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Discussione: Comelico Superiore: fra Referendum e Terme Chiuse

  1. #11
    Senior Member L'avatar di heimat
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    il caro @bosk è come un martello: batte continuamente su ciò che crede essere sotto sotto il vero problema del ns territorio, ovvero la testa delle persone.... (e come non dargli ragione??!)
    PROVOCAZIONE
    Considerando che è vero ciò che dice @cultura ladina su Valbona ovvero che è piccola e poco appetibile, considerando che contrariamente alle più blasonate SPA della Pustertal qui l'acqua termale c'è veramente e non è un adifferenza di poco conto, considerando che di fronte a Valbona c'è il il Gruppo del Popera (uno dei più belli e preservati delle Dolomiiti, che in S.Tirol si sognano) se domani arriva il "Senfter delle SPA" e chiede di subentrare in Valbona, ingrandendo la struttura e facendola divetare una cosa seria, cosa succederebbe tra gli "autoctoni"? A Voi l'ardua e onesta risposta!

  2. #12
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    il caro @bosk è come un martello: !
    Troppo buono, molti avrebbero preferito rompi balle....

  3. #13
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    Il dibattito continua: “Solo il collegamento degli impianti sciistici fra Comelico e Alta Pusteria può farci uscire da una situazione economica obiettivamente difficile. Che risente, ovviamente, anche di una congiuntura assai critica a livello generale.” Walter De Martin, direttore della scuola di Sci di Padola"

    Articolo Corriere delle Alpi

    Padola ora torna a guardare a Senfter
    De Martin (direttore scuola sci): «Solo il suo arrivo può garantirci un futuro; speriamo in buone nuove dal fondo Brancher»

    “Solo il collegamento degli impianti sciistici fra Comelico e Alta Pusteria può farci uscire da una situazione economica obiettivamente difficile. Che risente, ovviamente, anche di una congiuntura assai critica a livello generale.” Walter De Martin, direttore della scuola di Sci di Padola, sta lavorando alla nuova stagione invernale. Nativo di Padola, 55 anni, dirige la scuola da una decina di anni ed è un attento osservatore della situazione turistica in Comelico. Non crede al referendum pro Alto Adige, ma è convinto assertore, piuttosto, di una collaborazione attiva fra le due valli. “Proprio l'arrivo di un imprenditore di alto valore come Franz Senfter – spiega – ci mette nelle migliori condizioni per uno sviluppo della nostra area che sia anche rispettoso dell'ambiente, perché in Alto Adige anche in questo campo hanno molto da insegnarci.” Ed affronta anzitutto il tema nodale del Fondo Brancher. “Siamo in attesa di notizie, che speriamo siano positive, entro la fine dell'anno. E non possiamo che esprimere un cauto ottimismo. Siamo cauti a causa della doccia fredda che abbiamo avuto nella precedente tornata; ma siamo anche ottimisti perché adesso siamo in credito, ci attendiamo un convinto sostegno ad un progetto che merita e che garantisce sviluppo, in perfetta linea, quindi, con la filosofia del fondo Brancher. E sappiamo che l'amministrazione comunale sta seguendo la vicenda senza lasciare niente di intentato.” Intanto però chiudono le Terme di Valgrande, che dovevano rappresentare una tappa intermedia fondamentale nel Giro delle Cime, che collega San Candido a Padola via sci. “Io ho la fondata speranza che almeno il bar delle Terme possa essere aperto nella stagione invernale, in modo che gli sciatori possano usufruire di un servizio in più. Per il resto non voglio entrare nella questione termale, se non per dire, da cittadino di questa valle, che approvo pienamente l'operato del sindaco Mario Zandonella Necca e della sua amministrazione, attualmente messa sotto accusa per questa vicenda. Ritengo che non vi fossero altre strade se non quella di far rispettare un contratto in essere. In caso contrario il Comune avrebbe potuto pagare gravi conseguenze.” Per Walter De Martin, “l'azione dell'amministrazione comunale è stata encomiabile e condivisibile, anche perché è riuscita a dialogare bene con le Regole, proprietarie delle terre e del bosco su cui hanno sede le piste; ha profuso ogni sforzo in relazione alla realizzazione del collegamento impiantistico; ed infine ha mantenuto alta la guardia contro gli speculatori edilizi, con una politica anti palazzinari.” Nessuna costruzione vicina alle Terme, dunque? “La buona soluzione del collegamento sciistico farà sì che – a mio avviso - ci saranno parecchie iniziative interessanti per favorire lo sviluppo. Ma ripeto, in passato abbiamo avuto chi è giunto in valle con il solo obiettivo di costruire e fare soldi. E si sono visti i risultati.” Nessun errore quindi da parte dell'amministrazione comunale? “Forse c'è stato un difetto di comunicazione, le cose potevano essere spiegate meglio, ma credo che i comportamenti siano ineccepibili.” Pur nella crisi, Padola quest'anno presenterà un'importante novità, la Pista Campo. “Un percorso molto interessante – conferma Walter De Martin - lungo 4,7 chilometri, non difficile, con belle diagonali non troppo ripide, che si presta ad un vasto pubblico di sciatori, anche non molto esperti. La nuova Pista Campo è proprio il frutto dell'ottimo rapporto che il Comune ha stabilito con la Regola di Candide, proprietaria dei terreni.” E come sono i rapporti della scuola sci di Padola con la Sextner Dolomiten che gestisce gli impianti? “Ottimi. Collaboriamo intensamente anche per quanto riguarda la parte promozionale e sono sicuro che questa sintonia sarà fondamentale per lo sviluppo del Comelico.”
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  4. #14
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Citazione Originariamente Scritto da Cultura Ladina Visualizza Messaggio
    Il dibattito continua: “Solo il collegamento degli impianti sciistici fra Comelico e Alta Pusteria può farci uscire da una situazione economica obiettivamente difficile. Che risente, ovviamente, anche di una congiuntura assai critica a livello generale.” Walter De Martin, direttore della scuola di Sci di Padola"

