezze naturali.
    Scusate se non mi sono collegato prima. Volevo dire ad Anna che la gita che hanno in programma per domani mi sembra piuttosto lunga, soprattutto se ci sono dei bambini... E' anche vero che in questi posti si può camminare fintanto che se ne ha voglia o se ne hanno le forze. Poi si può decidere di fermarsi (qualsiasi punto merita una sosta) e tornare indietro in qualsiasi momento, senza per questo pensare di essersi persi qualcosa o di aver mancato un traguardo. Mondeval è bello tutto!
    Buona camminata!
    P.S. Magari ci farai vedere qualche foto anche tu?
    Ultima modifica di edradour; 22-08-2012 alle 09:24 PM

  7. #17
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    Turismo responsabile e sostenibile

    “Vogliamo vivere il mondo con occhi curiosi e non superficiali, capaci di ammirare ma anche di capire per imparare a rispettare..perchè viaggiare non vuol dire cercare nuove terre ma avere nuovi occhi” M. Proust

    Per turismo responsabile e sostenibile si intende un modo di viaggiare che riduca il più possibile l’ impatto sul territorio, sia dal punto di vista ambientale e naturale che sociale; un turismo che tenda a valorizzare i rapporti con la gente e la cultura della comunità ospitante; che rispetti i diritti delle comunità locali e che tenda a stabilire rapporti continuativi di cooperazione solidale.

    Ciò comporta attenzione per la conservazione del patrimonio locale, quindi per gli aspetti qualitativi dello sviluppo, piuttosto che per gli aspetti quantitativi della crescita economica correlata alla domanda turistica.

    Nella carta del turismo sostenibile(1995), il turismo sostenibile viene definito “una pratica ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, socialmente ed eticamente equa, economicamente conveniente”.

    Scegliere di viaggiare in modo sostenibile e responsabile significa scegliere uno stile di viaggio che privilegia l’ incontro, la condivisione e il bene del contesto sociale e naturaledella località di destinazione. Si prediligono poche tappe di durata piuttosto lunga che consentano di entrare in contatto con la realtà umana, politica, artistica, ambientale.

    Peculiarità dei viaggi responsabili e sostenibili

    -Una peculiarità del turismo responsabile è che si viaggia quasi sempre in gruppi, quasi sempre di piccole dimensioni e mai accompagnati dalla figura unica della guida tradizionale: con il gruppo parte un accompagnatore della realtà organizzatrice che svolge compiti principalmente logistici e di supporto , ma il ruolo di guida è quasi sempre affidato ad un rappresentante della comunità ospitante che più di chiunque altro è in grado di capire e far conoscere un’ identità culturale o una realtà sociale.

    -Si privilegiano strutture di accoglienza a gestione locale;

    -Si adotta la politica del prezzo trasparente: La scheda del prezzo trasparente è una scheda in cui vengono elencate tutte le voci che compongono il prezzo affinché il viaggiatore responsabile abbia la possibilità di sapere come sono ripartite le quote e quale percentuale del prezzo finale rimane effettivamente alle comunità ospitanti.

    -Nei viaggi di turismo responsabile e sostenibile è prevista anche una quota a sostegno di progetti di solidarietà e sviluppo realizzati nel paese ospitante da associazioni ed organizzazioni locali; si tratta di un’offerta minima che il gruppo di viaggiatori decide di lasciare ad una delle comunità visitate durante il viaggio.
    Se non diversamente specificato nella scheda prezzo trasparente, tale quota viene ritirata prima della partenza e, in sede di riunione post-viaggio, il gruppo stabilirà a quale dei vari progetti visitati destinarla.

    -Prima di un viaggio è prevista una riunione preparatoria durante la quale i viaggiatori hanno la possibilità di avere una formazione sui principi del Turismo Responsabile; di ricevere informazioni sul paese per poter comprendere meglio la destinazione scelta; di incontrarsi; di conoscersi; di stabilire insieme gli ultimi dettagli per l’itinerario.

    -E’ previsto un incontro post-viaggio durante il quale il gruppo ha la possibilità di confrontarsi sull’esperienza vissuta.

    LA STORIA:

    Parallelamente ai discorsi internazionali, negli anni ‘90 nacque un movimento di critica al turismo di massa e alle sue contraddizioni per proporre

    “(…) un viaggiare etico e consapevole che va incontro ai paese di destinazione, alla gente, alla natura con rispetto e disponibilità. Un viaggiare che sceglie di non avallare distruzione e sfruttamento, ma si fa portatore di principi universali: equità, sostenibilità e tolleranza”

    Nasceva il Turismo Responsabile il cui principio base è la consapevolezza di sé e delle proprie azioni.

