Vorrei condividere con i lettori di questo forum, la gioia che ancora mi porto dentro per essere riuscito a salire in cima al Col della Puina. Per chi non conoscesse la zona, il Col della Puina si trova tra il Pelmo e le Rocchette, sopra il rifugio Città di Fiume. Il percorso mi è stato consigliato da un abitante di Borca, il signor Mario, che ringrazio per averlo suggerito e per aver insistito affinché ci andassi.
Sono partito da Villanova (frazione di Borca) e mi sono inoltrato, per un tratto, con la macchina sulla strada asfaltata che sale nel bosco. Presto bisogna lasciare la macchina in un comodo parcheggio e continuare a piedi. Il sentiero dapprima è lo stesso che porta al rifugio Venezia, poi si biforca (all'altezza dei prati di Tiera) e bisogna tenersi sulla destra e seguire il numero 468. Per un po' si sale nel bosco, un bel bosco, profumato, silenzioso, ricco di rigagnoli d'acqua (che sono stati la mia fortuna soprattutto al ritorno, vista la giornata calda!). All'inizio ero partito così determinato che guardavo solo i miei piedi sul sentiero. Sarà per questo che d'un tratto mi sono accorto che ero già salito parecchio, le pareti rocciose erano infatti molto vicine.



Arrivato alla prima radura mi sono fermato per riposarmi e lo spettacolo è stato grande: alle mie spalle cominciava a spuntare l'Antelao!



A quel punto ho aumentato il passo, la curiosità di arrivare in forcella Forada era sempre più incontenibile. Potevo già percepire che lo spettacolo sarebbe stato impagabile. Ed infatti così è stato. Davani avevo il Civetta e a sinistra il Pelmo, imponente.






Quindi sono ridisceso verso il rifugio Città di Fiume, dove si trovavano molte persone vocianti. Dopo tanta pace tutto quel rumore mi infastidiva non poco. Così ho affrettato nuovamente il passo, proseguendo per il sentiero alto, in direzione della Forcella Ambrizzola. Ho abbandonato quasi subito il sentiero, per salire in libera sul Col della Puina. In realtà, dopo i primi passi sul bel prato che sale verso la cima, si scorge una traccia di sentiero che porta dritto in vetta, dove si trova una piccola croce in legno. Da lì si gode un panorama unico, dal Pelmo al Civetta, dalla Marmolada al gruppo del Sella. Per non parlare della vista incantata verso Mondeval! Ma ancora il Marcora, l'Antelao e giù fino agli Spalti di Toro! Insomma un vero spettacolo!!









In particolare la zona che lega Mondeval alle Rocchette è di una bellezza mozzafiato. Lì ho capito perché è stata individuata come "Patrimonio dell'Umanità", perché da lì emerge in tutto il suo splendore. Da lì chiunque, godendo di quello spettacolo, non potrebbe che augurarsi di poter far vedere, un giorno, ai propri nipoti un tale spettacolo!