    Articolo Corriere delle Alpi

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    Tanto anche se poi riusciste ad ottenere i permessi ariiverebbero quelli di M.W. a fare presidi perchè i prati devono essere mantenuti liberi perchè il turismo lo si attira con vacche capre e Haidi.....

  5. #15
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    Citazione Originariamente Scritto da bosk Visualizza Messaggio
    Tanto anche se poi riusciste ad ottenere i permessi ariiverebbero quelli di M.W. a fare presidi perchè i prati devono essere mantenuti liberi perchè il turismo lo si attira con vacche capre e Haidi.....
    mmhh, non credo.
    Dove tira aria di Alto Adige (e lì quell'aria tira) quelli di M.W. li cacciano a calci nel sedere.
    Non perchè in AA fanno le cose in barba all'ambiente, ma perchè in AA partono dal presupposto che le cose vanno fatte, poi trovano il modo migliore per farle.

    In veneto l'ordine dei fattori è invertito ... e il risultato cambia!!

  6. #16
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Citazione Originariamente Scritto da sanvito25 Visualizza Messaggio
    mmhh, non credo.
    Dove tira aria di Alto Adige (e lì quell'aria tira) quelli di M.W. li cacciano a calci nel sedere.
    Non perchè in AA fanno le cose in barba all'ambiente, ma perchè in AA partono dal presupposto che le cose vanno fatte, poi trovano il modo migliore per farle.

    In veneto l'ordine dei fattori è invertito ... e il risultato cambia!!
    Spero tu abbia ragione, anzi spero che succeda anche da noi che un giorno li prendano a calci.... ma credo che qua continueremo a guardare haidi che sorride ai monti......