    Consapevolezza del fatto che lo spostamento in una qualsiasi parte del modo comporta degli impatti che non toccano solo la sfera economica ma che riguardano un luogo nella sua totalità.

    Poiché il turismo si fonda sulle risorse di un territorio, non si può escludere dalla valutazione di una meta turistica la gente che lo abita e le relazioni che queste popolazioni hanno saputo stringere con l’ambiente nel corso dei secoli.

    L’introduzione di nuovi elementi comporta inevitabilmente una ridefinizione del rapporto con il territorio.

    Gli impatti più evidenti del turismo di massa riguardano tre settori:

    1) l’ambiente:

    l’aumento di inquinamento dell’aria e dell’acqua dovuto sopratutto alla mancata predisposizione di sistemi di raccolta rifiuti adeguati;
    il superamento del numero massimo di visitatori che le aree turistiche possono sostenere, senza causare effetti dannosi all’ambiente fisico;
    la sostituzione delle risorse originarie con attrattive artificiali;
    l’utilizzo di colture e allevamenti intensivi;
    la distruzione dell’equilibrio dei diversi ecosistemi.

    2) l’economia:

    lavoro nei campinella maggior parte dei casi traggono i benefici le organizzazioni dei paesi già sviluppati che grazie ad alcuni escamotage celano l’effettiva distribuzione dei profitti;
    grandi catene alberghiere, tour operators e compagnie aeree sono i reali proprietari ed esportano i profitti, spesso nella loro totalità.
    l’economia locale dipende dal mercato estero: il ritorno economico è insufficiente, si verifica l’inflazione, aumentano i prezzi della terra e dei generi di prima necessità.

    3) la società:

    abbandono da parte di diverse comunità della propria terra o degli spazi in cui tradizionalmente svolgevano la propria vita sociale poiché vengono trasformati in lussuose strutture che non hanno nulla a che vedere con l’architettura locale e che per la maggior parte dell’anno restano vuote. Altre comunità si vedono ridurre e in alcuni casi, addirittura negare, l’accesso alle risorse locali;
    alterazione delle modalità di relazione tra gli abitanti locali a causa della nascita di nuove gerarchie a volte molto distanti dalla propria cultura, si verificano quindi casi di perdita della propria identità culturale dovuti alla mercificazione delle proprie tradizioni per rispondere alla domanda internazionale di esotismo;
    cambiamenti di tradizioni dovuti alla crescita dei prezzi che tocca da vicino le comunità locali tanto da costringerle a cambiare le proprie abitudini.

    Attraverso la sua opera, il Turismo Responsabile vuole quindi da una parte far riflettere sugli impatti ambientali, economici e sociali causati dal turismo tradizionale per metterne in risalto le implicazioni che comporta in un sistema territoriale e sviluppare una riflessione più critica sui limiti e le contraddizioni che comporta l’applicazione di un determinato modo di concepire e praticare il viaggio.

    Dall’altra vuole essere la risposta ad un turismo più attento al territorio tramite i cosiddetti “viaggi responsabili”.

    Carta per Viaggi Sostenibili dell’AITR

    Poiché gli stessi principi che regolano i viaggi all’estero valgono anche per un turismo incoming in Italia, ecco nascere l’esigenza di una Carta Italia.

    Si tratta del primo codice turistico mirato esplicitamente al turismo in Italia, ancorché ispirato ad altri principi, etichette, raccomandazioni, dichiarazioni e criteri che l’hanno preceduto a livello internazionale.

    La finalità di questa Carta è richiamare l’attenzione sulla relazione – spesso data per scontata – fra turisti, industria turistica e comunità d’accoglienza perché la qualità non è fatta soltanto di stelle o di rapporto prezzi/servizi, ma anche di rapporti ecologicamente e umanamente corretti

  8. #18
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    Il Turismo Responsabile in Italia 1: le esperienze

    Il Forum AITR tenutosi a Torino, ha evidenziato come in Italia vada sempre più diffondendosi il concetto di comunità ospitante. Un approccio che fa della tutela del patrimonio locale un unico sistema tra ambiente, arte e cultura riscoprendo radici, colori, sapori ed una qualità della vita lontana dalle frenesie contemporanee.

    Una giornata abbastanza fredda, ma con il Sole a fare capolino sul Cortile del Maglio, sono stati lo scenario, sabato 10 novembre, del Forum AITR sui “Sistemi locali di Turismo”, durante Fa la cosa giusta! Torino. Una rassegna/confronto su esperienze eccellenti, in divenire e sperimentali di turismo responsabile in Italia. Una tappa di riflessione, per meditare su metodologie e strategie in grado di produrre reddito e sviluppo sostenibile in un dato territorio, con modalità differenti da quelle onnivore e patinate proposte dell’industria turistica. Il Ponente Ligure, il Promontorio di Portofino, l’Altopiano di Lauco in Friuli, il sistema dei Borghi Autentici d’Italia, sono alcuni degli esempi illustrati, dove l’idea di un “turismo dell’incontro”, “sociale” e fatto di “comunità di accoglienza” hanno già solide basi.
    Progetti che fanno del riutilizzo del patrimonio locale esistente più che un’idea, una prassi attiva di promozione e comunicazione come l’albergo diffuso di Lauco. Centoventi posti letto in 4 frazioni del circondario comunale, grazie alla ristrutturazione di antiche borgate, trasformate in unità abitative da 40 a oltre 70 mq. da parte dei proprietari, coinvolti dall’Amministrazione Comunale e Regionale insieme ad associazioni e realtà dell’economia locale. Un concetto innovativo che fa della ricettività solo uno dei tanti ingredienti di una molteplice offerta turistica, unendo ai servizi alberghieri tradizionali l’idea di goderli nell’intimità famigliare. Modello cui sono abbinate convenzioni per: l'ingresso in ristoranti e locali tipici dove degustare una ricca gastronomia locale, escursioni guidate nel territorio circostante, l'uso di aree attrezzate e la pratica di attività sportive.
    Strategie perseguite anche dagli oltre 80 comuni che costituiscono la rete dei Borghi Autentici d’Italia, per migliorare la qualità di vita delle popolazioni residenti. Non solo disponibilità di “posti letto”, ma una vera e propria comunità ospitante. Un sistema d’accoglienza che possa permettere ai turisti o ai visitatori – “cittadini temporanei” – di fruire delle risorse del territorio ivi compresi produzioni e sapori. La sfida è quella di stimolare la nascita di un meccanismo inclusivo, attraverso ricettività (attualmente 26 comuni per 1800 posti letto che occupano 220 persone), e innovazione ricorrendo ad esempio all’istituzione della figura del “tutor dell’ospitalità”.
    Di senso opposto le iniziative liguri. La parola d’ordine è riscoprire un altro modo di fare turismo, contrastando l’attuale modello di sviluppo economico della Riviera di Ponente, che vede in crisi i motori tradizionali della propria economia (turismo e floricoltura). Collasso dovuto ad uno sfruttamento eccessivo delle risorse, determinante nello scempio del paesaggio attuato, nonché il conseguente decadimento del turismo stesso. Località di mare e associazioni del terzo settore che per contrastare le decisioni presenti e future delle amministrazioni locali operano a San Remo, Camogli e sul Monte di Portofino. Il Circolo Velaflash a Sanremo organizza corsi e uscite di vela per piccoli gruppi, permettendo una maggiore autonomia ai partecipanti, uscendo dalla logica del "tutto organizzato", senza trascurare le spiagge, i parchi naturali, la storia, l'architettura, le feste e il buon cibo. Privilegiare i rapporti con le realtà locali, per creare una consapevolezza di quello che il turismo potrebbe essere è l’opzione dell’Associazione RAM, con cui è possibile scoprire il lavoro in un uliveto o la raccolta di erbe officinali a Camogli e San Fruttuoso in collaborazione con la Coop. Il Giardino del Borgo.
    Un panorama variegato di idee per traghettare il turista demotivato dalle vacanze di massa, o inconsapevole di altre modalità, alle esperienze in cui esso diventa consapevole.

  9. #19
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    Questo tanto per far riflettere se è meglio quantità a beneficio di pochi o qualità a beneficio di tutti, qualche idea per lo sviluppo del cadore per essere "diversi"...

  10. #20
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    ringrazio adf per gli ultimi post! Finalmente!

    Mi scuso con edradour per aver contribuito a spostare la discussione su altri fronti, anche se personalmente non li definirei OT, in quanto il tutto è scaturito da commenti fatti alla tua gita considerata positiva (e ci mancherebbe) a discapito di altre considerate meno "nobili e ispirate".

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