  7. #17
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    Articolo Corriere delle Alpi di oggi sul Referendum clicca qui

  8. #18
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    A mio avviso, considerazione generale sia chiaro, ma vedendo come vanno le cose qua, e cioè, no a questo no a quello no a quellaltro ecc..ecc... in T.A. quando decidono di fare una cosa la fanno con o senza l'approvazione di M.W., quindi sarebbe molto meglio passare con loro, non credo succederà mai, l'unica cosa che ci resta da sperare è che chi sarà alla guida di una forse futura provincia autonoma si svegli e faccia qualcosa di concreto. E tu Cultura hai una posizione personale???

  9. #19
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    Bella sorpresa di questa forma più breve. Puoi dirci che cosa si sta parlando / scrivendo?
    Ha qualche info. di questa forma più breve è stato pubblicato prima (e ho appena perso)?
    Michaeljeee

  10. #20
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    da corriere delle alpi

    COMELICO SUPERIORE. Da oggi è chiuso il bar delle Terme di Valgrande e chissà quando e con chi riaprirà.
    Ornella Alfarè Lovo, titolare della licenza, dice basta dopo quasi undici anni di gestione del bar. Il taglio del nastro infatti risale al 14 giugno 2003, data in cui hanno aperto i battenti le Terme di Valgrande. Un anno e mezzo fa la società delle Terme ha chiuso, è rimasto aperto solo il bar, e in maniera stagionale, estate e inverno. «Lo stabile è del Comune - spiega la signora Alfarè Lovo - e al Comune riconsegno le chiavi e la licenza. Cosa succederà in futuro non si sa, non sappiamo cosa succederà con il cambio di amministrazione. Per adesso diciamo basta, dopo una pessima stagione invernale».
    È successo di tutto quest’inverno: «Abbiamo avuto quattro giorni di black out, poi giorni di pioggia, vento che ha fatto chiudere gli impianti, per metà mese di febbraio non abbiamo potuto lavorare per la troppa neve. Insomma, è stato un inverno difficile, non solo per noi ma per tutti. Ma dopo 37 anni credo di poter dire basta. Le spese sono troppe».
    Il bar delle Terme viene frequentato in particolare durante la stagione invernale da chi percorre il giro delle Cime, e scende con gli sci da passo Monte Croce Comelico. Alle Terme trova lo skibus che porta gli sciatori fino a Padola o di nuovo a Passo monte Croce.
    Durante l’estate passano di lì gli escursionisti diretti verso i rifugi Lunelli e Berti. Il posto è davvero magnifico, ma l’afflusso dei turisti è davvero limitato.
    Se lo stabile è del Comune gli arredi interni sono dei gestori del bar, e su questo si è acceso un contenzioso con la società delle Terme, dopo la chiusura dello stabilimento termale. «Stiamo arrivando per fortuna ad un accordo» dice la signora Alfarè Lovo.
    Sta di fatto che il bar chiude: «Non punto il dito contro nessuno, ci mancherebbe - precisa la signora Ornella - quando era aperto il centro termale c’era un giro maggiore di clienti».
    Non accusa nessuno, ma qualche rammarico c’è, come la mancanza di un albergo che avrebbe aiutato le Terme. «Sono stati detti troppi no in questo paese, al campeggio, all’albergo. Per fortuna funzionano gli impianti».
    E il referendum? La signora Alfarè Lovo preferisce non esprimersi, consapevole che non è una consultazione facile e non c’è un grande seguito alle ragioni del comitato promotore.
    «È un voto di protesta» dice, esattamente quello che è stato in tutti gli altri comuni che hanno promosso i referendum per andarsene dal Veneto.
    I rapporti di Comelico Superiore con la Pusteria sono già molto stretti. Basta pensare ai 500 - 600 comelicensi e cadorini che ogni mattina percorrono la statale per andare a lavorare in Pusteria.
    «Nella mia famiglia siamo nove figli, e mia madre, una pusterese, ci ha avviati tutti al lavoro nel settore del turismo, dicendoci che quello era un lavoro sicuro. E in Pusteria la pensano davvero così e agiscono di conseguenza. Noi in Comelico abbiamo idee diverse. Ci vorrebbe più coraggio, anche tra i giovani, per investire in questo territorio».
    Ci risiamo.

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